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Petrolio in caduta libera, i mercati aspettano cambi alla manovra

Sempre più giù il prezzo del petrolio per le difficoltà dei produttori Usa – I mercati attendono segnali di cambiamento dal Governo italiano sulla manovra, ma Salvini e Di Maio frenano – Grande attenzione anche sulla Brexit – Intesa Sanpaolo tratta una quota di Pirelli – Equita alza il target price di Banco Bpm

Petrolio in caduta libera, i mercati aspettano cambi alla manovra

Chiusa ieri e oggi pomeriggio Wall Street per la festa del Ringraziamento, ferma stamane anche Tokyo, a riempire le cronache del Black Friday ci pensa il petrolio, ormai in caduta libera. Stamane il Brent tratta a 62 dollari il barile (-1%) e il Wti è scivolato a 53,3 dollari (-2,4%). Il trend peggiore del greggio Usa si spiega con le difficoltà dei produttori Usa, che cominciano ad avere grossi problemi a far fronte agli interessi sui bond. Ma Donald Trump, per cui conta di più il sostegno degli automobilisti, esulta via Twitter: “L’Arabia sta facendo un ottimo lavoro”. A Piazza Affari è Saipem (-3,3%) a pagare il prezzo più alto per la discesa dell’oro nero. Eni -1,2%.

TRUMP FA PRESSINFG SU HUAWEI

La Cina, a giudicare dall’andamento debole di Shanghai (-1,4%) e Hong Kong (-0,6%), non si fa troppe illusioni sulla prospettiva di una prossima pace con gli Usa sui dazi: il dipartimento ha dato il via ad una robusta moral suasion in Occidente per boicottare gli acquisti di prodotti Huawei, in odore di rapporti troppo stretti con i vertici di Pechino.

In ribasso anche il Kospi coreano (-0,6%), gli altri listini asiatici e Taiwan (-0,4%). In controtendenza le azioni australiane (+0,5%).

RIFLETTORI SUGLI INDICI PMI E SULLA BREXIT

Al centro della scena finanziaria globale oggi c’è l’Europa. Si guarda alla Brexit, dopo l’annuncio che il Regno Unito e la Ue hanno raggiunto l’accordo per “una partnership ambiziosa e flessibile”, come dichiarato dal presidente del consiglio europeo Donald Tusk. Grande attenzione anche agli indici Pmi in uscita stamane. Un nuovo dato negativo, dopo il rallentamento di ottobre, potrebbe confermare che la congiuntura del Vecchio Continente volge al peggio.

Ma i titoli di testa spettano ancora all’Italia, dopo il flop dell’emissione del nuovo Btp Italia e l’avvio della procedura di infrazione da parte della UE, il premier Giuseppe Conte si dice pronto a rimodulare le misure di bilancio. Anche il ministro Giovanni Tria esprime preoccupazione: “prestiti e mutui più cari se lo spread non calerà”. Nessun passo indietro invece da parte dei due vice premier Salvini e Di Maio. La saga, insomma, continua.

MILANO -0,7% SU SCAMBI RIDOTTI

I future sulle borse europee anticipano un avvio contrastato.

Giornata all’insegna del ribasso ieri nelle Borse europee orfane di Wall Street e frenate dal comparto energia.

Milano ha lasciato sul terreno lo 0,69% a quota 18,602 punti in una seduta dai volumi ridotti in assenza degli operatori di Wall Street: i volumi si sono fermati a 1,43 miliardi contro i 2,03 della vigilia. L’indice Star guadagna lo 0,1%.

Più pesanti le perdite delle altre piazze: Francoforte -0,96%, Parigi -0,75%, Madrid -0,71%. Londra, -1,24%, è la piazza peggiore penalizzata dall’impennata della sterlina (0.8860 sull’euro).

L’Italia si prepara invece ad un lungo confronto con Bruxelles. Il premier Giuseppe Conte ha detto in Parlamento che il governo chiederà “tempi di attuazione molto distesi” se l’Ecofin, accogliendo la proposta della Commissione europea, dovesse formalizzare la procedura di infrazione per deficit eccessivo. Questo tempo ci servirà per consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico”, ha detto Conte.

LA FORBICE CON LA SPAGNA SCENDE A 181 PUNTI

I mercati sembrano disposti a non forzare i tempi dello scontro: il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si è attesta a 307 punti base dai 311 del finale di seduta (con oscillazioni comprese tra 304 e 318 punti). In parallelo, il tasso del decennale scende a 3,44% da 3,48% dell’ultima chiusura (con un massimo intraday di 3,54% e un minimo a 3,41%). Risale sopra l’1% il tasso del 2 anni che in chiusura scambia a 1,01%. Lo spread con la Spagna chiude a 181 punti base (il 20 novembre è arrivato a toccare quasi 200 punti).

Ma a complicare il quadro è arrivata la conferma del flop del Btp Italia, sottoscritto per soli 2,2 miliardi — di cui 863 milioni al retail e 1,3 miliardi agli istituzionali — da confrontare con i 7,7 dell’edizione precedente dello scorso maggio. Il Tesoro ha confermato la cedola a 1,45%.

BANCO BPM AL TOP. PROMOSSA DA EQUITA

In Piazza Affari il titolo migliore è stato Banco Bpm (+3%). Avanza anche Bper (+0,6%): Equita ha ritoccato il target price a 5,60 euro da 5,40 euro, confermando il giudizio Buy. L’indice italiano di settore ha chiuso a -0,2%, meglio rispetto alla media europea.

Tra le assicurazioni in lieve flessione Generali (-0,4%) dopo il piano industriale. La società ha ricevuto un giudizio positivo da Equita Sim, che ha confermato la raccomandazione Neutrale, ma alzato il target price portandolo a 17,90 euro da 17 euro. L’upside (potenziale di crescita) rispetto alla quotazione odierna è del 26%. Independent Resarch ha invece tagliato il prezzo obiettivo a 16 euro da 16,50, con rating ‘hold’.

Allunga il risparmio gestito: Banca Generali chiude a +0,2, Azimut +0,6%.

NISSAN ARCHIVIA L’ERA GHOSN. A RISCHIO L’ASSE CON RENAULT

Dalle indicazioni in arrivo da Peugeot (-1,08%), a Parigi emergono dati promettenti sul mercato brasiliano, uno dei punti di forza di Fiat Chrysler (-1,2%). Il settore è concentrato sugli sviluppi dell’affaire Ghosn. Ieri Nissan +0,78% ha esautorato in maniera definitiva Carlos Ghosn. A Tokyo cresce il partito di chi chiede che la società nipponica prenda la guida dell’alleanza, ormai a rischi, con Renault +0,17%.

INTESA TRATTA UNA QUOTA DI PIRELLI

Pirelli -0,75%. Intesa sta trattando l’acquisto di una quota di Camfin cui fa capo il 10% dl gruppo dei pneumatici.

Piatta Enel (-0,04%), ma arrivano nuovi consensi al piano industriale: Banca Imi ha alzato il target price a 5,7 euro per azione, confermando il rating buy.

Frena Tim (-1,9%) in attesa di indicazioni più precise del governo sul futuro della rete. Si fa strada l’ipotesi di uno spezzatino al contrario: ad uscire dal perimetro della società non sarebbe più la rete, bensì la società dei servizi.

Da rilevare la corsa di Rcs (+7%) dopo la notizia che il presidente Urbano Cairo ha deciso di ricorrere a un arbitrato per chiedere l’annullamento della vendita nel 2013 della sede storica del gruppo a Blackstone a fine 2013.

Denaro su Piquadro (+7,46%): al 30 settembre la società ha registrato un utile netto di 3,43 milioni di euro, in crescita del 23,2% rispetto allo stesso periodo del 2017.

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