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Israele, tutti gli ostaggi sono stati liberati: “Un nuovo inizio”. Trump: “L’accordo di Gaza è la cosa più importante che ho fatto”

Hamas ha rilasciato tutti i 20 ostaggi: dopo due anni di prigionia, tutti i rapiti israeliani sono liberi. Trump in Israele: “Un nuovo inizio”. Liberati anche i prigionieri palestinesi. Oggi pomeriggio il Summit per la Pace

Israele, tutti gli ostaggi sono stati liberati: “Un nuovo inizio”. Trump: “L’accordo di Gaza è la cosa più importante che ho fatto”

Un momento che in molti non speravano più. Ora è davvero finita. Dopo due anni di prigionia, tutti i venti ostaggi israeliani sono stati liberati. Alle 9:48 italiane, Hamas ha consegnato gli ultimi 13 ostaggi alla Croce Rossa nell’area di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Fonti israeliane e internazionali confermano che tutti i rapiti ancora in vita sono stati rilasciati.

Le immagini trasmesse dalle tv mostrano i convogli del Cicr lasciare Gaza, diretti verso il confine israeliano, dove ad attenderli c’erano medici, militari e familiari.

I primi sette già riuniti con le famiglie

Poche ore prima, i primi sette ostaggi liberati nel nord della Striscia, Eitan Mor, Alon Ohel, Ziv e Gali Berman, Guy Gilboa-Dalal, Omri Miran e Matan Angrest, avevano già raggiunto il punto di accoglienza israeliano per le prime visite mediche.

L’Idf ha reso noto che “tutti si trovano ora in territorio israeliano e si sono riuniti con le loro famiglie”.
La scena, trasmessa in diretta dalla tv pubblica Kan, ha commosso il Paese: abbracci, lacrime, applausi.

Scarcerati anche tutti i detenuti palestinesi che dovevano essere liberati nell’ambito dell’accordo ha dichiarato un portavoce dell’Idf al Times of Israel.

Trump: “un nuovo inizio”

Intanto, a Tel Aviv, è atterrato l’Air Force One con a bordo Donald Trump. “Questo è un mio grande onore. Un grande e bel giorno. Un nuovo inizio” ha dichiarato il presidente.

In un’intervista ad Axios, Trump ha aggiunto che “l’accordo di pace per Gaza potrebbe essere la cosa più importante in cui abbia mai preso parte“.

L’eco del rilascio è arrivata fino a Bruxelles. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito “una pietra miliare” l’accordo di pace, promettendo il sostegno dell’Ue “alla ricostruzione di Gaza e alla riforma dell’Autorità Palestinese”.

Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha parlato su X di “una luce di speranza dopo due anni di orrori“: “Dopo il cessate il fuoco, un altro passo in avanti nel passaggio dalla guerra alla pace. L’Italia contribuirà perché il progetto dei ‘due popoli, due Stati’ diventi realtà”.

Herzog: “Mattina di grande speranza”

Ad attendere gli ostaggi ci sarà una lettera scritta a mano da Benjamin e Sara Netanyahu: “A nome di tutto il popolo di Israele, bentornato! Ti abbiamo aspettato, ti abbracciamo.” Nei kit di accoglienza preparati dall’Ufficio del primo ministro ci sono abiti puliti, oggetti personali, un telefono, un tablet e un computer portatile.

Nelle prime ore del mattino, prima ancora della liberazione completa, il presidente israeliano Isaac Herzog aveva parlato di “una mattina di grande speranza e di grande preghiera. Una mattina in cui ci aspettiamo e desideriamo vedere tutti a casa, fino all’ultimo”. Quelle parole, ora, risuonano come una promessa mantenuta.

Fine di un incubo dopo due anni di buio

I venti ostaggi liberati oggi rappresentano l’ultima pagina del 7 ottobre 2023, il giorno dell’attacco di Hamas che aveva sconvolto Israele e trascinato la regione in due anni di guerra e devastazione. La liberazione segna la fine di un incubo collettivo, ma anche l’inizio di un percorso fragile verso una pace ancora tutta da costruire.

Come ha scritto Trump nel libro degli ospiti della Knesset: “Oggi non è solo la fine di una guerra. È l’inizio di una nuova storia.”

Grazie presidente Trump“, così Netanyahu ha aperto il suo intervento alla Knesset a fianco del presidente Usa. “Il nome di Trump sarà ricordato nella storia – ha aggiunto – è il più grande amico che lo Stato di Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca. Nessun presidente americano ha mai fatto tutto questo per Israele”.

Il presidente americano parteciperà poi al “Summit della Pace” a Sharm el-Sheikh, insieme al presidente egiziano al-Sisi e a venti leader internazionali, tra cui Abu Mazen, ma senza rappresentanti ufficiali di Israele né di Hamas. Ci saranno anche Macron, Starmer, Giorgia Meloni e il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres. Non ci sarà invece Netanyahu cha ha cancellato il viaggio a Sharm a causa dell’inizio della festività di Simchat Torah che inizia questa sera.

Ultimo aggiornamento ore 13,18

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