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Perdita di biodiversità, la soluzione è l’economia circolare: agricoltura rigenerativa, riciclo e riuso

Il workshop “Economia Circolare e Protezione della Biodiversità”, coordinato da Agici, sottolinea l’importanza di strategie circolari, come l’agricoltura rigenerativa e il riciclo, per affrontare la perdita di biodiversità

Perdita di biodiversità, la soluzione è l’economia circolare: agricoltura rigenerativa, riciclo e riuso

Negli ultimi decenni, la perdita di biodiversità ha segnato profondamente l’ecosistema, mettendo a rischio oltre un milione di specie animali e causando alterazioni al 75% delle terre emerse e degli ambienti marini. La risposta a questa crisi è diventata sempre più urgente, richiedendo un approccio sistemico basato sull’economia circolare, come evidenziato nel workshop “Economia Circolare e Protezione della Biodiversità“, organizzato dall’Alleanza per l’Economia Circolare, sotto la coordinazione di Agici.

“La perdita di biodiversità è un processo i cui effetti sono stati largamente sottovalutati in passato, permettendo così che da minaccia diventasse in breve tempo un problema, urgente e non più trascurabile”, ha dichiarato Alessandra Garzarella, direttrice dell’Area Economia Circolare di Agici. “Con questo rapporto, abbiamo voluto evidenziare le potenzialità delle pratiche di economia circolare per ridurre gli impatti sulla natura, varie e diversificate a seconda dei settori economici considerati ma riconducibili a un unico imperativo, quello di sviluppare un approccio di sistema che coinvolga tutti, dalle istituzioni alle aziende, dalle associazioni ai gruppi di interesse”, ha concluso Garzarella.

Biodiversità in crisi: il ruolo chiave dell’economia circolare nei settori critici

Il workshop organizzato dall’Alleanza per l’Economia Circolare ha preso spunto dal report “Industria, Biodiversità ed Economia Circolare“, realizzato da Agici, focalizzandosi sui settori economici chiave, con il food al primo posto, seguito da infrastrutture, trasporti, abbigliamento ed energia. Il rapporto sottolinea il legame cruciale tra biodiversità ed economia, evidenziando come il valore generato dipenda strettamente dalle risorse naturali. Nel settore alimentare, ad esempio, il degrado del suolo ha causato una significativa riduzione, del 23%, della capacità produttiva agricola.

Per mitigare l’impatto sull’ecosistema, il report suggerisce diverse strategie che le aziende possono adottare in base alla loro posizione nella filiera. Tra queste strategie vi sono l’agricoltura rigenerativa, il riciclo meccanico e chimico, nonché l’uso di imballaggi riciclabili o compostabili per ridurre la produzione di rifiuti. Particolare attenzione è dedicata al settore tessile, che ha registrato un notevole consumo di risorse nel 2020. Soluzioni come la progettazione di nuove fibre tessili, più durevoli e riciclabili, emergono come risposte sostenibili.

Il rapporto sottolinea infine la necessità di una progettazione olistica di beni, servizi e infrastrutture, considerando gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita. L’agricoltura rigenerativa, il riuso e il riciclo emergono come le principali strategie di economia circolare che possono contribuire a preservare l’integrità degli ecosistemi, generando nel contempo benefici economici per la collettività.

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