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Anthropic porta Claude nei laboratori e nelle fabbriche, il Pentagono perde il primo round sulla blacklist

Il nuovo Model Hardware Standard permette agli agenti di intelligenza artificiale di controllare microscopi, bracci robotici e strumenti scientifici. Nelle stesse ore, una giudice federale ha dichiarato “illegittima e priva di fondamento” l’esclusione dell’azienda dai contratti militari

Anthropic porta Claude nei laboratori e nelle fabbriche, il Pentagono perde il primo round sulla blacklist

Claude si prepara a entrare nei laboratori scientifici e nelle fabbriche. Anthropic ha presentato il Model Hardware Standard, un sistema progettato per consentire agli agenti di intelligenza artificiale di interagire direttamente con dispositivi fisici, coordinando apparecchiature diverse e svolgendo operazioni complesse con un intervento umano ridotto. Il progetto, ancora in fase sperimentale, è stato messo a disposizione di un primo gruppo di centri di ricerca e aziende manifatturiere. Attraverso il nuovo standard, gli agenti possono controllare contemporaneamente strumenti come microscopi, sistemi per la manipolazione dei liquidi e bracci robotici, gestendo attività che vanno dai normali esperimenti per la scoperta di nuovi farmaci fino alla calibrazione dei laser impiegati nei computer quantistici.

L’obiettivo è superare uno dei principali ostacoli all’automazione scientifica e industriale. Oggi collegare apparecchiature costruite da produttori differenti può richiedere settimane o mesi, perché ogni dispositivo dispone di una propria interfaccia e necessita spesso di integrazioni sviluppate su misura. Anthropic sostiene che Mhs possa ridurre questo lavoro a poche ore o, nei casi più semplici, a qualche minuto.

Una volta collegati gli strumenti, Claude può stabilire la sequenza delle operazioni, controllare i risultati e modificare i parametri in tempo reale. Il sistema è pensato anche per individuare anomalie e, in alcune circostanze, tentare di risolvere autonomamente gli errori dell’hardware. Si apre così la strada a esperimenti e processi produttivi capaci di proseguire senza interruzioni, anche nell’arco delle ventiquattro ore.

Model Hardware Standard, che cos’è e come funziona

Mhs funziona come un traduttore universale tra l’intelligenza artificiale e le apparecchiature. Il cuore del sistema è un driver standardizzato che trasforma le istruzioni dell’agente in comandi elementari, come “leggi” o “scrivi”. Claude può così chiedere a uno strumento di rilevare una temperatura, impostarne una nuova oppure modificare un parametro senza dover conoscere in anticipo ogni dettaglio del software proprietario.

Il driver raccoglie anche informazioni sulle caratteristiche fisiche della macchina, comprese quelle difficili da ricavare dal codice. Il peso di un braccio robotico, i limiti operativi o le condizioni di sicurezza possono essere descritti in linguaggio naturale e inseriti nel sistema dall’utilizzatore, anche attraverso un dialogo con l’agente. Da questi dati viene generato un documento di riferimento che indica a Claude che cosa il dispositivo può misurare, quali elementi possono essere regolati e quali soglie non devono essere superate.

Il controllo può avvenire attraverso il Model Context Protocol, la riga di comando oppure apposite interfacce di programmazione. Per le attività più lunghe o rapide, l’agente può inoltre trasformare ciò che ha appreso in uno script deterministico, evitando di dover ragionare nuovamente a ogni singolo passaggio. Durante una sperimentazione, Claude ha regolato un laser, osservato attraverso una telecamera lo spostamento del fascio e ripetuto più volte l’operazione per comprenderne gli effetti. In seguito ha racchiuso la procedura in un programma capace di eseguire l’intero allineamento con un solo comando.

Anthropic ha già coinvolto aziende attive nella robotica, nelle biotecnologie e nella produzione di strumenti scientifici. Doosan Robotics sta provando lo standard sui propri bracci robotici, mentre Qiagen lo ha applicato a una piattaforma per la purificazione degli acidi nucleici. Tecan lavora all’integrazione con i suoi sistemi di gestione dei liquidi e Universal Robots intende portare Mhs nella propria piattaforma. Anche Amazon Web Services, Danaher, Automata e MBF Bioscience partecipano alle prime sperimentazioni, mentre Hugging Face e Raspberry Pi stanno preparando il supporto per alcuni dei loro prodotti.

IA: il limite resta la comprensione del mondo fisico

La promessa dell’automazione non elimina ancora la necessità del controllo umano. Anthropic riconosce che Claude apprende il funzionamento del mondo attraverso testi e immagini e conserva quindi limiti nel ragionamento spaziale e fisico.

Un esempio è arrivato dagli esperimenti condotti con Genentech. Di fronte ad alcuni problemi provocati dalla formazione di schiuma nei campioni proteici, Claude aveva interpretato le anomalie come errori informatici. Sono stati i ricercatori a spiegare che si trattava invece di guasti fisici, risolvibili soltanto intervenendo materialmente sui campioni. Lo standard, inoltre, può essere utilizzato esclusivamente con dispositivi dotati di un’interfaccia programmabile. Anthropic sta lavorando con i produttori per ampliare il numero delle apparecchiature compatibili e intende sfruttare la fase di ricerca per sviluppare test di sicurezza più rigorosi. Mhs è stato concepito in collaborazione con l’Hhmi Janelia Research Campus e, dopo questa prima sperimentazione, dovrebbe essere pubblicato come progetto open source.

La società vuole però arrivare a quel passaggio con regole più solide contro gli utilizzi impropri dell’intelligenza artificiale nel mondo fisico. Una cautela che riflette la linea seguita da Anthropic anche nel rapporto con il governo statunitense, soprattutto quando l’uso di Claude coinvolge sorveglianza e sistemi d’arma.

Anthropic-Pentagono, Trump perde il primo round

Mentre Anthropic amplia il raggio d’azione di Claude, per la società fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei arriva una prima importante vittoria nella battaglia legale contro l’amministrazione Trump. Una giudice federale ha bloccato il tentativo del Pentagono di inserire l’azienda nella sua “lista nera”. Rita Faye Lin, della Corte distrettuale per la California settentrionale, ha stabilito in un’ordinanza di 59 pagine che la classificazione di Anthropic come rischio per la catena di approvvigionamento era “illegale e priva di fondamento”.

Il provvedimento era arrivato dopo il rifiuto di Anthropic di autorizzare l’impiego dei propri modelli per la sorveglianza di massa dei cittadini americani e per la realizzazione di armi letali completamente autonome. Secondo l’azienda, gli attuali sistemi di intelligenza artificiale non garantiscono ancora un’affidabilità sufficiente per prendere decisioni autonome sul campo di battaglia. Il Pentagono sostiene invece che un’impresa privata non possa imporre limiti alle modalità con cui le forze armate utilizzano una tecnologia acquistata per scopi considerati leciti.

La qualifica adottata dal segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva escluso Anthropic da alcuni contratti militari e, secondo i vertici della società, avrebbe potuto provocare perdite per miliardi di dollari oltre a un grave danno reputazionale. Era la prima volta che una società statunitense veniva pubblicamente indicata come rischio per la catena di approvvigionamento attraverso una norma nata per proteggere i sistemi militari dalle infiltrazioni e dai sabotaggi stranieri.

Per la giudice Lin, il governo ha agito come ritorsione contro le posizioni espresse dall’azienda sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, violando il Primo emendamento. Ad Anthropic sarebbe stato inoltre negato il diritto a contestare adeguatamente il provvedimento, tutelato dal Quinto emendamento. “Il richiamo infondato alla sicurezza nazionale non costituisce un assegno in bianco per punire e attuare ritorsioni contro i critici del governo”, ha scritto la magistrata, definendo la decisione “arbitraria e capricciosa”.

Anthropic ha accolto favorevolmente la pronuncia, assicurando di restare “concentrata sulla collaborazione produttiva con il governo per sfruttare l’IA a fini di sicurezza nazionale, affinché tutti gli americani possano beneficiare di questa tecnologia”. La partita, tuttavia, rimane aperta. Il governo può presentare ricorso e a Washington è ancora pendente una seconda causa relativa a un altro provvedimento del Pentagono, che potrebbe escludere l’azienda anche dai contratti pubblici civili.

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