Le azioni di Netflix hanno subito forti vendite, sia nell’after hours ieri a Wall Street, sia stamane a Francoforte, dopo l’annuncio dell’addio del presidente e co-fondatore Reed Hastings e dati trimestrali che non hanno soddisfatto le attese. Le società di streaming a Francoforte sono in calo dell’8,7%, mentre a New York nell’afterhour avevano perso il 9%, mostrando comunque un rialzo di circa il 15% quest’anno.
L’addio di Hasting arriva in un momento delicato per Nextlix
L’addio di Hastings, che ha co-fondato la società 29 anni fa, arriva per la verità in un momento poco opportuno per l’azienda. Netflix è alla ricerca di nuove vie di crescita poiché le vendite stanno rallentando a causa della concorrenza, mentre l’opportunità di trasformazione e slancio che si sarebbe verificata con la fusione con Warner Bros Discovery è caduta nel nulla. Hastings, 65 anni, ha detto che non si ricandiderà alle elezioni dell’assemblea annuale di giugno e che intende dedicarsi alla filantropia e ad altre attività. Hastings aveva fornito il capitale iniziale per avviare Netflix come servizio di noleggio Dvd per posta, succedendo al co-fondatore Marc Randolph come ceo nel 1999. Guidò l’azienda nella sua storica battaglia con Blockbuster Video e fu il principale artefice del passaggio allo streaming, portando il servizio in oltre 190 territori e trasformando Netflix nella società di intrattenimento di maggior valore al mondo.
Del resto Netflix ha sempre detto agli investitori che l’acquisizione di Warner Bros era un’opzione “desiderabile, non indispensabile”. Ora, in una lettera agli azionisti, dice che la sua strategia continuerà a puntare sull’intrattenimento globale, offrendo film e serie per tutti i gusti, culture e lingue. L’azienda ha anche detto di voler utilizzare anche la tecnologia per migliorare l’esperienza dell’utente, visto che i ricavi pubblicitari sono sulla buona strada per raggiungere i 3 miliardi di dollari nel 2026, il doppio rispetto all’anno precedente.
Il co-amministratore delegato dell’azienda, Greg Peters, ha dichiarato che Netflix ha chiuso lo scorso anno con oltre 325 milioni di abbonati paganti e intrattiene un pubblico che si avvicina al miliardo di persone. “Ma anche considerando questi numeri, abbiamo ancora ampi margini di crescita nel nostro mercato potenziale”, ha affermato.
Nel primo trimestre utile netto quasi raddoppiato grazie anche all’incasso della penale da 2,8 miliardi dal fallimento dell’operazione Warner Bros. Discovery
Il colosso dello streaming ha registrato un utile netto di 5,28 miliardi di dollari, quasi raddoppiando i 2,89 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente e gli utili per azione si sono attestati a 1,23 dollari rispetto ai 66 centesimi per azione dello stesso trimestre dell’anno precedente. A sostenere il risultato un utile operativo superiore alle attese e la penale da 2,8 miliardi di dollari incassata per la risoluzione dell’accordo di fusione con Warner Bros. Discovery e l’utile operativo è cresciuto del 18% a 4 miliardi di dollari. Il fatturato ha segnato un incremento del 16%, passando da 10,54 a 12,25 miliardi di dollari, battendo i 12,18 miliardi delle stime.
Invece deludono le previsioni sul secondo trimestre
Ciò che invece ha deluso i mercati sono state le previsioni per il futuro. Netflix ha confermato invariata la guidance per il 2026, con ricavi previsti tra 50,7 e 51,7 miliardi di dollari. Per il secondo trimestre, la società stima una crescita del fatturato del 13,5%, a circa 12,57 miliardi — appena superiore al ritmo del primo trimestre, ma al di sotto dei 12,64 miliardi attesi dagli analisti. L’utile per azione è previsto a 78 centesimi, nettamente sotto gli 84 centesimi stimati da Wall Street.