Condividi

Banner FIRSTonline

Nexi, offerta da 1 miliardo del fondo Tpg per la divisione Digital Banking Solutions

Bloomberg rivela la trattativa, la società milanese conferma: il cda valuterà entro metà dicembre

Nexi, offerta da 1 miliardo del fondo Tpg per la divisione Digital Banking Solutions

Dopo mesi di indiscrezioni, è arrivata la conferma. Nexi ha ricevuto un’offerta vincolante dal fondo americano Tpg (Texas Pacific Group) per l’acquisto della sua divisione Digital Banking Solutions (Dbs), che comprende anche la rete interbancaria nazionale. A dare per prima la notizia è stata Bloomberg, citando fonti vicine al dossier, e la società milanese l’ha poi confermata con una nota ufficiale diffusa nel pomeriggio.

Nel comunicato, Nexi precisa di aver ricevuto da Tpg “un’offerta soggetta a diverse condizioni per l’acquisto di asset facenti parte della business unit Digital Banking Solutions”, aggiungendo che il consiglio di amministrazione si è riservato ogni valutazione in merito.

Tpg: offerta da circa un miliardo di euro

Secondo Bloomberg, l’offerta messa sul tavolo da TPG ammonta a circa 1 miliardo di euro e rappresenta l’evoluzione di una trattativa avviata già a inizio anno. Già a marzo, infatti, il fondo texano, specializzato in private equity e quotato al Nasdaq, aveva presentato una proposta preliminare da circa 850 milioni, poi rimodulata al rialzo dopo mesi di negoziazioni.

Il nuovo piano sarebbe stato presentato al consiglio di amministrazione di Nexi all’inizio di questa settimana, con una scadenza fissata a metà dicembre per decidere se procedere con la transazione.

Chi è Tpg

Tpg, acronimo di Texas Pacific Group, è una delle principali società di private equity statunitensi, con sede a Fort Worth, in Texas, e una presenza globale che spazia dagli Stati Uniti all’Asia e all’Europa. Fondata nel 1992, gestisce decine di miliardi di dollari in asset ed è attiva in diversi settori, dai beni di consumo alla tecnologia, dalla sanità ai servizi finanziari. Quotata al Nasdaq dal 2022, Tpg si è classificata nel 2023 al sesto posto della classifica PEI 300 di Private Equity International, che elenca i maggiori operatori del private equity mondiale.

Le ragioni di un’operazione complessa

L’offerta di TPG si inserisce nel contesto di una strategia di razionalizzazione portata avanti dall’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo, che negli ultimi anni ha guidato Nexi attraverso una serie di acquisizioni, tra cui quella della nordica Nets nel 2020, per rafforzare il gruppo come leader europeo nei pagamenti digitali.

Oggi però il settore vive una fase di forte pressione competitiva. I margini si assottigliano, i volumi crescono ma non abbastanza da compensare l’aumento dei costi e la concorrenza si fa sempre più serrata. In questo contesto, la capitalizzazione di Nexi si è ridotta di circa il 70% negli ultimi cinque anni, segnale di un mercato che attende un cambio di passo. La cessione di parte delle attività legate al digital banking rappresenterebbe quindi un’occasione per ridurre il debito, semplificare la struttura del gruppo e concentrarsi sui segmenti più redditizi e a maggiore potenziale di crescita.

Ma non solo Nexi soffre. Anche la francese Worldline, sua concorrente principale, sta affrontando difficoltà analoghe: ha annunciato la volontà di raccogliere 500 milioni di euro in nuove azioni per sostenere un piano di rilancio e riconquistare la fiducia degli investitori dopo anni di turbolenze.

Precedenti e ostacoli

Non è la prima volta che Nexi tenta di valorizzare la divisione Digital Banking Solutions. Nel 2023, il gruppo aveva trattato con il fondo infrastrutturale F2i una possibile cessione per circa 800 milioni di euro, poi sfumata per divergenze sul prezzo.

Le discussioni con Tpg non sono prive di ostacoli. C’è da superare la resistenza di alcuni azionisti, tra cui Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) – titolare di circa il 14,5% del capitale – preoccupati per il destino della rete interbancaria, considerata un’infrastruttura critica per il sistema finanziario italiano.

Secondo quanto riferito da Bloomberg, anche una parte del governo avrebbe espresso cautela, ritenendo la piattaforma “di rilevanza nazionale”. È un giudizio che pesa sul tavolo delle trattative, perché l’ombra del golden power resta sullo sfondo, pronta a intervenire in caso di passaggio di controllo di asset strategici.

Ma intanto il mercato applaude

La notizia dell’offerta di Tpg ha subito riacceso l’interesse degli investitori. A Piazza Affari le azioni Nexi sono balzate fino al +3,7%, sfiorando quota 4 euro nel corso della seduta. Il titolo, reduce da giornate difficili dopo la pubblicazione dei conti, viaggia verso la chiusura ora intorno ai 4,01 euro (+0,58%), segno che il mercato guarda con favore alla prospettiva di una possibile svolta strategica per il gruppo dei pagamenti digitali.

Commenta