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Terna: in 3 anni utili, dividendi e valore di Borsa tutti in crescita

Di fronte alla Commissione Industria del Senato che ha avviato un ciclo di audizioni per valutare i risultati delle aziende pubbliche sotto nomina, l’ad di Terna, Matteo Del Fante, ha spiegato che in 3 anni la società della rete elettrica ha aumentato l’utile netto del 25% e distribuito 1,2 miliardi di dividendi mentre la il titolo si è apprezzato in Borsa del 31,9%

Terna: in 3 anni utili, dividendi e valore di Borsa tutti in crescita

Dopo aver lanciato il piano strategico 2017-2021, Terna ha illustrato in Parlamento i risultati ottenuti nell’ultimo triennio, caratterizzato da traguardi importanti nonostante la crisi e le difficoltà finanziarie che contraddistinguono il mercato. In vista delle nomine ai vertici delle principali società partecipate dello Stato che verranno stabilite entro un mese, a presentare il bilancio degli impegni portati a termine e le promesse mantenute è stato l’amministratore delegato Matteo Del Fante nel corso dell’audizione alla Commissione Industria al Senato tenutasi ieri pomeriggio.

Negli ultimi tre anni, dal 2014 al 2016, i ricavi della società che gestisce la rete elettrica nazionale sono cresciuti dell’11%, passando da 1,9 a 2,1 miliardi di euro. Il Margine Operativo Lordo è invece salito a 1,54 miliardi dai precedenti 1,49 (+4%), mentre l’utile netto ha fatto un balzo del 25%. Un risultato cui hanno contribuito soprattutto le attività regolate che, nel triennio di riferimento hanno generato circa 1,7 miliardi di utili, a fronte dei 110 milioni derivanti da attività non regolate legate a telecomunicazioni, servizi per terzi e valorizzazione asset.



Ma i numeri appena elencati non sono positivi solo per la società, ma anche per gli azionisti che, dal 2014 al 2016, hanno potuto contare su 1,2 miliardi di dividendi distribuiti (60 centesimi di dividendi per ogni azione), mentre la capitalizzazione di mercato a raggiunto i 9 miliardi di euro, registrando una crescita del 15%

A decorrere dal 2014 il titolo di Terna si è apprezzato del 31,9% a fronte di un dividend yield del 4,6%. La performance contrasta con quella del Ftse Mib (che nello stesso arco temporale ha perso il 12%), ma anche con quella dell’indice europeo di settore (-13%).

Il tutto è stato reso possibile grazie a progetti ambiziosi e a un lavoro costante che ha consentito a Terna, in meno di tre anni, di far entrare in esercizio progetti per circa 3 miliardi di euro, primo fra tutti il collegamento Sorgente – Rizziconi, l’elettrodotto che unisce la Sicilia all’Italia e quindi all’Europa con un il più lungo cavo elettrico sottomarino a corrente alternata al mondo. 

Importanti, anche le acquisizioni, come quella della rete elettrica in alta ed altissima tensione delle Ferrovie dello Stato avvenuta nel dicembre del 2015. Nel complesso, il perimetro degli asset gestiti dalla società è salito del 15%. In questo frangente, le prospettive per il futuro sembrano essere incoraggianti. Nel piano di sviluppo 2017 si prevedono 7,8 miliardi di euro di investimenti sulla rete.

Per il futuro, molto importanti saranno anche gli investimenti nel settore delle Tlc e della fibra ottica: “Noi investiamo nelle tlc quando, rinnovando la nostra rete di trasmissione o costruendo nuovi tratti, installiamo nella fune di guardia, che è il collegamento tra un sostegno e l’altro, della fibra ottica”, ha spiegato Del Fante. “A quel punto quella fibra ottica può essere o ceduta spenta o si affitta lo spazio dove un altro soggetto affitta la propria fibra”, ha chiarito l’ad.

Tornando al recente passato, importanti passi avanti sono stati fatti anche sul tema sostenibilità. Dal 2014 al 2016, Terna è entrata in 3 nuovi indici di sostenibilità, mentre tre tra le principali agenzie di rating di sostenibilità hanno collocato la società guidata da Del Fante come leader di settore.

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