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Nvidia, storia e segreti dei chip, dell’AI e dei videogames che hanno sedotto Wall Street: conti record in vista

Tutti pazzi per Nvidia che nel dopo-Borsa di oggi presenterà i suoi attesissimi conti – Il giro d’affari è cresciuto più del 64% del trimestre scorso – Il mito di Huang, il fondatore e Ceo che viene dal riformatorio

Nvidia, storia e segreti dei chip, dell’AI e dei videogames che hanno sedotto Wall Street: conti record in vista

Mai, nemmeno per Apple o Microsoft, l’attesa per i conti di un’azienda è stata così calda-come quella che circonda i numeri di Nvidia, la regina del Nasdaq che, da febbraio ad oggi, ha messo a segno un rialzo del 250 per cento, valicando di slancio la soglia dei mille miliardi di dollari di valore e mettendo d’accordo gli analisti di tutte le case e i gestori, che a grappoli stanno scommettendo sul futuro dei chip per l’Intelligenza Artificiale. 

Oltre 2 mila fondi Esg, quelli che integrano ambiente, sociale e governance, hanno puntato su Nvidia più che sui produttori di energia elettrica da fonti alternative come Vestas Wind Systems oppure che sulla stessa Tesla. 

 “Nvidia è l’investimento sostenibile per eccellenza” dice Peter Krull, partner e direttore degli investimenti sostenibili presso Earth Equity Advisors,. “Stanno facendo – continua i passi di cui hanno bisogno le grandi aziende per rendere più sostenibile il pianeta”. 

Nvidia verso una trimestrale da record, ma dubbi sui temi di consegna dei nuovi chip

E così, a poche ore dalla trimestrale che uscirà quando Wall Street avrà chiuso i battenti, i mercati si chiedono di quanto sia cresciuto il giro d’affari di Nvidia nel trimestre. Senz’altro più del 64% del precedente trimestre, forse del doppio. E, a proposito dei numeri, l’unica incertezza riguarda i tempi della consegna dei nuovi chip. 

I clienti sono rassegnati ad attendere anche 18 mesi pur di non passare alla concorrenza. Tale è l’appeal dei preziosi H100 in produzione da meno di un anno, che hanno reso possibile il decollo di Chat GPT e di altri servizi di Intelligenza Artificiale, dando il via a quello che Jensen Huang, ceo e fondatore di Nvidia, ha definito “il momento Iphone” della nuova tecnologia, quando cioè il sistema nato per facilitare le traduzioni linguistiche ha cominciato a scatenare le mille possibili applicazioni. 

Il genio, insomma, è ormai uscito dalla lampada. E buona parte del merito è dell’ingegner Huang, il moderno Aladino che oggi controlla il 70 per cento del mercato dei chips per l’intelligenza artificiale lasciando solo le briciole alla concorrenza che pure vanta nomi come Meta, Amazon o Google. Una leadership che in futuro potrebbe esser messa in discussione da Amr ma che, per ora, promette di crescere ancora.

Il segreto del successo di Nvidia

Ma qual è il segreto di questo successo? E quali garanzie ci sono che questo miracolo non si risolva in un formidabile sboom? A suo favore Nvidia può vantare un track record unico al mondo nello sviluppo del digitale svolgendo un ruolo cruciale in tre settori di enorme importanza, contribuendo a cambiare la storia dei videogiochi, massimizzando l’efficienza dell’intelligenza artificiale basata su deep learning e diventando centrale anche nel mondo delle criptovalute.

La grande avventura ha preso il via nel 1993 quando Huang, nativo di Taiwan, assieme a i colleghi Chris Malachoswky e Curtis Priem decide di fondare una società specializzata in Gpu (graphic processing unit), processori grafici in 3D, laddove le classiche Cpu (central processing unit) erano progettate per svolgere una più vasta gamma di lavori.

In poche parole, le Gpu sono inizialmente studiate soprattutto per i videogiochi, l’area di business che proprio in quell’anno decolla con il lancio della prima Playstation. Ed è questo il settore che garantisce il primo successo dell’azienda di Silicon Valley: la scheda grafica Ge Fiece 256. Con il passare degli anni le applicazioni delle GPU si ampliano. La prima svolta avviene nel 2012 quando dai laboratori di Nvidia si realizzano i primi chips in grado di riconoscere con grande precisione un gatto all’interno di un’immagine. Così negli ultimi anni si scopre che questi processori – per via della loro architettura – sono molto più adatti delle Cpu anche in altri due settori di importanza non trascurabile: il mining di criptovalute e le applicazioni legate agli algoritmi di deep learning.

Nvidia e la potenza dei chip 

Ma negli ultimi dieci anni, grazie ad uno sforzo finanziario nell’ordine di 30 miliardi dollari, Nvidia si è trasformato da semplice fornitore di chips (pensati in casa, prodotti da altri su licenza) in un’azienda capace di produrre sistemi più complessi dall’A alla Z, compresi i supercomputer. Intanto sempre più spesso i chip di nuova generazione (ne nascono due all’anno) vengono affittati a caro prezzo piuttosto che venduti, garantendo così a Nvidia un grande potere rispetto all’intero sistema digitale. 

Si spiega così la fresca fama di Hensen Huang che in un recente incontro all’Università di Taiwan è stato sommerso dalla richiesta di migliaia di autografi. Una bella soddisfazione per il tycoon che oggi vale 40 miliardi di dollari ma che alle spalle ha un passato non sempre facile. Nel 1973 i genitori decisero di inviare lui e suo fratello in Usa. Ma stando a un’intervista rilasciata da Huang nel 2012, i due finiscono a studiare “per errore” all’Oneida Baptist Institute in Kentucky. Una scuola che “era più simile a un riformatorio che al rispettabile istituto in cui gli affidatari del fondatore di Nvidia credevano di avermi mandato” ricorda Huang: “I ragazzi erano molto duri, avevano tutti dei coltelli in tasca, e quando ci sono delle risse non è bello. Le persone si fanno male”.

Ma stavolta c’è il lieto fine. La conclusione di questa storia – ricorda – è che ho adorato il tempo trascorso là: Abbiamo lavorato duro, studiato duro e conosciuto ragazzi molto duri” Che volete che sia per uno così la sfida del ChatGPT.

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