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National Gallery, c’è una nuova opera: un’ardesia proveniente dalla cava gallese che durante la guerra ospitò i dipinti della nazione

Una tavoletta incisa in ardesia, proveniente dal paesaggio del Galles del Nord, è stata recentemente inaugurata alla National Gallery per ricordare la cava di Manod, nel parco di Eryri (Snowdonia), che durante la Seconda guerra mondiale custodì e mise in salvo molte delle opere più importanti della collezione nazionale britannica

National Gallery, c’è una nuova opera: un’ardesia proveniente dalla cava gallese che durante la guerra ospitò i dipinti della nazione

L’iscrizione, in gallese e in inglese, recita: «Questa ardesia proviene dalla cava di Manod, nel Galles del Nord, dove i dipinti della National Gallery furono protetti durante la Seconda guerra mondiale».

National gallery
Jeremy Deller, designed and carved by John Neilson, Manod Slate Tablet, 2025 © Jeremy Deller / John Neilson; Photo: The National Gallery, London

L’opera, intitolata Manod Slate Tablet, è stata concepita dall’artista Jeremy Deller e progettata e incisa dal maestro scalpellino John Neilson. Commissionata da Mostyn, centro d’arte contemporanea di Llandudno, con il sostegno di CELF, la rete nazionale per l’arte contemporanea del Galles, la tavoletta è stata donata alla National Gallery in occasione di The Triumph of Art, un progetto artistico diffuso a livello nazionale che ha concluso le celebrazioni per il Bicentenario della National Gallery (2024–2025). L’opera è esposta in modo permanente nel Portico Vestibule della National Gallery, non lontano dal celebre mosaico pavimentale di Boris Anrep raffigurante Winston Churchill in tempo di guerra, creando un potente dialogo visivo e simbolico tra arte, memoria e storia.

Tavoletta ardesia
Container della GWR in arrivo alla cava di Manod durante la Seconda guerra mondiale

Quando l’arte scese sottoterra

Nel maggio del 1940, con l’Europa sull’orlo del collasso e l’invasione della Gran Bretagna ritenuta imminente, si rese necessario un piano per proteggere la collezione nazionale. Tra le ipotesi vi fu l’evacuazione delle opere in Canada, ma il rischio di attacchi dei sottomarini tedeschi spinse il direttore della National Gallery, Kenneth Clark, a consultare il Primo Ministro Winston Churchill, che respinse l’idea con decisione. La miniera di ardesia di Manod si rivelò la soluzione ideale. L’ingresso fu ampliato per consentire il passaggio delle opere più grandi e all’interno delle caverne furono costruite strutture protettive per garantire condizioni stabili di temperatura e umidità. Nell’estate del 1941, l’intera collezione era al sicuro nel suo rifugio sotterraneo, dove rimase fino al 1945. Quell’esperienza ebbe un impatto duraturo: le osservazioni condotte in miniera influenzarono profondamente i criteri di conservazione adottati nel dopoguerra, portando all’introduzione dell’aria condizionata e al rafforzamento delle pratiche scientifiche e conservative della National Gallery.

Un’eredità contemporanea

La Manod Slate Tablet è uno dei lasciti di The Triumph of Art, progetto che ha coinvolto artisti, istituzioni e giovani, anche attraverso una collaborazione con la compagnia teatrale gallese Frân Wen, dando vita a performance e narrazioni ispirate ai luoghi che avevano protetto i dipinti durante la guerra. Come ha sottolineato Sir Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery, la tavoletta «ricorda il momento cruciale in cui, durante il conflitto, le opere della nazione furono nascoste nelle grotte delle colline di ardesia del Galles del Nord per essere preservate per le generazioni future». Un piccolo oggetto, sobrio e potente, che restituisce voce a un episodio straordinario di tutela del patrimonio e ribadisce un principio universale: anche nei momenti più bui, l’arte va protetta, perché custodisce la memoria e il futuro di una comunità.

“Hide them in caves and cellars, but not one picture shall leave this island”. (Winston Churchill, 1940)

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