Condividi

Si fa presto a dire “pane”: da un decennio Il Parlamento tenta di legiferare sulla materia

Cos’è il pane? Quante tipologie esistono? Con quale farina? La commissione Industria e Agricoltura del Senato sta vagliando due proposte per mettere a punto una disciplina

Si fa presto a dire “pane”: da un decennio Il Parlamento tenta di legiferare sulla materia

Il pane è su ogni tavola e ci accompagna ogni giorno. Ma si fa presto a dire “pane”. Di che tipo? Fresco? A lievitazione naturale? Con farina 00, oppure solo 0? Integrale? E via discorrendo. Insomma un bel guazzabuglio che ormai da un decennio il Parlamento tenta di risolvere con una disciplina chiara e uniforme per il comparto della panificazione. Ora se ne occupa la commissione Industria e Agricoltura del Senato, dove è stato messo a punto un testo che compendia due proposte, una a prima firma De Carlo (Fdi) e l’altra a prima firma Naturale (M5s) 

Cos’è il pane?

E dunque ecco che la definizione di pane può essere ulteriormente specificata come “fresco”, di “pasta madre” a seconda del processo di produzione. E inoltre si distinguono le tipologie di pane, in base alla farina utilizzata: pane di “tipo 00”, di “tipo 0”, di “tipo 1”, di “tipo 2”.  E vengono indicati anche i possibili ingredienti aggiunti. E poi il pane a durabilità prolungata, il pane tradizionale, il pane Made in  Italy 100%. In ogni caso sono vietate denominazioni come “pane di giornata”, “appena sfornato“, “pane caldo” perché  possono trarre in inganno il consumatore. Vengono poi specificate precise norme per l’imballaggio . Ovviamente non mancano le sanzioni, che vanno da 500 a 3.000 euro. 

All’attenzione della commissione anche una petizione per vietare l’importazione di pane congelato, presentata dal signor Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta). Una coincidenza: nella proposta di legge all’esame dei senatori si parla anche di pane congelato, ma solo per la parte che riguarda il confezionamento e l’etichettatura.

L’origine del pane? Tra il paleolitico e il neolitico

Una storia ultramillenaria, quella del pane, le cui origini e il cui consumo si fanno risalire addirittura al passaggio tra il paleolitico e il neolitico, tra il 10.000 e l’8.000. L’uso del pane si diffuse in tutte le società. E i romani, consapevoli della sua importanza, durante l’età repubblicana,nel 168 a.C, delegarono alla magistratura degli edili il controllo dei forni pubblici – che nell’antica Roma erano oltre 400 – perchè la lavorazione e la vendita avvenissero secondo le modalità di legge. 

Da 10 anni si attende una legislazione

Da noi l’esigenza di riordinare la legislazione per la produzione e vendita del pane risale alla XVll legislatura con l’avvio alla Camera nel 2015 dell’iter parlamentare che però non giunse a conclusione. Nella XVlll legislatura l’argomento fu ripreso in Senato, in commissione Industria e Agricoltura (la stessa che se ne occupa ora) con la redazione di un testo che unificava due proposte di legge. Anche in questo caso senza esito finale. Questa volta sarà quella buona?

Commenta