Anche l’elvetica Roche non si lascia scappare il business dei trattamenti antiobesità e dintorni. Il colosso farmaceutico ha annunciato l’acquisizione della californiana 89bio per un ammontare di 3,5 miliardi di dollari e pur di ottenerla mette sul piatto un premio di quasi l’80%. L’operazione permette in particolare alla multinazionale elvetica di mettere le mani sul pegozafermin, che è in studio clinico di fase3 per la lotta alla steatoepatite che è legata alle disfunzioni metaboliche. Roche sta acquisendo aziende per ritagliarsi una posizione all’interno dell”arena dei produttori di farmaci legati alla lotta contro l’obesità e contro le malattie metaboliche connesse: un campo multimiliardario dominato per ora dalla danese Novo Nordisk e dalla statunitense Eli Lilly con cui si dovrà misurare.
Le azioni Roche sono salite di meno dell’1% nelle contrattazioni di Zurigo stamane. Quest’anno sono in rialzo di circa il 2%.
Roche mette sul piatto 3,5 miliardi per avere 89bio, con un premio dell’80% sulle azioni
In base all’accordo, Roche avvierà un’offerta pubblica d’acquisto per l’acquisizione di tutte le azioni ordinarie in circolazione di 89bio (che è quotata al Nasdaq) al prezzo di 14,50 dollari per azione in contanti, oltre a un CVR (Contingent Value Right) non negoziabile per ricevere pagamenti al raggiungimento di determinati traguardi fino a un importo complessivo di 6 dollari per azione, per un valore azionario totale di circa 2,4 miliardi di dollari al closing e un valore totale dell’operazione fino a 3,5 miliardi di dollari. Il prezzo rappresenta un premio di quasi l’80% rispetto al prezzo di chiusura di 89bio di mercoledì e del 52% sul prezzo medio ponderato sui 60 giorni precedenti. L’accordo di fusione è stato approvato all’unanimità dai consigli di amministrazione di Roche e 89bio e la transazione, che dovrebbe essere portata a termine prima della fine dell’anno.
Mash e dintorni: quali sono le malattie legate al metabolismo
La società americana di biofarmaceutica è leader nello sviluppo di terapie innovative per il trattamento delle malattie epatiche e cardiometaboliche. In particolare con questa acquisizione la casa elevetica punta alla cura della cosiddetta Mash, (acronimo di metabolic dysfunction-associated steatohepatitis) una disfunzione metabolica che provoca danni istologici al fegato simili a quelli dell’epatite alcolica, ma che si verifica in pazienti che non sono alcolisti e che spesso sono obesi o hanno diabete di tipo 2.
“Questa acquisizione rafforza ulteriormente il nostro portafoglio di farmaci per le malattie cardiovascolari, renali e metaboliche e offre l’opportunità di esplorare combinazioni con i programmi esistenti nella nostra pipeline” ha detto Thomas Schinecker, ceo di Roche. “Siamo molto incoraggiati dal potenziale di pegozafermin di diventare un’opzione terapeutica rivoluzionaria per la Mash, una delle comorbilità più diffuse dell’obesità, e di soddisfare le diverse esigenze dei pazienti affetti da questa complessa patologia”.
Secondo gli analisti, il farmaco sperimentale pegozafermin di 89bio è un potenziale successo che potrebbe essere combinato con altri farmaci di Roche in fase di sviluppo. “Mentre assistiamo a un aumento globale dell’obesità e del diabete di tipo 2, stiamo assistendo a un’esplosione di pazienti affetti da Mash”, ha detto Teresa Graham, responsabile dell’unità farmaceutica di Roche.
Anche altre case farmaceutiche, tra cui Gsk, hanno recentemente preso iniziative riguardanti farmaci per la Mash. Tra i più importanti accordi recenti di Roche nel campo del metabolismo ci sono una partnership da 5,3 miliardi di dollari con Zealand Pharma A/S e l’acquisizione di Carmot Therapeutics Inc. per 3,1 miliardi di dollari.
Nell’ambito del suo impegno nel campo dell’obesità e delle malattie metaboliche, l’azienda ha recentemente assunto Morten Lammert, dirigente senior di Novo, come responsabile globale dell’area terapeutica per le patologie cardiovascolari, renali e metaboliche.
Roche e i dazi di Trump: l’impegno a investire 50 miliardi di dollari negli Usa
Roche si trova sotto i riflettori anche a causa dell’attenzione dell’amministrazione Trump sull’industria farmaceutica svizzera. Il settore è esentato dal dazio del 39% imposto dagli Stati Uniti, ma il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha indicato le case farmaceutiche come responsabili del surplus commerciale della Svizzera con gli Stati Uniti. Roche si è impegnata a investire 50 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni.