Condividi

Sud, terremoto e innovazione: ecco il nuovo piano Invitalia

Presentato a Roma il piano triennale dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia – L’ad Arcuri: “L’obiettivo è creare valore aggiunto, con i nostri finanziamenti sono stati creati 60mila impieghi” – L’impegno per Amatrice, Bagnoli e per il Mezzogiorno attraverso la Banca dello Sviluppo.

Sud, terremoto e innovazione: ecco il nuovo piano Invitalia

Mezzogiorno, terremoto, innovazione: è un piano industriale a 360 gradi quello presentato oggi, e valido per il triennio 2015-17, da Invitalia, l’Agenzia nazionale – di proprietà del Ministero dell’Economia – per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che gestisce tutti gli incentivi nazionali, finanzia progetti grandi e piccoli soprattutto nei settori innovativi, accelera la spesa dei fondi europei ed è la centrale di committenza e la stazione appaltante – in alcuni casi unica, come per la ricostruzione delle opere pubbliche nelle zone colpite dal terremoto – per la realizzazione di interventi strategici sul territorio.

Già oggi Invitalia vanta finanziamenti erogati per 8,8 miliardi, con 18,7 miliardi di investimenti complessivi attivati, e quasi mezzo miliardi di interventi per lo sviluppo del territorio. “La priorità è creare valore aggiunto – spiega l’amministratore delegato Domenico Arcuri – sostenendo la crescita e l’occupazione: uno dei dati importanti è che attraverso i nostri finanziamenti sono stati creati negli anni 60mila posti di lavoro”.

L’impatto occupazionale, insieme al sostegno dell’Industria 4.0 e degli investimenti esteri, sarà uno degli obiettivi chiave del nuovo piano: “Se c’è uno o più di questi requisiti – continua Arcuri – i tempi di finanziamento saranno ancora più rapidi, così come maggiore sarà il nostro supporto”. A una determinata condizione: “Le aziende che sosteniamo devono essere dotate di capitale per investire: è finita l’epoca in cui si investe perché si riceve un prestito, ora casomai si riceve un prestito perché si investe”.

Il primo strumento di intervento, per importanza, di Invitalia è il Contratto di Sviluppo, che attraverso gli incentivi sostiene gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale. L’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro: al 1° febbraio 2017 sono stati finanziati 87 programmi con 3,1 miliardi di euro, creando quasi 47mila posti di lavoro nel Paese. Lo strumento utilizzato è la legge 181/89, quella che regola l’incentivo per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore. “Questa norma – ha spiegato Arcuri – è molto utile: era stata accantonata dal governo Monti ma ripresa da quelli successivi e riformata nel 2015: sarà applicata solo per alcuni territori, quelli più bisognosi, e per le aree di crisi complesse, identificate da un preciso accordo Governo-Regioni”.

TERREMOTO

Tra queste aree, secondo quanto disposto dal Decreto Terremoto, rientrano anche quelle delle 4 regioni del Centro Italia colpite dai vari fenomeni sismici negli ultimi mesi: “Ad Amatrice siamo la centrale di committenza unica, in collaborazione con l’Autorità nazionale anti-corruzione (Anac), per la ricostruzione delle opere pubbliche e dei luoghi di culti. Gestiamo anche gli incentivi alle imprese, avvalendoci della legge 181 ma non solo”, precisa l’amministratore delegato di Invitalia.

MEZZOGIORNO

Tra le novità più interessanti del piano c’è la Banca per lo Sviluppo, progetto che si concretizzerà una volta che Banca d’Italia darà l’ok all’accordo, perfezionato proprio nelle ultime ore, con Poste Italiane per rilevare l’intero pacchetto azionario dei Banca del Mezzogiorno-Medio Credito Centrale (operazione da 390 milioni di euro). “L’obiettivo – spiega Arcuri – è quello di agevolare l’accesso al credito per le Pmi del Sud, con costi compatibili. Al Sud solo il 22% delle aziende che chiede finanziamenti lo ottiene, e solo il 4% lo ottiene per l’intera somma richiesta: la difficoltà di accesso al credito è un freno per lo sviluppo del Mezzogiorno, che pure a ripreso a crescere negli ultimi anni, più della media del Paese”. Arcuri ha anche garantito che la banca non farà attività di sportello: “Rimarrà una banca di secondo livello, che agirà solo per il tramite di reti di banche ordinarie”.

BAGNOLI

Al Sud c’è anche Bagnoli, uno degli interventi più importanti messi in campo da Invitalia: su incarico del Governo, è il soggetto attuatore del programma di bonifica e rilancio dell’ex area industriale alle porte di Napoli. “Siamo operativi dall’anno scorso e abbiamo già restituito ai cittadini un primo pezzo, quello della spiaggia Arenile Nord, oltre che sbloccato i bandi di 8 gare che erano in attesa da 23 anni”. Per il resto il progetto è nella fase di bonifica e messa in sicurezza, in attesa che la magistratura dissequestri parte dell’area, ancora sotto curatela fallimentare: “C’è il rischio di una doppia Bagnoli, cioè che il progetto vada avanti solo nell’area di nostra proprietà, ma credo che a breve la Procura ci sarà il via libera”. Via libera ormai raggiunto invece sotto il profilo istituzionale, dopo le tensioni tra il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’ex premier Matteo Renzi ai tempi della presentazione del progetto: “L’accordo istituzionale è in via di soluzione”, garantisce Arcuri.

INNOVAZIONE

L’altra novità del piano è la creazione di un Fondo per lo Sviluppo, sotto forma di una Sgr, che sostenga progetti di sviluppo di medio e lungo periodo e dia una ulteriore accelerazione all’utilizzo dei fondi comunitari, anticipando le somme che arrivano da Bruxelles solo a lavori eseguiti. Una sorta di bis su scala più grande del fondo Venture che Invitalia ha lanciato dall’anno scorso per il cofinanziamento di startup innovative. Questo fondo, che aveva un obiettivo iniziale di 100 milioni di euro, è fermo a quota 70: “Il Fondo europeo per gli investimenti ha già deliberato uno stanziamento  per la quota restante di 30 milioni – risponde Arcuri -. Ci sono alcune problematiche tecniche che stanno rallentando un po’ la chiusura”.

CESSIONI

Il piano infine prevede anche una cura dimagrante: Invitalia intende liberarsi a breve di alcune attività non più considerate centrali dall’agenzia, eredità delle sue mille trasformazioni negli anni. E’ il caso in particolare di Italia Turismo, la società che si occupa di investimenti strategici nel settore dell’accoglienza e che possiede proprietà immobiliari in diverse regioni del Sud. “Entro la prima meta dell’anno Invitalia dovrebbe attivare la procedura pubblica per la vendita”, ha detto Arcuri.

Commenta