Condividi

Saccomanni: niente dirigismi sulle banche

Il Direttore Generale di Bankitalia interviene presso la Commissione Industria al Senato: troppi interventi di stampo dirigista, improvvisati e carenti dal punto di vista programmatico, danneggiano il credito alle imprese.

Saccomanni: niente dirigismi sulle banche

Premesso che non è vero che le banche non concedono credito, resta comunque il fatto che “l’elevato grado di rischio che continua a indebolire i bilanci bancari” fa da “ostacolo all’accesso al credito per le imprese”.

In prospettiva “la normalizzazione si realizzerà con la prosecuzione della strategia di risanamento e di riforme strutturali da cui dipende il ritorno dell’economia italiana a una crescita sostenitbile”, ma in ogni caso non si ricorrerà a misure dirigistiche e prezzi amministrati per le banche.

E’ lungo questo linee che si è mosso il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, sentito dalla Commissione Industria del Senato.

Credito. Saccomanni snocciola numeri: alla fine dello scorso anno i prestiti ammontavano a circa 1.950 miliardi, pari a oltre il 120 per cento del Pil. Alla stessa data i clienti con affidamenti superiori ai 30 mila euro erano pari a oltre 4 milioni.

I prestiti alle imprese in condizioni di anomalia sono più che raddopiatti tra il 2008 e il 2011. Certo, fra ottobre e dicembre il tasso di crescita sui dodici mesi di prestiti al settore privato è sceso dal 4,2% al 2,3%, soprattuto per le imprese connotate da un elevato grado di rischio. Ma dall’ultima indagine trimestrale di Bankitalia emerge che c’è una “significativa diminuzione della quota di imprese che segnala un peggioramento delle condizioni di accesso al credito”.

Ma, ammonisce Saccomanni, “è troppo presto perchè si possa registrare una decisa inversione di tendenza nell’andamento dei flussi creditizi”.

Perchè se da un lato i fondi Bce si stanno lentamente trasmettendo ai mercati del credito dall’altro lato però “l’esperienza relativa al periodo successivo al fallimento di Lehman Brothers indica che sono necesari alcuni mesi prima che le misure non convenzionali di politica monetara si riflettano sulla dinamica dei prezzi”.

Osservatorio sul credito. La Banca d’Italia lo boccia senza appello. “La disciplina delle funzioni dell’Osservatorio merita di essere rimeditata. E’ bene che la valutazione delle istanze di finanziamento resti affidata agli intermediari, è auspicabile che sia eliminato il potere dell’Osservatorio di valutare criticità nel procedimento di concessione o revoca dei finanziamenti da parte delle banche, così come sembrano da respingere ipotesi di modifica dell’articolato tendenti ad attribuire alla Banca d’Italia un potere di controllo o a prevedere un intervento dell’osservatorio su materie, come la trasparenza, già compiutamente disciplinate dalla normativa di settore”.

Commissioni. “Negli ultimi anni gli interventi legislativi non sono stati, a livello nazionale, ben calibrati”. Secondo il Direttore Generale di Bankitalia, “su molte questioni, compresa la questione della remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti,  si è dovuti tornare ripetutamente. Molte misure sono state adottate in maniera contingente in assenza di un progetto organico. L’accesso ai finanziamenti deve essere assicurato da un contesto che stimoli la selezione delle iniziative più meritevoli. E’ necessario rifuggire da soluzioni che possano ingenerare fraintendimenti circa l’esistenza di un generalizzato diritto al credito o da misure dirigistiche che introducano prezzi amministrati”.

“All’interno di questa cornice è ben possibile, anzi doversoso, interrogarsi sull’adeguatezza del quadro giuridico e introdurre nuove disposizioni che tengano conto dell’evoluzione sia delle politiche di offerta delle banche sia delle esigenze finanziarie di famiglie e imprese.” “E’ auspicabile – conclude di Saccomanni – che ciò avvenga in maniera da assicurare l’organicità degli interventi e la stabilità nel tempo delle regole”.

Commenta