“La seconda fase dei negoziati su Gaza è iniziata”. Lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump, da Sharm el-Sheikh dove è stato accolto dall’omologo egiziano Abdel Fattah Al-Sisi prima della storica firma del trattato di pace, alla presenza di diversi leader della comunità internazionale tra cui la premier italiana Giorgia Meloni. La fase due, che riguarda il disarmo di Hamas e la futura governance di Gaza, “è iniziata, per quanto ci riguarda”, ha affermato il capo della Casa Bianca durante l’incontro con Al-Sisi. “La fase due è iniziata e, come sapete, le fasi sono un po’ confuse tra loro”, ha aggiunto.
Nel commentare poi a caldo la storica firma dell’accordo, dopo la foto di famiglia con i leader, Trump ha detto le seguenti parole: “Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas sta funzionando davvero incredibilmente bene. Ci sono voluti tremila anni per arrivare fin qui, è un giorno straordinario per il Medio Oriente. Questo è il giorno per cui le persone in questa regione e in tutto il mondo hanno lavorato, lottato, sperato e pregato. Con l’accordo storico che abbiamo appena firmato, le preghiere di milioni di persone sono state finalmente esaudite. Insieme, abbiamo realizzato l’impossibile. Finalmente, abbiamo la pace in Medio Oriente”, ha dunque detto il tycoon.
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Per quanto riguarda le prossime fasi, dopo il rilascio degli ostaggi iniziato oggi uno dei temi è su chi svolgerà il ruolo di forza di polizia palestinese: “Abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo – ha detto a questo proposito il presidente americano -. Vogliono porre fine ai problemi e lo hanno detto apertamente, e abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo. Penso che andrà tutto bene”. “Il popolo palestinese ha diritto all’autodeterminazione e alla libertà”, ha poi giustamente tenuto a dire il “padrone di casa”, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. “La pace non è solo creata dai governi, ma anche costruita dai popoli quando si rendono conto che i rivali di ieri potrebbero essere i partner di domani. “Colgo l’occasione per rivolgere un appello al popolo israeliano: trasformiamo questo momento storico in un nuovo inizio di giusta e pacifica coesistenza”.
Quali erano i leader mondiali presenti a Sharm
In totale sono state ricevute nella località turistica egiziana le delegazioni di 22 Paesi. Ecco la lista dei principali leader presenti: la premier italiana Giorgia Meloni (che sul riconoscimento dello Stato di Palestina nell’ottica della soluzione dei due Stati ha ribadito una posizione attendista: “Quando ci saranno le condizioni”), il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente spagnolo Pedro Sanchez, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al Thani, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il re di Giordania Abdullah II, il leader dell’Anp Abu Mazen, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, il presidente del Consiglio europeo António Costa e il segretario generale della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit, e ovviamente il “padrone di casa” Abdel Fatah al Sisi.
Di quest’ultimo Donald Trump ha detto di volerlo all’interno del consiglio per la pace per Gaza: “Molti leader vogliono farne parte”, ha detto il presidente americano. “L’Egitto ha svolto un ruolo cruciale, in particolare con Hamas. La leadership egiziana è stata determinante, poiché Hamas rispetta questo Paese e la sua guida, rendendo il loro coinvolgimento molto importante nel processo”. L’Iran invece era stato pure invitato ma ha declinato l’invito. “Sono pronto a revocare le sanzioni quando saranno pronti a negoziare. Non possono sopravvivere con le sanzioni”, ha dichiarato a questo proposito Donald Trump a Sharm el Sheik, aggiungendo che Teheran “ha bisogno di aiuto” e ritenendo che voglia “un accordo sul nucleare”.
Nello storico summit si è anche deciso che la capitale egiziana Il Cairo ospiterà a novembre il vertice internazionale sulla ricostruzione della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato lo stesso presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, grande protagonista della giornata insieme a Donald Trump, nel corso dell’incontro con il presidente degli Stati Uniti a margine del vertice di Sharm el Sheikh sul futuro di Gaza.