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Patricia Guerra, l’avvocato anticorruzione brasiliana campionessa mondiale di tiramisù divisa fra toga e fornelli

Fino al 2022 non aveva mai bevuto un caffè poi si è convertita sbaragliando nella competizione di Treviso 240 concorrenti. Il destino: è nata il 21 marzo che è il Tiramisù Day, cioè la giornata internazionale dedicata ‘al dolce al cucchiaio più amato nel mondo’.”

Patricia Guerra, l’avvocato anticorruzione brasiliana campionessa mondiale di tiramisù divisa fra toga e fornelli

Fino al 2022 non aveva mai bevuto un caffè e a 46 anni non aveva ancora mai assaggiato né tantomeno preparato un tiramisù. Eppure, si è portata a casa il titolo di campionessa del mondo di uno dei dolci più famosi e apprezzati del pianeta, tra i simboli dell’italianità. Non è nemmeno italiana ma brasiliana (anche se di origini nostrane, della Campania) Patricia Guerra, che di professione fa l’avvocata e che lo scorso 8 ottobre si è aggiudicata, per di più nella categoria “tiramisù classico”, l’edizione 2023 della Tiramisù World Cup, torneo per pasticcieri non professionisti ideato nel 2017 da Francesco Redi, della società di progetti turistici Twissen Group. L’evento si svolge ogni anno a Treviso e raduna amatori di tutto il mondo, selezionati attraverso competizioni preliminari nei loro Paesi patrocinate, nel caso della tappa di Sao Paulo, dalla Federazione Italiana Cuochi e da Matilde Vicenzi, storico marchio italiano di biscotti savoiardi e amaretti.

“Venivo dal titolo di miglior tiramisù del Brasile conquistato ad agosto – racconta a First&Food Patricia Guerra – ma sapevo che in Italia sarebbe stato difficile: i partecipanti nella mia categoria erano 240 e questo premio non era mai stato vinto da un concorrente non europeo”. Ma sebbene il successo sia arrivato appena un anno e mezzo dopo aver conosciuto per la prima volta il sapore del caffè, uno degli ingredienti principali del tiramisù, non è stato affatto frutto del caso. Patricia, l’avvocata con l’improvvisa passione per i dolci, si è infatti preparata curando ogni minimo dettaglio: “Il fatto di non aver conosciuto, fino al 2022, il sapore del caffè, paradossalmente mi ha aiutato, perché lo ho percepito e apprezzato più intensamente, come accade quando si sperimentano sapori nuovi. Ho fatto un corso tecnico presso l’IGA (Instituto Gastronômico das Américas) e mi sono messa con impegno e determinazione a provare e riprovare, ricordandomi delle mie origini italiane e di quando mia nonna, da bambina, mi preparava il pavé, la versione brasiliana del vostro tiramisù”.

Da buona avvocata, Patricia ha poi pensato di studiarsi alla lettera il regolamento della competizione, e lì ha scoperto che nelle semifinali e finali in programma a Treviso, con prove serratissime da 40 minuti ciascuna, gli ingredienti sarebbero stati forniti dall’organizzazione, senza alcuna possibilità di proporre variazioni ne tantomeno di scegliere le materie prime: “Così – racconta ancora colei che potremmo simpaticamente chiamare la Ally McBeal brasiliana – mi sono allenata usando esclusivamente quegli ingredienti che in alcuni casi, come per i savoiardi, ho dovuto farmi spedire direttamente dall’Italia, perché qui in Brasile erano introvabili”. Alla domanda sul perché ha scelto di sfidare se stessa proprio con il tiramisù, Guerra ha risposto così: “Non amo le cose troppo dolci e il tiramisù non lo è, o almeno non mi era sembrato particolarmente dolce quando l’ho mangiato le prime volte. E poi io sono nata il 21 marzo, che è il Tiramisù Day, cioè la giornata internazionale dedicata ‘al dolce al cucchiaio più amato nel mondo’.”

Patricia ora non si vuole fermare: avvocata del nucleo anti-corruzione per il governo dello Stato di San Paolo, cioè di quelle che indagano senza sconti sulle malefatte della classe dirigente (“Purtroppo frequentissime”, confessa), nel suo Paese sta diventando una celebrità, tra ospitate in programmi tv di cucina e follower che su Instagram sono esplosi a 17 mila. Dopo aver vinto il titolo di campionessa del mondo con un tiramisù che ha voluto chiamare “Doce viagem” (dolce viaggio), ha ingaggiato una società di comunicazione per seguirla in quella che a tutti gli effetti sta diventando una carriera parallela (“Gestire il tutto è faticoso ma gratificante”) e ha anche creato una specialità tutta sua: il tiramisù con “geleia de tomate”, cioè con gelatina di pomodoro. Un altro palese, benché audace, omaggio alla tradizione gastronomica italiana.

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