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Pensioni, fisco, lavoro: la manovra punto per punto

Ape, Rita, lavoratori precoci e lavori usuranti, incentivi alle assunzioni e bonus fiscali: ecco le misure contenute nella nuova legge di Bilancio approvata oggi in via definitiva dal Senato.

Pensioni, fisco, lavoro: la manovra punto per punto

Dal pacchetto pensioni a quello fiscale, passando per le misure su lavoro, famiglia e imprese. La manovra, che – dopo l’ok alla fiducia – riceve oggi il via libera definitivo dal Senato, contiene decine di misure. Il testo prevede 21,3 miliardi di coperture e 33,3 miliardi di impieghi: il saldo, perciò, è negativo per 12 miliardi, pari 0,7 punti percentuali di Pil, che vanno nel deficit.

Ecco quali sono i principali interventi previsti dalla legge di Bilancio 2017.

STOP ALL’AUMENTO DELL’IVA

È questo il capitolo più oneroso dell’intera manovra. Per sterilizzare le clausole di salvaguardia sul 2017 (che avrebbero comportato un aumento delle aliquote Iva dal 10 al 13% e dal 22 al 24%, oltre a un incremento delle accise) e parte di quelle sul 2018, il Governo stanzia 15,1 miliardi di euro. Tuttavia, ora per il 2018 è previsto un aumento dell’aliquota ordinaria Iva al 25%. È inoltre introdotto un nuovo aumento dello 0,9% dal primo gennaio 2019 (cioè fino al 25,9%) qualora nel 2018 non si provveda a sterilizzare l’aumento del 3%.

PENSIONI

1) Anticipo pensionistico

In via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, dal primo maggio 2017 l’Ape permetterà ai nati fra il 1951 e il 1953 – e con almeno 20 anni di contributi – di ritirarsi dal lavoro con un anticipo massimo di tre anni e sette mesi rispetto ai requisiti per la pensione di vecchiaia, quindi a 63 anni. Il meccanismo si articola in tre diverse tipologie.

Quella volontaria prevede un prestito bancario assicurato (ma erogato dall’Inps) che dovrà essere restituito nei primi vent’anni di pensionamento effettivo. Il rimborso avverrà in 13 rate annue attraverso un taglio dell’assegno previdenziale fino al 5% per ogni anno d’anticipo (in media oscillerà tra il 4,6 e il 4,7%), compresi gli interessi bancari (il 2,5%) e d’assicurazione (l’1%). Sarà prevista però anche una detrazione fiscale in quota fissa del 50% sulla componente di costo per interessi del prestito. Per accedere all’Ape volontaria, inoltre, è necessario avere una pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo (al netto della rata di ammortamento dell’Ape). È prevista l’istituzione di un Fondo di garanzia a copertura dell’80% del finanziamento e degli interessi erogati, la cui gestione è affidata all’Inps. Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia dello Stato quale garanzia di ultima istanza

La seconda tipologia è l’Ape social, interamente a carico dello Stato. Sarà garantita a quattro categorie in difficoltà (disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili, genitori di disabili e lavoratori che hanno svolto “attività gravose”). Per beneficiare dell’anticipo pensionistico a costo zero, i lavoratori autonomi non dovranno avere un reddito superiore a 4.800 euro annui. Il tetto per dipendenti e lavoratori parasubordinati, invece, è a quota 8mila euro. L’indennità è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, ma non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.500 euro. Inoltre, l’Ape social non è soggetta a rivalutazione ed è erogata su dodici mensilità l’anno. Il beneficio dell’indennità è riconosciuto, a domanda, entro i limiti annuali di spesa (300 milioni di euro per l’anno 2017; 609 milioni di euro per l’anno 2018; 647 milioni di euro per l’anno 2019; 462 milioni di euro per l’anno 2020; 280 milioni di euro per l’anno 2021; 83 milioni di euro per l’anno 2022; 8 milioni di euro per l’anno 2023).

L’ultima tipologia è l’Ape aziendale, in base alla quale il ritiro anticipato dei lavoratori coinvolti in ristrutturazioni aziendali sarà finanziato dal datore di lavoro.

2) Quattordicesima

Dal 2017 la quattordicesima non sarà più erogata solamente ai pensionati con un reddito complessivo individuale fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo Inps (pari per il 2016 a 501,89 euro), ma anche, con importi diversi, ai soggetti con redditi fino a due volte il minimo.

3) Rita

Viene introdotta la rendita integrativa temporanea anticipata (Rita), ossia la possibilità di erogazione anticipata delle prestazioni della previdenza complementare (con esclusione di quelle in regime di prestazione definita) in relazione al montante accumulato richiesto e fino al conseguimento dei requisiti pensionistici del regime obbligatorio.

La possibilità di richiedere la Rita è riservata ai soggetti che non lavorano più e sono in possesso dei requisiti per l’accesso all’Ape, certificati dall’Inps. La prestazione consiste nell’erogazione frazionata, in forma di rendita temporanea fino alla maturazione dei requisiti pensionistici, del montante accumulato richiesto.

La parte imponibile della rendita è assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15%, ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Se la data di iscrizione alla forma di previdenza complementare è anteriore al primo gennaio 2007, gli anni di iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di 15.

Per la Rita è esclusa la penalizzazione prevista dalla riforma Fornero sui trattamenti pensionistici anticipati.

4) Lavoratori precoci

Le novità riguardano i lavoratori che hanno versato almeno 12 mesi di contributi, anche non consecutivi, prima di aver compiuto 19 anni e che risultano iscritti ad una forma di previdenza obbligatoria di base da prima del 1996. Questi soggetti potranno accedere alla pensione con 41 anni di contributi – invece di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne -, ma solo se appartengono a una categoria svantaggiata (disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e lavoratori che hanno svolto “attività gravose”). I lavoratori precoci, inoltre, non si vedranno più tagliare l’assegno se andranno in pensione prima dei 62 anni d’età (mentre al momento è prevista una riduzione dell’1% per ogni anno d’anticipo). 

Il requisito ridotto di 41 anni è comunque soggetto ad adeguamento in base agli incrementi della speranza di vita. L’accesso al pensionamento con il requisito contributivo ridotto, inoltre, è consentito entro i limiti di spesa stabiliti (360 milioni di euro per il 2017, 550 milioni per il 2018, 570 milioni per il 2019 e 590 milioni annui a decorrere dal 2020), per cui se dal monitoraggio delle domande emergesse uno scostamento rispetto ai limiti di spesa, la decorrenza dei trattamenti verrebbe differita sulla base di specifici criteri di priorità.

5) Lavori usuranti

Chi ha svolto lavori usuranti per almeno 7 degli ultimi 10 anni di vita professionale (non conta più se sia compreso o meno l’ultimo) potranno godere di un anticipo massimo di 5 anni sulla normale pensione di vecchiaia (61 anni e 7 mesi contro 66 anni e 7 mesi) se in possesso di 36 anni di contribuzione. Oppure, potranno andare in pensione con un anticipo di un anno e dieci mesi (dieci mesi le donne) sulla pensione anticipata se sono anche lavoratori precoci.

6) Ricongiunzione gratuita dei contributi

Per chi ha versato contributi a enti diversi, la ricongiunzione diventerà gratuita. In origine questo beneficio era stato introdotto per le sole gestioni pubbliche, ma una delle ultime proposte di modifica approvate in commissione Bilancio alla Camera ne prevede l’estensione anche alle casse dei professionisti. Ci sarà però uno svantaggio rispetto al passato: non si potrà più scegliere il metodo di calcolo più conveniente fra quelli dei diversi enti, perché l’assegno sarà calcolato pro-rata, cioè con le regole di ciascun ente per la relativa quota di contribuzione. 

7) No tax area

La soglia di reddito che consentirà ai pensionati under-75 di rientrare nella no tax area (cioè di non pagare l’Irpef) salirà a 8.125 euro lordi l’anno, la stessa prevista per i lavoratori dipendenti.

8) Opzione donna

L’Opzione donna è il meccanismo che consente alle lavoratrici di accedere alla pensione anticipata, ma percependo un assegno calcolato interamente con il metodo contributivo (e perciò più basso di almeno il 25-30%). La nuova manovra estende questa possibilità alle lavoratrici nate nei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 1958 e alle autonome nate nell’ultimo trimestre del 1957. Occorre però aver maturato almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre del 2015.

9) Esodati

L’ottava salvaguardia degli esodati prevede il prolungamento del termine (da 36 a 84 mesi successivi all’entrata in vigore della riforma Fornero del 2011) entro il quale i soggetti devono aver maturato i vecchi requisiti per la pensione. Nel corso dell’esame parlamentare è stato aumentato da 27.700 a 30.700 il numero dei soggetti beneficiari della salvaguardia, con maggiori oneri per 161 milioni di euro, finanziati con risorse del Fondo per interventi strutturali di politica economica.

10) Casse previdenziale e fondi pensione

È prevista la detassazione per i redditi derivanti dagli investimenti a lungo termine (almeno 5 anni) nel capitale delle imprese effettuati dalle casse previdenziali o da fondi pensione nel limite del 5% dei loro asset. Contestualmente è soppressa per gli stessi soggetti la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti infrastrutturali. Le operazioni di costituzione, trasformazione, scorporo e concentrazione tra fondi pensione sono assoggettate alle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro.

11) Lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata

L’aliquota contributiva dovuta dai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps scende dal 29 al 25% nel 2017 e dal 33 al 25% a decorrere dal 2018.

FISCO

1) Per le imprese arriva l’Iri al 24%

La manovra introduce l’imposta sul reddito d’impresa (Iri), che prevede l’aliquota unica Ires al 24%. La novità è “rivolta agli imprenditori individuali ed alle società in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, previa opzione in tal senso”, si legge sul sito della Camera.

2) Incentivi alla produttività

Salgono i tetti per la detassazione al 10% dei premi di produttività: fino a 3.000 euro su redditi massimi di 80.000 euro.

3) Bonus ristrutturazioni, Ecobonus, Bonus Mobili e Sismabonus

Lo sconto al 65% per gli interventi volti a migliorare l’efficienza energetica degli immobili (ecobonus) viene prorogato al 2017 (e fino al 2021 per le parti comuni degli edifici condominiali). Proroga al 2017 anche per il bonus ristrutturazioni e per il bonus mobili, entrambi al 50%.

Il sismabonus – applicabile sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nella zona sismica 3 (in cui è meno probabile che si verifichino forti terremoti) – viene confermato a partire dal 50%, ma potrà arrivare fino all’85% a seconda della riduzione del rischio sismico e dell’estensione dell’intervento. L’agevolazione, che viene stabilizzata fino al 2021, vale sia per i condomini sia per le abitazioni singole e si potrà recuperare in 5 anni anziché in 10.

4) Superammortamento

Nel 2017 viene confermato il superammortamento al 140% sugli investimenti in macchinari ma arriva anche l’iperammortamento al 250% per gli investimenti sui beni alto contenuto tecnologico.

5) Gruppi Iva

Una delle novità fiscali più importanti contenute nella legge di Bilancio è la possibilità di costituire gruppi Iva a partire dal 2018

6) Turismo e alberghi

Previsto il riconoscimento anche per il 2017 e il 2018, nella misura del 65%, del credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico-alberghiere, inclusi gli agriturismi.

7) Credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Estensione di un anno, fino al 31 dicembre 2020, del periodo in cui possono essere effettuati gli investimenti ammessi al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, con elevazione al 50% della misura dell’agevolazione ed innalzamento da 5 a 20 milioni di euro dell’importo massimo annuale riconosciuto a ciascun beneficiario.

8) Sgr

Le società di gestione dei fondi comuni di investimento (Sgr) saranno escluse dall’applicazione dell’addizionale Ires del 3,5%.

9) Terreni

Saranno esenti da Irpef, per il triennio 2017-2019, i redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

10) Investitori stranieri

Al fine di attrarre investimenti esteri, viene introdotta un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero in favore delle persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia. Arriva poi un “visto investitori” per chi intende effettuare significativi investimenti in Italia. Le agevolazioni sono estese anche agli stranieri che investono almeno 500.000 euro in start-up innovative. Sono previsti specifici controlli sui richiedenti e sulla provenienza dei fondi.

FAMIGLIE

1) Bonus mamme

La misura più attesa fra quelle per la famiglia è il cosiddetto bonus mamme, che in realtà il governo ha battezzato “premio alla nascita” (e forse sarebbe meglio chiamarlo così, perché non va confuso con il bonus bebè). Si tratta di 800 euro che vengono erogati in unica soluzione dall’Inps su domanda della futura madre, che può farne richiesta al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione.

2) Buono nido

La nuova legge di Bilancio istituisce poi “un buono del valore di 1.000 euro l’anno per tre anni al fine di garantire un maggiore sostegno per l’accesso” agli asili nido, “sia pubblici che privati”, in favore dei nuovi nati dal 2016. Questa misura sostituisce il bonus finora in vigore, ovvero la detrazione del 19% fino a un tetto di 632 euro delle spese sostenute per le rette dei nidi. Alla Camera il bonus è stato esteso anche ai bambini fino a 3 anni che hanno bisogno di assistenza a casa perché affetti da gravi patologie croniche. 

3) Congedo per i papà

Viene prorogato, con uno stanziamento di 20 milioni di euro per il 2017 e di 41,2 milioni di euro per il 2018, il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, già previsto in via sperimentale per gli anni 2013-2016. Il congedo deve essere goduto (anche in via non continuativa) entro i cinque mesi dalla nascita del figlio e la sua durata sale da 1 a 2 giorni per il 2017 e fino a 4 giorni per il 2018 (elevabili a 5 in sostituzione della madre).

4) Voucher Baby sitter

La possibilità riconosciuta alla madre lavoratrice, anche autonoma, di richiedere un contributo economico (il cosiddetto voucher asili nido o baby-sitting) in sostituzione, anche parziale, del congedo parentale, viene estesa fino al 2018.

5) Fondo per la natalità 

Infine, la legge di Bilancio istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il “Fondo di sostegno alla natalità”, che avrà una dotazione di 14 milioni di euro per il 2017, di 24 milioni per il 2018 e di altri 23 milioni per il 2019. Le risorse scenderanno a 13 milioni nel 2020 e a 6 milioni annui a partire dal 2021. Si tratta di un fondo rotativo volto a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli nati o adottati dal primo gennaio 2017 mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari.

LAVORO

1) Sgravi sulle assunzioni

Si prevede, per il solo settore privato, uno sgravio contributivo per le nuove assunzioni con contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato, anche in apprendistato, effettuate dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2018.

Il beneficio contributivo spetta, a domanda ed entro specifici limiti di spesa, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio per l’assunzione di studenti che abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato. Lo sgravio consiste nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (con l’esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), nel limite massimo di 3.250 euro su base annua e per un periodo massimo di 36 mesi.

Con un decreto ministeriale si è poi intervenuto per alzare la soglia ad 8.060 euro, ma solo per le assunzioni al Sud di giovani e disoccupati.

2) Coltivatori diretti e imprenditori agricoli

Viene riconosciuto un esonero contributivo ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a 40 anni, le cui aziende si trovino in territori montani e nelle aree agricole svantaggiate. L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi, al termine dei quali lo sgravio scende al 66% per i successivi 12 mesi e al 50% per l’anno seguente.

AZIENDE

1) Pir e aziende sponsor

Per le aziende arrivano anche i Piani individuali di risparmio (Pir) e le aziende sponsor. I primi prevedono l’esenzione fiscale per i redditi delle persone fisiche legati agli investimenti effettuati in piani di risparmio a lungo termine, a specifiche condizioni, tra cui l’obbligo di investire nel capitale di imprese italiane ed europee, con una riserva per le Pmi.

La seconda misura, invece, prevede d’incentivare gli investimenti nelle nuove imprese: le perdite delle start-up, infatti, potranno essere portate a riduzione nei bilanci delle aziende sponsor per i primi 3 esercizi, purché si tratti di società quotate che detengano una partecipazione nell’impresa cessionaria pari almeno al 20%.

2) Nuova Sabatini

La manovra contiene alcune modifiche allo strumento agevolativo della Nuova Sabatini per investimenti in nuovi macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature. Il termine per la concessione dei finanziamenti è prorogato di due anni (fino al 31 dicembre 2018) ed è incrementato lo stanziamento per i contributi statali in conto impianti per 28 milioni di euro per il 2017, 84 milioni di euro per il 2018, 112 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, 84 milioni di euro per il 2022 e 28 milioni di euro per il 2023. La misura è poi estesa agli investimenti in tecnologie per favorire la manifattura digitale, prevedendo un contributo statale maggiorato del 30%, a cui è riservato il 20% delle risorse statali stanziate.

PUBBLICO IMPIEGO, POLIZIA, GIUSTIZIA 

Nel pubblico impiego, il fondo per il rinnovo dei contratti e le nuove assunzioni ammonta a 1,48 miliardi nel 2017 e a 1,39 miliardi a decorrere dal 2018. Il fondo finanzia inoltre l’attuazione degli interventi normativi che riguardano il personale delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

SALUTE 

Il fondo per il Sistema sanitario nazionale viene rifinanziato con 113 miliardi nel 2017 e 114 nel 2018.

CANONE RAI

Il costo del canone della tv pubblica, pagato in bolletta, scende ancora, da 100 a 90 euro l’anno.

SCUOLA, DA EDILIZIA SCOLASTICA A PARITARIE

Raddoppiano i contributi per gli istituti privati che accolgono disabili e per le scuole materne paritarie: in tutto 75 milioni. Aumentano anche le detrazioni per chi inscrive i figli nel privato. Oltre mezzo miliardo viene invece destinato alla ristrutturazione e al decoro delle scuole pubbliche. Altri 540 milioni nel biennio ’17-’18 serviranno invece ad aumentare l’organico.

MIGRANTI 

Il capitolo vale in tutto 3,4 miliardi di euro. La “missione” immigrazione è valutata in 2,86 miliardi, cui si aggiungono 320 milioni destinati ai Comuni e 200 milioni per il nuovo Fondo per l’Africa istituito presso la Farnesina.

BONUS CULTURA PER IL 18ENNI

Il bonus cultura da 500 euro per i diciottenni viene confermato anche per il 2017 e si estende a nuovi settori: musica registrata (cd e web), corsi di lingue, di musica e di teatro.

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