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Portale Ugo La Malfa al via: scritti, epistolario e discorsi

Il Portale del grande uomo politico repubblicano viene presentato mercoledì 10 novembre alla Camera, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Interverrà il Presidente del Consiglio Mario Draghi. Le conclusioni saranno affidate al figlio Giorgio La Malfa

Portale Ugo La Malfa al via: scritti, epistolario e discorsi

Una voce fuori dal coro, la coscienza critica di un Paese inquieto: nasce il Portale di Ugo La Malfa. In un convegno che si terrà mercoledì 10 novembre a Roma nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, verrà presentato e aperto alla consultazione pubblica il portale di uno dei protagonisti della storia politica italiana del secondo dopoguerra, un archivio online dell’opera omnia dello statista.

L’evento si svolge alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Presidente della Camera, Roberto Fico. Presiede il professor Piero Craveri, Presidente del comitato scientifico della Fondazione. Dopo l’illustrazione del progetto da parte di Claudia La Malfa, direttore del Portale, prende la parola il Presidente del Consiglio Mario Draghi. Le conclusioni, invece, sono affidate al figlio Giorgio La Malfa.



Il Portale Ugo La Malfa è un progetto pluriennale della Fondazione Ugo La Malfa per la digitalizzazione integrale e la raccolta in un apposito sito online degli scritti, dei discorsi, dell’epistolario e dei documenti iconografici e audiovisivi dello statista. Si tratta di un vasto patrimonio bibliotecario e multimediale sulla vita e l’attività politica e istituzionale di uno dei fondatori del partito d’azione, dei padri costituenti e fra i maggiori protagonisti della rinascita del Paese dopo il conflitto mondiale e la dittatura.

Uomo politico italiano, antifascista, Ugo La Malfa ha ridisegnato la politica italiana. Tra i fondatori del Partito d’azione (1942), di cui divenne rappresentante in seno al CLN (1943), nel 1946 aderì al Partito repubblicano, di cui fu segretario (1965-75). Deputato (dal 1946) fu, negli anni, ministro dei Trasporti, del Commercio estero nel primo (1945-46), sesto (1950-51) e settimo (1951-53) gabinetto De Gasperi, attuando una politica di liberalizzazione degli scambi. Fu Ministro del Bilancio nel quarto gabinetto Fanfani (1962-63), eletto segretario del Partito repubblicano nell’aprile 1965 e come tale sostenne l’opportunità di una coalizione di centro-sinistra. Confermato segretario del partito nel 1968 e nel 1971, continuò a svolgere azione critica verso le varie riforme (universitaria, sanitaria, tributaria) dei governi Rumor e Colombo, specie in relazione alla congiuntura economica. Abbandonò la carica di segretario politico per assumere quella di presidente del partito (1975) e vicepresidente del Consiglio nel quarto governo Moro (1974-76). Vivace sostenitore di una politica antinflazionistica fondata sul controllo del costo del lavoro e della spesa pubblica, La Malfa negli anni successivi appoggiò l’ingresso del PCI nella maggioranza governativa. Si batté per l’intervento regolatore dello Stato in economia e per il controllo della spesa pubblica e fu fautore del centro-sinistra.

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