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Samsung Galaxy Z TriFold: tecnologia a doppia piega e display da 10 pollici. Ecco prezzo e caratteristiche

Samsung presenta il Galaxy Z TriFold, il suo primo smartphone a doppia apertura con display da 10 pollici. Un dispositivo sperimentale dal prezzo premium, progettato per ridefinire il mercato dei foldable. Debutto il 12 dicembre in Corea. Ecco caratteristiche e prezzo. E Apple?

Samsung Galaxy Z TriFold: tecnologia a doppia piega e display da 10 pollici. Ecco prezzo e caratteristiche

Samsung rompe gli indugi e porta sul mercato un dispositivo che, fino a ieri, sembrava confinato ai laboratori di ricerca: il Galaxy Z TriFold, il primo smartphone della casa coreana capace di aprirsi due volte fino a diventare un display da 10 pollici. Un ibrido fra smartphone e tablet che inaugura una nuova fase nel mercato dei foldable e che, inevitabilmente, apre anche un nuovo fronte competitivo con Apple.

Il prezzo non è per tutte le tasche. In Corea del Sud, dove il debutto è fissato per il 12 dicembre, il device arriverà a 2.104 euro: più del doppio del nuovo iPhone 17. Un prezzo che Samsung stessa definisce da “edizione speciale”, lontano dalle ambizioni di vendita di massa e destinato piuttosto a un pubblico disposto a pagare per avere per primo il prodotto più sperimentale dell’anno. Per ora non è stato annunciato da altre parte. Al momento, non è stata annunciata la sua disponibilità fuori dai confini nazionali.

Samsung TriFold, ecco il dispositivo che si piega due volte

Il cuore del TriFold è il suo meccanismo a doppia apertura, una soluzione che Samsung ha sviluppato per anni prima di renderla sufficientemente robusta e affidabile per la produzione. Una volta aperto, lo schermo LTPO AMOLED da 10 pollici, 2160×1584 pixel e refresh rate fino a 120 Hz, introduce un’esperienza d’uso radicalmente diversa, più vicina a un mini-tablet che a uno smartphone.

La chiusura in due passaggi è sorprendentemente fluida: ripiegato, il dispositivo torna alle dimensioni di un telefono tradizionale grazie al display esterno da 6,5 pollici, pensato per un uso quotidiano naturale. L’equilibrio tra i tre pannelli è frutto di una progettazione millimetrica. Quello centrale, più spesso, ospita la porta USB-C, quello intermedio integra lo slot SIM mente il terzo completa la struttura mantenendo lo spessore complessivo entro i 12,9 millimetri. Il peso di 309 grammi sottolinea la natura ibrida del TriFold, più leggero di un tablet ma più consistente di uno smartphone classico.

Due cerniere indipendenti in titanio coordinano il movimento dei pannelli. Il sistema a doppio binario riduce la tensione sugli strati del display e garantisce una resistenza certificata fino a 200.000 aperture, mentre il retro in polimero rinforzato vetro-ceramico e la protezione IP48 completano la struttura di un dispositivo concepito per affrontare un utilizzo quotidiano, pur rimanendo tecnologicamente sofisticato.
Non è il primo trifold del mercato, Huawei aveva già anticipato la categoria, ma Samsung mira a farne il più completo e maturo, inserendolo pienamente nell’ecosistema Galaxy.

Potenza e autonomia per sostituire più dispositivi

Il TriFold nasce per andare oltre la semplice consultazione dei contenuti. Il processore Snapdragon 8 Elite for Galaxy, abbinato a 16 GB di Ram e a opzioni di storage fino a 1 TB, è progettato per mantenere reattivo il sistema anche quando lo schermo lavora come una workstation portatile.

La tripla fotocamera posteriore, sensore principale da 200 MP, ultrawide da 12 MP e teleobiettivo 3x da 10 Mp, si affianca a due selfie cam da 10 MP, calibrate per le diverse modalità di apertura. L’autonomia è garantita da una batteria da 5.600 mAh, distribuita all’interno dei tre pannelli per bilanciare pesi e consumi, con supporto alla ricarica rapida da 45 W e wireless da 15 W.

La vera ambizione del TriFold è però diventare un dispositivo da lavoro a tutti gli effetti. Per la prima volta Samsung offre una modalità DeX autonoma, senza bisogno di monitor esterni: è possibile gestire fino a quattro ambienti di lavoro indipendenti, ognuno con cinque app aperte, una capacità che avvicina il telefono a un computer ultraportatile.

Produttività e intrattenimento riscrivono il linguaggio dei foldable

La doppia cerniera apre la strada a un nuovo modo di usare lo spazio su schermo. Le applicazioni possono essere affiancate in verticale come su un monitor ultrawide, con finestre ridimensionabili e una continuità operativa che elimina la frammentazione tipica dei dispositivi mobili. Non è un semplice multitasking, ma un ambiente pensato per chi lavora con documenti, comunicazioni e contenuti multimediali in parallelo.

L’integrazione con Galaxy AI rafforza questo approccio trasformando il TriFold in una vera console di produttività: funzioni di generazione, editing, traduzione e assistenza contestuale si adattano alla superficie ampia, mentre Gemini Live permette di interagire con ciò che compare sullo schermo o nella fotocamera senza cambiare app.

Una volta chiuso, però, tutto torna immediatamente familiare. Il display esterno mantiene le proporzioni classiche dei Galaxy Fold più recenti e raggiunge i 2.600 nit di luminosità, garantendo la stessa usabilità di uno smartphone premium tradizionale. Il TriFold vuole essere potente quando serve, ma tascabile quando basta.

Samsung non cerca i volumi, ma la leadership

La scelta di proporre il TriFold a un prezzo elevato e con una disponibilità inizialmente ristretta chiarisce la strategia di Samsung. Questo non è un prodotto pensato per il mercato di massa, ma un dispositivo manifesto, concepito per mostrare fin dove può spingersi l’ingegneria mobile. Il gruppo coreano non punta ai grandi numeri, bensì a consolidare la propria posizione di riferimento nel segmento dei pieghevoli più avanzati.

Secondo le stime circolate in Corea, l’obiettivo è raggiungere circa 120.000 unità vendute nel primo anno, un traguardo deliberatamente contenuto ma sufficiente a presidiare la fascia più alta del mercato e a mantenere un vantaggio industriale su Apple e sugli altri concorrenti asiatici. Il TrifoFold è questo: non un best seller, ma un prodotto di immagine, destinato a testare la maturità del pubblico e preparare il terreno a future generazioni di dispositivi multifold.

Per ora non ci sono conferme di un lancio europeo, mentre negli Stati Uniti il debutto è atteso nel primo trimestre del 2026.

E Apple? Il 2026 potrebbe essere l’anno del primo foldable

Mentre Samsung accelera, Apple procede con un passo più discreto ma altrettanto metodico. Le indiscrezioni convergono su un punto: a Cupertino sarebbe stato finalmente risolto l’ostacolo tecnico più complesso, ovvero la realizzazione di un pannello pieghevole senza piega visibile, un risultato che finora nessun concorrente è riuscito a ottenere in modo convincente. E questo avanzamento avrebbe aperto la strada al primo dispositivo foldable della casa della Mela, atteso nel 2026.

Il progetto Apple non punta a replicare l’approccio del TriFold. Niente struttura a tre pannelli né doppi snod. L’azienda starebbe lavorando a un pieghevole più tradizionale, ma radicalmente ottimizzato, con un’attenzione estrema alla continuità del display e alla pulizia del design, elementi centrali del linguaggio Apple. Secondo le anticipazioni, il futuro “iPhone Fold” si posizionerà nella fascia altissima del mercato, con un prezzo comparabile a quello del TriFold.

Il confronto tra i due colossi resta soprattutto strategico. Samsung tenta di espandere i confini della categoria e di definirne gli standard, mentre Apple preferisce intervenire solo quando può reinterpretare la formula e renderla mainstream. Se il TriFold apre un nuovo territorio, il primo pieghevole Apple potrebbe essere il prodotto capace di normalizzare, e forse dominare, questa nuova generazione di dispositivi.

Il mercato approva il nuovo TriFold

Intanto, la presentazione del TriFold coincide con una seduta positiva alla Borsa di Seoul per Samung. Le azioni Samsung Electronics hanno chiuso a 103.400 won, in rialzo di 2.600 won, pari a +2,58%.

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