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Rallenta l’inflazione Ue, frenano le Borse e l’euro

Borse sotto la parità sulla scia della debolezza di Wall Street e dei listini asiatici – Il cambio euro/dollaro scende sotto l’1,20, positivi i bond governativi – A Piazza Affari prese di Beneficio su Moncler dopo il report Jefferies – Ancora su Tenaris, bene Recordati, Banca Generali e Ferragamo – Occhi puntati su Tim in vista dell’assemblea di domani.

Rallenta l’inflazione Ue, frenano le Borse e l’euro

Le Borse europee si muovono poco sotto la parità condizionate dalla debolezza di Wall Street e delle borse asiatiche. A Milano l’indice FtseMib arretra dello 0,4% sotto quota 24.200 punti. Indicazioni simili per Francoforte, Parigi e Madrid con ribassi tra lo 0,2 e lo 0,3%. Poco sotto la parità Londra -0,04%. In terreno positivo solo Zurigo +0,25%.

La Commissione europea ha confermato le stime pubblicate in inverno sulla crescita del Pil in Italia. Quest’anno è prevista attestarsi all’1,5% e l’anno prossimo in calo all’1,2%. Si tratta della crescita più bassa di tutta la Ue a pari livello con quella del Regno Unito. Il Governo stima una crescita dell’1,5% quest’anno e dell’1,4% l’anno prossimo.

L’inflazione nella zona euro è risultata inferiore alle attese per il mese di aprile secondo le stime flash appena rilasciate: +1,2% contro +1,3% stimato. Un anno fa nello stesso periodo era al 2%.

Immediata la reazione positiva dei Bond governativi, prezzi in rialzo e rendimenti in ribasso, mentre il Dollaro torna a rafforzarsi contro Euro: cross 1,197 da 1,20 di stamattina. “I rischi per la crescita economica in Italia sono aumentati: l’incertezza politica è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili e avere effetti sulla fiducia nell’economia e sui premi di rischio (cioè sugli spread dei titoli pubblici rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi). Lo afferma la Commissione europea nel rapporto di previsione economica pubblicato oggi.

Il petrolio Brent è in lieve calo a 73,2 dollari il barile, ieri +0,3%.

Giornata di assemblea per Saipem +0,3%. Si è allungata la lista dei fondi che chiedono i danni alla società per non avere correttamente informato il mercato e per avere ritardato il profit warning nel 2013. Dodge & Cox ha intanto ridotto la sua partecipazione al 5,7% da 6,4. Banca Imi conferma la visione positiva sul titolo (target price 3,9 euro) “in quanto pensiamo che l’attuale prezzo del petrolio possa sostenere una ripresa delle opportunità commerciali nei prossimi 12 mesi”. Quasi piatta Eni. Il cane a sei zampe ha annunciato attraverso una nota la scoperta di un giacimento a South West Meleiha, nel deserto occidentale egiziano, a circa 130 chilometri a Nord dell’oasi di Siwa. Tenaris +1,15%.

Doccia fredda per Moncler – 3,2% alla vigilia dei conti. La pioggia di vendite è scattata con il report di Jefferies: “Continuiamo a considerare – si legge- Moncler la prima della classe tra i concorrenti, ma le attuali valutazioni lasciano poco spazio per ulteriori rialzi sulla base dei fondamentali dopo la recente corsa fast and furious”.

In ribasso anche Prysmian –1,08%. Stamattina gli analisti di Mediobanca hanno tagliato il prezzo obiettivo a 29,20 euro da 30,0 euro. Giudizio Outperform invariato. L’assemblea degli azionisti ha da poco approvato l’aumento di capitale per massimi 500 milioni di euro, subordinato all’acquisizione di General Cable. L’operazione deve essere eseguita entro il 31 luglio 2019. Nel suo commento dal titolo “I cambi non sono la fine del mondo” Mediobanca Securities misura l’impatto della rivalutazione del dollaro sul merger.

In attesa dei conti perde colpi Ferrari -1,6%. In ribasso anche Fiat Chrysler -1,1%. Il gruppo ha registrato nel mese di aprile 2018 un calo delle immatricolazioni del 2,1% a quasi 46mila vetture. La quota di mercato del gruppo in Italia si attesta al 26,8%.  Nel primo quadrimestre del 2018 la quota è del 27,4%.

Occhi puntati su Telecom Italia (-0.02%) mentre resta alta l’incertezza in vista dell’assemblea di domani.

Unipol +0,4% ha comprato nell’ultima settimana 5,9 milioni di azioni UnipolSai (-0,4%), pari allo 0,2% del capitale, salendo al 74,6%.

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