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Risparmio energetico: Italia nel progetto europeo REHOUSE sugli edifici. Hanno alti consumi ed emettono molta CO2

Il nuovo progetto se risulterà efficace sarà alla base di linee guida europee per l’ammodernamento e il risparmio di energia degli edifici.

Risparmio energetico: Italia nel  progetto europeo REHOUSE sugli edifici. Hanno alti consumi ed emettono molta CO2

Un edificio popolare di Margherita di Savoia, in Puglia, farà da test per il risparmio energetico sulle abitazioni. L’Italia è entrata nel progetto europeo di 10 milioni di euro mediante strutture e soggetti nazionali altamente qualificati: Enea, Università della Basilicata, Rina Consulting, TERA, Steel tech, Pedone Working. Il progetto è ambizioso, durerà quattro anni e poggia le basi finanziarie sul programma Horizon. E’ coordinato dal Cartif Technology Centre di Madrid, a sua volta eccellenza spagnola nella ricerca ambientale ed energetica. L’obiettivo di questo nuovo piano di lavoro è di migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio. Ma aumentare anche la sicurezza antisismica e il comfort abitativo laddove queste condizioni sono evidenti o da accertare.

Edifici da ristrutturare: si comincia dalla Puglia

La sperimentazione riguarda per ora Italia, Grecia, Francia e Ungheria che hanno individuato e messo a disposizione un edificio ciascuno. Enea lavorerà sul fabbricato di Margherita di Savoia ed avrà la supervisione della Regione Puglia. Gli altri partner italiani parteciperanno all’applicazione delle tecnologie di risparmio energetico e di uso delle fonti rinnovabili. Come negli altri tre Paesi si partirà da una diagnosi dello status dell’edificio per concludere con l’applicazione del sistema energetico più idoneo a salvaguardare l’immobile. La metodologia di indagine deve essere ben strutturata in quanto l’Ue ha la necessità di inserire il patrimonio edilizio nella decarbonizzazione. La Regione Puglia nel caso italiano predisporrà, poi, i bandi di gara per l’esecuzione dei lavori.

Gli edifici da ristrutturare causa di emissioni di CO2

In Italia il settore residenziale è responsabile di circa il 30% dei consumi finali di energia e del 12% delle emissioni dirette di CO2 Dati conseguenti prevalentemente alla climatizzazione degli ambienti e all’utilizzo di acqua calda sanitaria, spiegano i referenti dell’Enea. L’Ente, del resto, ha già all’attivo altri programmi sull’efficientamento energetico italiano. Ma è a livello europeo che i numeri continuano a salire. Le civili abitazioni consumano il 40% dell’energia disponibile nei singoli Paesi e immettono in atmosfera il 36% di gas serra. Le soluzioni adottate nei quattro edifici se saranno efficaci andranno a sostanziare future linee guida europee nel campo edilizio. Evidentemente la Commissione europea dopo la sperimentazione pensa anche di finanziare le ristrutturazioni necessarie. A questo proposito il documento che uscirà nell’ambito di Horizon avrà due finalità: raddoppiare nei prossimi 10 anni il tasso annuale di ristrutturazione che oggi tocca a malapena l’1% e centrare il traguardo di zero emissioni entro il 2050.

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