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S&P promuove l’Italia: “Si è unita al ballo della crescita”

L’agenzia di rating statunitense ha rilevato che “il Pil italiano è ancora al di sotto di quello del 2007, ma in ogni caso ci sono segnali positivi”. Anche l’Istat presenta i dati positivi delle vendite al dettaglio: a novembre +1,1% su ottobre e + 1,4% in ragione d’anno.

S&P promuove l’Italia: “Si è unita al ballo della crescita”

Buone notizie per l’economia italiana. Il giudizio positivo arriva dall’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s, che commentando la situazione del Belpaese ha così sentenziato: “L’Italia si è unita al ballo con il ritorno della ripresa”. “Il Pil italiano – ha aggiunto il capo economista per l’Europa di S&P Global, Jean-Michel Six, presentando le prospettive macro-economiche a Parigi – è ancora al di sotto di quello del 2007, ma in ogni caso ci sono segnali positivi”. Six, ha aggiunto, parlando degli altri Paesi, che anche il Portogallo segna una “crescita spettacolare”.

E’ la seconda volta in pochi mesi che Standard & Poor’s dà un importante riconoscimento all’Italia: due mesi e mezzo fa, a fine ottobre, per la prima volta dal 2002 l’agenzia aveva alzato il rating del Paese da «BBB-/A-3» a «BBB/A-2». “Rivediamo al rialzo il rating dell’Italia per le migliorate prospettive di crescita, sostenute da un aumento degli investimenti e dalla crescita dell’occupazione, ma anche dalla politica monetaria espansiva”, recitava il comunicato. Dal 2002 nemmeno altre agenzie avevano alzato il rating dell’Italia.

Proprio oggi, sul versante interno, l’Istat ha comunicato che a novembre 2017 le vendite al dettaglio sono aumentate , rispetto al mese precedente, dell’1,1% in valore e dello 0,8% in volume. In particolare, si sono registrati incrementi sia per le vendite di beni alimentari (+1,1% in valore e +1% in volume) sia per quelle di beni non alimentari (+1% in valore e +0,7% in volume). Nel confronto con novembre 2016, le vendite al dettaglio crescono dell’1,4% in valore e dello 0,6% in volume. Nello stesso periodo le vendite di prodotti alimentari aumentano del 2% in valore, (restano invariate in volume), mentre quelle di prodotti non alimentari crescono sia in valore che in volume (rispettivamente, +1,1% e +0,8%). Un ulteriore segnale dell’economia che riparte.

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