I vincitori del premio Nobel per l’Economia 2025 sono Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt, tre economisti di fama internazionale che hanno contribuito in modo decisivo a spiegare i meccanismi della crescita economica guidata dall’innovazione. Il riconoscimento è stato ufficializzato oggi lunedì 13 ottobre a Stoccolma dal Comitato Nobel per l’Economia, composto dai membri dell’Accademia reale svedese delle scienze. E come da tradizione chiude la stagione dei Nobel.
Come viene assegnato il premio Nobel per l’economia
Il premio Nobel per l’economia, ufficialmente denominato Premio della Banca di Svezia per le Scienze economiche in memoria di Alfred Nobel, prende il nome da Alfred Nobel, l’inventore della dinamite, che nel suo testamento destinò gran parte del patrimonio all’istituzione di premi annuali per chi rende “i maggiori servizi all’umanità”. L’economia, tuttavia, non era inclusa tra i cinque premi originari: fisica, chimica, medicina, letteratura e pace. Nel 1969, in occasione dei 300 anni della Banca di Svezia, fu creato un fondo speciale che diede vita al premio in economia, consegnato insieme agli altri Nobel e gestito dalla Fondazione Nobel.
Il processo di selezione inizia circa un anno prima della premiazione: l’Accademia reale svedese delle scienze invita esperti, membri dell’Accademia ed ex vincitori a proporre candidati meritevoli. Le candidature, che possono superare le 300, vengono valutate da un comitato di 5-8 membri che redige un rapporto finale all’Accademia. I vincitori, al massimo tre, vengono scelti all’inizio di ottobre e annunciati subito dopo. La cerimonia di consegna si svolge ogni dicembre a Stoccolma, mentre le informazioni sul processo restano riservate per 50 anni.
La dotazione economica, simile a quella degli altri Nobel, è finanziata dalla Banca di Svezia e varia con gli investimenti; nel 2018 ammontava a circa 9 milioni di corone svedesi (circa 900mila euro).
I vincitori del Nobel per l’Economia 2025: le motivazioni
Il premio, del valore di 11 milioni di corone svedesi (circa 1,2 milioni di dollari), è stato suddiviso in due parti. La metà è stata assegnata all’americano-israeliano Joel Mokyr, della Northwestern University di Evanston, Illinois, “per aver identificato i prerequisiti per una crescita sostenibile attraverso il progresso tecnologico”. L’altra metà è stata condivisa dal francese Philippe Aghion e dal canadese Peter Howitt “per la teoria della crescita sostenuta attraverso la distruzione creatrice”.
Secondo l’Accademia Reale Svedese delle Scienze, “negli ultimi due secoli, per la prima volta nella storia, il mondo ha assistito a una crescita economica sostenuta. Questa ha fatto uscire un gran numero di persone dalla povertà e ha gettato le basi della nostra prosperità. I vincitori di quest’anno per le scienze economiche, Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt, spiegano come l’innovazione fornisca l’impulso per ulteriori progressi. I vincitori ci hanno insegnato che una crescita sostenuta non può essere data per scontata. La stagnazione economica, non la crescita, è stata la norma per gran parte della storia umana. Il loro lavoro dimostra che dobbiamo essere consapevoli e contrastare le minacce alla crescita continua”.
Economia, chi sono i tre nuovi premi Nobel?
Joel Mokyr, nato a Leida il 26 luglio 1946, è economista e storico dell’economia olandese-americano-israeliano. Insegna alla Northwestern University e all’Università di Tel Aviv. Cresciuto a Haifa dopo la guerra, Mokyr ha conseguito un PhD alla Yale University nel 1974, concentrando la sua ricerca sui meccanismi che hanno reso possibile la Rivoluzione industriale e il progresso tecnologico occidentale. Autore di opere fondamentali come The Lever of Riches (1990), The Gifts of Athena (2002) e A Culture of Growth (2016), Mokyr sostiene che lo sviluppo economico non dipenda solo da istituzioni e risorse materiali, ma anche da idee, cultura e valori condivisi. Per lui, la crescita europea moderna fu possibile grazie a una cultura della curiosità scientifica e della sperimentazione, alimentata da reti di scambio intellettuale e libertà di pensiero.
Philippe Aghion, nato a Parigi il 17 agosto 1956, è uno dei massimi esperti di crescita economica e innovazione. Dopo gli studi all’École Normale Supérieure e un dottorato ad Harvard, ha insegnato al Collège de France, alla London School of Economics e all’Insead, oltre che ad Harvard, Oxford e University College London. Insieme a Peter Howitt, ha sviluppato modelli di crescita endogena, dimostrando come il dinamismo economico emerga dall’interazione tra imprenditorialità, concorrenza e politiche pubbliche favorevoli alla ricerca. Tra le sue opere più note figurano Endogenous Growth Theory, The Power of Creative Destruction e Leçons de croissance. Aghion coniuga rigore teorico e impegno civile, promuovendo una visione ottimista secondo cui la crescita sostenibile nasce dall’equilibrio tra creatività, regolazione e fiducia nel cambiamento.
Peter Howitt, nato a Toronto nel 1946, è noto per i contributi alla teoria della crescita endogena e all’innovazione. Laureato all’Università di British Columbia e PhD alla Northwestern University nel 1973, ha insegnato in diverse università canadesi prima di approdare alla Brown University, dove è professore emerito. Nel modello Aghion-Howitt (1992), il processo di crescita è descritto come continuo: ogni nuova tecnologia sostituisce la precedente, migliorando la produttività ma generando anche transizioni complesse. Con il suo lavoro, Howitt ha ridefinito la comprensione del capitalismo moderno, sottolineando l’importanza di imprenditori, conoscenza e politiche pubbliche come motori della trasformazione economica.
I premi Nobel per l’economia degli ultimi anni
Negli anni recenti, il Nobel per l’economia ha premiato studiosi di fama internazionale:
- 2024: Daron Acemoglu, Simon Johnson e James A. Robinson, per studi sull’ineguaglianza della ricchezza delle nazioni
- 2023: Claudia Goldin, per “aver migliorato la nostra comprensione dei risultati del mercato del lavoro femminile”
- 2022: Ben S. Bernanke, Douglas W. Diamond e Philip H. Dybvig, per ricerche su banche e crisi finanziarie
- 2021: David Card, Joshua D. Angrist e Guido W. Imbens, per contributi all’economia del lavoro e all’analisi causale
- 2020: Paul Milgrom e Robert Wilson, per studi sulla teoria delle aste e innovazioni nei format d’asta