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Sos per spread e banche dopo il Def che sfida l’Europa

Giornata ad alta tensione sui mercati dopo l’approvazione del Def che alza il deficit pubblico dell’Italia al 2,4% e lancia la sfida a Bruxelles – Piazza affari apre perdendo il 2% e lo spread vola a 260 mentre le banche crollano – Negli Usa invece vola il Pil e vola Apple mentre Musk (Tesla) finisce sotto accusa

Sos per spread e banche dopo il Def che sfida l’Europa

“Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento”. Matteo Salvini e Luigi Di Maio, poco dopo le 21 dell’ultimo giorno utile, hanno annunciato l’intesa raggiunta sulla nota di aggiornamento al Def. La “manovra del Popolo” come l’ha definita Di Maio prevede che lo sforamento duri per tre anni, sufficienti per portare a casa le misure simbolo del contratto gialloverde, dal reddito di cittadinanza al superamento della Fornero, passando per l’aliquota al 15% “per più di un milione di lavoratori”.

Non ha retto la linea del Piave di Giovanni Tria, che deve prendere atto di una Caporetto. Ora si passa all’esame della Commissione europea: la bocciatura è quasi scontata, al contrario della manovra francese (che comunque preoccupa Berlino). E si aprirà così un nuovo fronte con Bruxelles, in attesa del voto delle europee in primavera.

La temperatura dello spread, date le premesse, si annuncia bollente. E i mercati si chiedono quale credibilità possa ancora avere Tria in Europa. Ma, in caso di sue dimissioni, commenta Giuseppe Sersale di Anthilia, “sarebbe inevitabile un serio deterioramento del quadro con un approdo in tempi non troppo lunghi dello spread in area 350-400, con grave impatto sul quadro di crescita italiana”.

L’euro arretra a 1,164 sul dollaro.

PIL USA +4,2%. VOLA APPLE, INDAGATO ELON MUSK

Il caso Italia confina in secondo piano l’attualità internazionale. Dagli Usa arrivano nuove conferme sulla brillante congiuntura dell’economia: il Pil sale del 4,2%, gli ordini di beni durevoli ad agosto del 4,5%, oltre le previsioni. L’ottimismo, confortato dai giudizi della Fed (il rischio recessione è ai minimi) si è diffuso all’Asia.

La Borsa di Tokyo, avanti dell’1,3%, ha toccato quota 24,286, il massimo dal novembre 1991, i tempi della grande bolla. Sale anche Shanghai di un punto percentuale, alla vigilia di una lunga vacanza.

In terreno positivo ieri anche Wall Street: Dow Jones e S&P 500 +0,2%. Nsdaq +0,65%.

In grande evidenza Apple (+2,05%) dopo l‘overweight di JP Morgan. In grande evidenza anche Alphabet (+1,2%) e Facebook (+1,1%).

La Sc ha deciso di citare in giudizio Elon Musk per false dichiarazioni dopo l’annuncio dell’intenzione di ritirare Tesla dal listino azionario, poi ritrattate.

Stabile il petrolio: il brent tratta stamane a 81,73 dollari.

PERDE COLPI PIAZZA AFFARI, OK L’ASTA DEI BTP

Seduta al buio ieri per Piazza Affari, congelata nell’attesa dell’esito del vertice della maggioranza sulla manovra. L’incertezza ha solo sfiorato gli altri mercati dell’eurozona, in terreno positivo al traino di Wall Street.

Milano -0,62%, la Borsa peggiora, chiude a quota 21.511 punti. Francoforte +0,4%: Parigi +0,5%. Madrid +0,03%, Londra +0,45%, Zurigo +0,32%.

L’euro è scivolato sotto quota 1,17.

“Nel breve termine, lo slancio dell’economia mondiale dovrebbe raffreddarsi”, ha scritto la Bce nel Bollettino economico. “Ulteriori aumenti dei dazi e incertezze sulle future relazioni commerciali sono destinati a pesare sullo slancio dell’economia globale”, si legge ancora.

All’ultimo meeting di politica monetaria, la Bce ha confermato l’intenzione di dimezzare gli acquisti di titoli mensili a partire da questo mese per concludere il Qe a fine anno.

La Bce ha fatto inoltre sapere che manterrà i tassi di interesse ai minimi per tutta la prossima estate considerando adeguate le aspettative del mercato per un primo aumento dei tassi nel quarto trimestre del 2019.

La prova delle aste è stata stamane ben superata dal Tesoro, anche grazie ai limitati importi in offerta. I rendimenti in asta sono risultati in calo rispetto ai record pluriennali dell’asta di fine agosto. Il Tesoro ha assegnato l’importo massimo di 5,25 miliardi di euro, collocando Btp a 5 e 10 anni e il Ccteu settembre 2025.

Le tensioni sui conti in mattinata hanno portato lo spread a toccare i 251 punti base, ben 21 punti base al di sopra dei livelli di chiusura di mercoledì e ai massimi dallo scorso 14 settembre.

Nel pomeriggio il differenziale si è spinto al ribasso fino a un minimo di 235 punti base.

BANCARI SOTTO PRESSIONE, BOLLORÉ LASCIA IL PATTO MEDIOBANCA

Bancari sotto pressione già ieri, pur se in recupero nel pomeriggio: l’indice settoriale ha chiuso a -1,3% contro un andamento poco mosso dello Stoxx europeo.

Ubi perde oltre il 2%, Unicredit l’1,7% circa, Intesa – 1,2%.

Mediobanca lascia sul terreno un punto percentuale circa dopo la disdetta del patto da parte del gruppo Bolloré che di fatto sancisce lo scioglimento dell’accordo.

Pesante Carige, in calo del 5,5% in un mercato che teme un nuovo aumento di capitale.

In controtendenza con il comparto Creval (+2%) guadagna il 2% sull’onda dell’annuncio del via libera di Bankitalia ai modelli interni: Equita Sim ha alzato la raccomandazione a Buy sottolineando il miglioramento del profilo di rischio dell’istituto e dell’appeal speculativo.

Tra i pochi spunti positivi Unipol in lieve rialzo con +0,77% spinta dalle ipotesi di una incorporazione della controllata Unipol Banca da parte di Bper (-1%).

Frena Banca Ifis (-7%).

RIMBALZA AUTOGRILL, BRILLA LUXOTTICA

Molto brillante, Autogrill , salita del 4,26% dopo i dati sui ricavi nei primi 8 mesi dell’esercizio

Mediaset avanza dell’1,94%. L’uscita di Bolloré dal patto Mediobanca può preludere a novità nella partita tra Vivendi ed il Biscione.

Avanza anche Luxottica (+1,6%).

Iren guadagna l’1,7% dopo la presentazione del nuovo piano industriale. Gli obiettivi del nuovo piano industriale sono superiori alle previsioni. Ebitda pari a 1,03 miliardi di euro nel 2023. Mediobanca Securities sottolinea in particolare le stime di crescita del dividendo: +20% del 20% rispetto al 2018 nel 2019, poi in crescita del 10%, 200 milioni di euro in più sul 2017.

ARIA DI DEFAULT PER ASTALDI E STEFANEL, CROLLA SAFILO

Safilo -17,7% dopo aver annunciato un aumento di capitale fino a 150 milioni di euro che con ogni probabilità avrà un prezzo non superiore a 1,5 euro.

Stefanel perde il 13% dopo aver annunciato il rinvio dell’approvazione della semestrale per la mancanza dei presupposti di continuità aziendale.

Astaldi si accinge ad annunciare oggi la richiesta per accedere al concordato in bianco. Si tratta di una procedura concorsuale per “mettere in sicurezza la società”, si spiega sul sito. Assistita dall’avvocato Franco Gianni, Astaldi presenterà al Tribunale domanda di ammissione a un concordato prenotativo.

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