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Oro e materie prime consolidano le posizioni, ma un taglio dei tassi Fed potrebbe spingerli al rialzo

Dopo il massimo storico toccato il mese scorso, il metallo giallo si trova in una fase di consolidamento, dicono gli analisti, all’interno di un range tra i 4.000 e 4200 dollari l’oncia. Poco variati anche argento, palladio e platino. Il rame sale leggermente

Oro e materie prime consolidano le posizioni, ma un taglio dei tassi Fed potrebbe spingerli al rialzo

Secondo i sacri testi dell’economia, in caso di allentamento dei tassi l’oro dovrebbe trovare maggiore forza. La situazione è proprio questa: gli investitori si sono di nuovo convinti che la Fed potrebbe decidere per un nuovo taglio dei tassi il mese prossimo, dopo i segnali di debolezza del mercato del lavoro.

Tuttavia il metallo giallo per momento consolida le posizioni all’interno di un range tra 4.000 e 4200 dollari l’oncia, al di sotto de massimo storico di 4.380 dollari l’oncia segnato lo scorso ottobre. Quest’anno è comunque ancora in rialzo di circa il 56%, sostenuto dall’accresciuta incertezza commerciale e geopolitica, nonché dalle preoccupazioni per il peggioramento delle prospettive fiscali di molti governi.

I futures sulle materie prime sono tutti pressochè stabili nella tarda mattinata europea: l‘oro quota 4.167,40 dollari l’oncia, in calo dello 0,3%. L’argento perde lo 0,3%, il platino è a -0,03% e palladio a -0,1%. Nel gruppo l’unico con un segno leggermente positivo è il rame a +0,8%.

I funzionari Fed ipotizzano un taglio dei tassi tra 2 settimane

Gli operatori di swap ora prevedono una probabilità di quasi l’80% di un taglio dei tassi nella prossima riunione del Fomc Fed del 9-10 dicembre, taglio dopo i tagli di settembre e ottobre. A sostenere le speranze sono stati i toni diventati decisamente più accomodanti di alcuni esponenti della Fed a partire da venerdì scorso. Il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha alimentato l’ottimismo oggi, esprimendo sostegno per un taglio dei tassi il mese prossimo dopo che già il presidente della Fed di New York, John Williams, ha avuto un impatto simile sul mercato venerdì scorso, dicendo che un taglio a breve termine rimane una possibilità.

Sebbene la riunione di dicembre della banca centrale rappresenti il ​​prossimo grande traguardo per i mercati, gli investitori si affidano a dati economici “vecchi” a causa dello shutdown. Gli operatori economici seguiranno con attenzione una serie di dati economici che saranno pubblicati questa settimana. Tra questi, i dati sulle vendite al dettaglio e sui prezzi alla produzione di settembre, in uscita oggi stesso, e le richieste di sussidio di disoccupazione di domani.

Il percorso del taglio dei tassi “è piuttosto difficile da prevedere e molto probabile, quindi l’oro probabilmente rimarrà attorno al livello attuale” dice Ahmad Assiri, strategist di Pepperstone Group Ltd. “Non vedo un grande movimento imminente per l’oro, piuttosto una situazione perfetta per scambi bilaterali in un contesto meno volatile”.

All’inizio del mese JP Morgan Private Bank aveva detto che i prezzi dell’oro potrebbero salire oltre la soglia dei 5.000 dollari l’oncia il prossimo anno, trainato principalmente dagli acquisti da parte delle banche centrali delle economie dei mercati emergenti: “fin verso i 5.200-5.300 dollari” ha detto in un’intervista Alex Wolf, responsabile globale della strategia macro e del reddito fisso dell’azienda.

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