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Pirelli boccia la proposta dei cinesi di Sinochem: no allo scorporo di Cyber Tyre. L’ad: “Sarebbe distruzione di valore”

Pirelli boccia la proposta di Cnrc, la controllata di Sinochem a cui fa capo il 34% del gruppo degli pneumatici, sulla segregazione del business Cyber Tyre, la tecnologia che consente il dialogo in tempo reale con i sistemi dell’autovettura

Pirelli boccia la proposta dei cinesi di Sinochem: no allo scorporo di Cyber Tyre. L’ad: “Sarebbe distruzione di valore”

Pirelli boccia la proposta di China National Tire & Rubber Corporation, la controllata di Sinochem a cui fa capo circa il 34% del gruppo degli pneumatici, sulla segregazione del business Cyber Tyre, la tecnologia che consente il dialogo in tempo reale con i sistemi dell’autovettura: il gruppo della Bicocca, lo si ricorda, è stato il pioniere di tale tecnologia.

Pirelli boccia la proposta dei cinesi di Sinochem su Cyber Tyre

Il cda a maggioranza – 9 i voti favore e 5 i contrari – ha condiviso le valutazioni dell’amministratore delegato, Andrea Casaluci, secondo il quale le attività di Cyber Tyre “devono continuare a essere esercitate e sviluppate in modo pienamente integrato, anche sul piano funzionale e organizzativo, con tutte le altre attività del gruppo”.

Pirelli, Cyber Tyre e il nodo dei brevetti

I voti contrari sono stati espressi da Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, Fan Xiaohua e Tang Grace. Per il management la separazione “minerebbe in modo irreversibile il modello integrato di business, dove tecnologia e innovazione, sviluppo del prodotto, produzione e commercializzazione vivono in un costante interscambio di informazioni e dati”. Peraltro si “conferirebbero all’interno di ‘Pirelli Cyber Tyre’ i relativi brevetti il cui libero utilizzo sarebbe quindi inibito a Pirelli, privandola del know-how strategico in piena contraddizione con i principi alla base dello Statuto della società”. La proposta di Cnrc, secondo quanto emerso nelle settimane scorse, prevedeva la segregazione delle attività che hanno un impatto negli Usa, fatte poi gestire da un’entità dove i cinesi non avrebbero alcuna influenza.

Pirelli, il management: “Sarebbe distruzione di valore”

Per il management di Pirelli, invece, un’operazione di questa natura, oltre a ” non superare le limitazioni imposte dalla normativa” statunitense porterebbe ad un “rallentamento e impoverimento tecnologico” e anche ad “una significativa distruzione di valore” che si tradurrebbe in “minori sinergie e maggiori costi legati alla necessità di duplicare strutture operative”.

Pirelli: notifiche al Golden power su mancato rinnovo patto

Il cda ha preso anche atto delle notifiche al Golden power per il mancato rinnovo del patto parasociale tra Camfin e Sinochem su Pirelli. Il patto tra soci scadrà il prossimo 18 maggio, era entrato in vigore tre anni fa, il 19 maggio 2023 ma era stato sottoscritto il 16 maggio 2022. Alla base della decisione la presa d’atto di Camfin sull’impossibilità di individuare con Sinochem soluzioni per adeguare la governance di Pirelli alle esigenze normative americane per continuare a sviluppare la tecnologia cyber tyre.

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