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Opas Intesa su Mps, stallo politico sul Golden power: Forza Italia contraria, Lega divisa. Bce pronta a dare l’ok

L’offerta da 30,6 miliardi di euro su Mps, lanciata poco meno di un mese fa da Intesa insieme a Bper, potrebbe essere fermata solo con un corposo rilancio sul mercato

Opas Intesa su Mps, stallo politico sul Golden power: Forza Italia contraria, Lega divisa. Bce pronta a dare l’ok

Il governo italiano non avrebbe al momento i margini politici anche solo per delimitare l’offerta di Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi di Siena usando il Golden power. Secondo quanto scrive Alliance News, è emerso dagli ultimi scambi tra Palazzo Chigi, Ministero dell’Economia e i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, che anche le possibili “prescrizioni” di cui aveva parlato il ministro Giancarlo Giorgetti due settimane fa sarebbero tutte da scrivere.

L’offerta da 30,6 miliardi di euro su Mps, lanciata poco meno di un mese fa da Intesa insieme a Bper, potrebbe essere fermata solo con un corposo rilancio sul mercato. Da Mps dunque si punta a guadagnare tempo, ma in queste settimane non si è affacciato nessun possibile “cavaliere bianco” e la Banca centrale europea è pronta a dare semaforo verde. Soprattutto, la mossa di Carlo Messina e Carlo Cimbri mette in sicurezza le Generali, la cui stabilità è un valore per il governo e per le istituzioni italiane, vista anche l’ampia dotazione di titoli pubblici presente nel suo portafoglio.

Il viceministro Tajani è contrario all’uso del Golden power

Consob e Antitrust, entrambe poco presenti proprio in una fase così delicata, dovranno analizzare l’operazione. Come stanno facendo informalmente i tecnici di Palazzo Chigi, alla luce della normativa di protezione degli interessi strategici costituita dal Golden power. Ma la politica in questo periodo è tutta concentrata sulla legge elettorale e su come impostare una campagna elettorale che di fatto è già iniziata. Antonio Tajani, che è anche segretario di Forza Italia, ha già messo le mani avanti: il suo partito è contrario all’uso del Golden power contro Intesa Sanpaolo, come lo era già nel caso di Unicredit, a cui il trio Meloni, Giorgetti, Salvini impedì di conquistare Banco Bpm.

Lega divisa: i governatori del Nord hanno la stessa posizione di Forza Italia

La Lega è “distratta” dalla guerra in corso sulla leadership del Carroccio, dove l’ala dei governatori del Nord (i vari Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e l’ex Luca Zaia) ha le stesse posizioni sulle banche di Forza Italia e mai si metterebbe contro Intesa e Unipol Bper. Il ministro del Tesoro Giorgetti, pure lui della Lega, sta nel mezzo e gestisce il dossier con la massima prudenza. “Lo schema politico sulla Opas Mps nel centrodestra – spiega ad Alliance News un consigliere di Via XX Settembre – ricalca esattamente quello sulla tassazione degli utili delle banche”. E ieri, sul tema, è arrivata una dichiarazione fuori dai denti da parte di Davide Leone, che con la sua società londinese ha il 5% circa del Banco Bpm, oltre al 3% di Tim.

Davide Leone: “L’attuale governance di Banco Bpm è un unicum europeo”

Intervistato dal Corriere della Sera, oltre a dare un pieno assenso all’offerta di Intesa Sanpaolo su Siena, il finanziere milanese denuncia l’attuale assetto di Piazza Meda: “L’attuale governance di Banco Bpm è un unicum nel panorama bancario europeo e forse anche mondiale”. E aggiunge: “Con un azionista concorrente al 30% (Crédit Agricole, ndr) non è possibile avere un equilibrio stabile sul lungo periodo, soprattutto perché è stato decisivo per l’elezione del top management”. Infine, la stoccata al governo: “Il Golden power ha favorito un giocatore francese, che è un giocatore europeo, contro un giocatore italiano”, che era Unicredit. Giovedì i tre titoli coinvolti nel risiko hanno chiuso in rialzo la seduta a Piazza Affari: Banco Bpm +0,76%, Intesa Sanpaolo +2%, Mps +0,64%.

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