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Spread Btp-Bund sale oltre i 100 punti base: forti vendite sull’obbligazionario internazionale in vista delle restrizioni monetarie

In un contesto di riscaldamento dell’inflazione e di una possibile azione al rialzo dei tassi da parte delle banche centrali, i rendimenti dei titoli di Stato si muovono tutti al rialzo. Per l’Italia sono grattacapi in più. Ecco perché

Spread Btp-Bund sale oltre i 100 punti base: forti vendite sull’obbligazionario internazionale in vista delle restrizioni monetarie

Lo spread tra Btp e Bund in avvio di settimana supera i 100 punti base, sui massimi da giugno scorso in un movimento che ha interessato i rendimenti di tutto il mercato obbligazionario internazionale. In un contesto di prezzi energetici in netto rincaro a causa dell’interruzione degli approvvigionamenti nello Stretto di Hormuz, i timori di un surriscaldamento dell’inflazione si stanno sempre più trasformando in realtà, allarmando anche le banche centrali che la scorsa settimana hanno tutte riviste le loro prospettive sui tassi ufficiali. Ora i mercati stanno scontando aumenti dei tassi un po’ ovunque, il che si traduce inevitabilmente in vendite di titoli di Stato con la corrispondente impennata dei rendimenti.

Dopo che nel week end la retorica tra Washington e Teheran si è intensificata, il movimento è stato anticipato nella notte sui mercati asiatici, dove si è visto un rialzo del rendimento dei Treasuries Usa a 10 anni ai massimi degli ultimi otto mesi al 4,4150%, mentre quello sui titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito di sei punti base al 2,32%, vicino al livello più alto dal 1999. Il trend è così continuato sulle piazze europee stamane.

Dal Btp ai Ggb greci: tutti i rendimenti sono in rialzo anche in Europa. Ma il Bund tedesco ha la meglio

Il rendimento del Btp decennale ha oltrepassato il 4% aggiornando i livelli di luglio 2024, in rialzo del 3,40% dalla chiusura di venerdì. Gli analoghi Oat francese e Bono spagnolo a 10 anni sono rispettivamante i rialzo del 2,8% a 3,85% e del 2,27% a 3,65%. Il titolo a 10 anno della Grecia ( i Ggb) ha mosso il rendimento al 4,029 (+1,36%).

Nel confronto è il bund decennale ad avere la meglio in Europa, storicamente utilizzato come benchmark e come asset più sicuro degli altri: stamane il rendimento del decennale è salito oltre il 3% confermando i massimi dal 2011, in rialzo di “solo” di poco più dell’1%.

Il più venduto è il Btp italiano: ecco perché e le conseguenze

Dunque il mercato obbligazionario italiano risulta il più venduto in Europa stamane e le ragioni vanno ricondotte a un livello di conti pubblici gravati da un debito/Pil superiore di 48 punti alla media Ue proprio alla vigilia di un nuovo programma di finanza pubblica destinato a certificare la probabile flessione di obiettivi di crescita già modesti. “La guerra è uno stress test impegnativo per i conti pubblici”, ha detto la scorsa settimana anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mentre si vede erodere in pochi giorni, con l’aumento del costo del debito, i risultati maturati negli ultimi mesi con le promozioni delle agenzie di rating. Lo spread rispetto al Bund aveva impiegato sei mesi per scendere dai 91 punti di inizio settembre ai 60 di fine febbraio. Stamane è risultato fino a 104 punti base.

L’impatto sui conti pubblici non certo immediato. Ma per farsi un’idea basta osservare i calcoli dell’Ufficio parlamentare di bilancio: a 30 punti di differenziale viene attribuito un valore di circa 17 miliardi di costi in cinque anni, con effetti crescenti nel corso del tempo. Rispetto ai livelli di fine settembre, quando è stato definito l’ultimo Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), i Btp hanno cambiato rotta e sarà necessaria una revisione della spesa per interessi in occasione dell’ aggiornamento atteso in consiglio dei ministri nei primi giorni di aprile. La risalita dei rendimenti per altro non è finita qui. Certamente ci saranno altri aumenti con il prospettato aumento dei tassi delle banche centrali.

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