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Mps: il piano punta a 3,7 miliardi di utili al 2030, ai soci 16 miliardi. Lovaglio: “Fusione con Mediobanca entro il 2026”

Mps ha approvato il piano industriale 2026-2030, dal quale emerge, grazie all’integrazione con Mediobanca, come il “terzo player italiano” nel settore bancario, con oltre 7 milioni di clienti. Il concambio per la fusione entro il 10 marzo. Il titolo scivola in Borsa

Mps: il piano punta a 3,7 miliardi di utili al 2030, ai soci 16 miliardi. Lovaglio: “Fusione con Mediobanca entro il 2026”

Mps ha approvato il piano industriale 2026-2030, dal quale emerge, grazie all’integrazione con Mediobanca, come il “terzo player italiano” nel settore bancario, con oltre 7 milioni di clienti. Il gruppo, si legge in una nota, prevede di raggiungere un utile netto adjusted di 3,3 miliardi nel 2028 e 3,7 miliardi al 2030. Inoltre, secondo le stime, saranno distribuiti nell’arco di piano circa 16 miliardi agli azionisti.

Intanto, a Piazza Affari il titolo Mps scivola (-3,5% poco prima delle 10), dopo un avvio positivo con la presentazione del nuovo piano che prevede l’integrazione con Mediobanca (-2,4%).

Mps, i numeri del nuovo piano

Il piano – che è stato chiamato Da radici profonde a nuove frontiere, una forza competitiva di primo piano nel settore bancario – prevede di contenere la crescita dei costi operativi dai 3,5 miliardi di euro del 2025 a 3,6 miliardi nel 2030, con un miglioramento del cost/income ratio dal 46% al 38%, mentre i ricavi saliranno da 7,6 a 9,5 miliardi. La politica dei dividendi prevede un pay-out (percentuale di utile destinata a cedola) del 100% lungo tutto l’orizzonte di piano.

Il mantenimento di un indicatore patrimoniale Cet1 del 16% garantirà “una posizione patrimoniale best-in-class” e “un’elevata flessibilità strategica” mentre sul fronte dei crediti deteriorati l’obiettivo è di arrivare a una percentuale netta sul portafoglio crediti dell’1% entro il 2030.

Il piano, approvato nella tarda serata di giovedì dal cda del Monte, “segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti”.

Il piano prevede la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, “con l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità distintive, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e realizzando appieno il potenziale di sinergie pari a 700 milioni”. L’integrazione avverrà con “un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei principali passaggi societari e di governance atteso entro la fine del 2026, seguito dalla piena realizzazione del modello operativo e IT target”.

Al centro del piano, che si avvantaggerà di investimenti digitali per un miliardo di euro, “vi è la valorizzazione di brand iconici, ampiamente riconosciuti e caratterizzati da un elevato livello di fiducia, al servizio di oltre 7 milioni di clienti, e di un franchise commerciale profondamente radicato”. Tale base “è ulteriormente rafforzata da un mix di business altamente diversificato e complementare, che migliora la qualità e la resilienza degli utili nel corso dei diversi cicli economici”.

Mps, sinergie con Mediobanca

Mps prevede di incorporare Mediobanca “con l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità distintive, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e realizzando appieno il potenziale di sinergie pari a 700 milioni di euro“. Lo comunica ancora Mps nella nota sul nuovo piano industriale.

Mps, M&A o remunerazione soci

Mps disporrà di una “significativa solidità patrimoniale”, con un indicatore di capitale cet1 ratio pari “a circa il 16% lungo l’intero orizzonte di piano”. L’ “elevato buffer di capitale”, pari “a circa 3 miliardi”, si legge in una nota, “consente ampia flessibilità strategica per valutare nuove opportunità sia di crescita che di remunerazione agli azionisti“.

Mps, investimenti digitali

Tra i pilastri fondamentali del nuovo piano industriale di Mps al 2030 figura “la tecnologia e la trasformazione digitale” per le quali il Monte “ha definito un’agenda digitale e di intelligenza artificiale unificata, con investimenti IT pari a circa 1 miliardo di euro nel periodo 2026-2030, finalizzati a modernizzare, mettere in sicurezza e scalare le piattaforme e le operazioni del gruppo”.

La strategia, si legge in una nota, “è incentrata sull’implementazione di un unico motore digitale e di AI a supporto di customer journey end-to-end, di processi decisionali e di concessione del credito più rapidi e di una maggiore efficienza operativa. Questo approccio tecnologico – prosegue la nota – è atteso generare una leva operativa sostenibile, accelerare l’esecuzione a livello di gruppo e supportare il successo dell’integrazione del perimetro combinato”.

Mps, dalla quota in Generali l’8% dei ricavi

“Principal Investing rappresenta un contributore di utili diversificato, con ricavi in crescita da circa 0,6 miliardi nel 2025 a circa 0,8 miliardi nel 2030, principalmente sostenuti dalla partecipazione pari a circa il 13% in Assicurazioni Generali“. Lo si legge nella nota sul piano di Mps nella parte dedicata al Corporate investment banking and principal investing che dà conto delle attività che rimarranno nella nuova Mediobanca. Il Principal Investing – viene spiegato – assicura una generazione di utili diversificata e non correlata, includendo la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali; la divisione contribuisce per circa l’8% ai ricavi del gruppo.

La partecipazione del 13% in Assicurazioni Generali “garantisce diversificazione e stabilità negli utili del gruppo“, ha detto l’ad di Mps Luigi Lovaglio a commento delle slide spiegando che “questa attività è indipendente dal nostro ciclo bancario principale e funge da riserva strategica di capitale, migliorando la visibilità degli utili e sostenendo la solidità a lungo termine del gruppo”. I ricavi dal contributo della quota in Generali nel piano cresceranno con una crescita media annua aggregata (cagr) dell’8% fino a 0,8 miliardi a fine piano nel 2030.

Mps, hub in Medioriente

Il piano di Mps che include Mediobanca prevede la crescita all’estero per il corporate e investment banking (cib), anche in Medio Oriente. Lo sviluppo internazionale – spiega la nota sul piano – rappresenta un driver di crescita centrale ed è articolato lungo diverse direttrici: espansione guidata dall’advisory nei principali mercati europei (Spagna, Francia, Regno Unito e Germania); rafforzamento della presenza negli Stati Uniti, in particolare nelle attività di Markets e advisory; sviluppo di nuovi hub internazionali, inclusa l’area del Medio Oriente, a supporto della copertura di investitori istituzionali e fondi sovrani. Il piano parte da ricavi del cib pari a circa 1 miliardo nel 2025 e un risultato ante imposte di 0,6 miliardi, con una traiettoria verso un margine di intermediazione pari a circa 1,3 miliardi e un utile prima delle imposte di circa 0,8 miliardi entro il 2030, a fronte di impieghi in crescita da circa 22 miliardi a circa 27 miliardi.

Mps, concambio per fusione Mediobanca entro il 10 marzo

Banca Monte dei Paschi di Siena, nel contesto dei lavori del cda riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione, fa sapere che stanno proseguendo, con il supporto dei propri advisor, le attività istruttorie e di analisi in vista della definizione del progetto di fusione con Mediobanca e del relativo concambio. Il board e il comitato per le parti correlate, si legge in una nota, proseguiranno le rispettive attività istruttorie che si prevede possano concludersi il giorno 10 marzo.

Mps, cosa ha detto Lovaglio

I 3 miliardi di capitale in eccesso di cui dispone Mps “ci garantisce flessibilità strategica e una potenza di fuoco per gli azionisti che poche banche in Europa possono eguagliare”. Lo ha detto il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call con gli analisti, il quale ha poi aggiunto: “Entro la fine del 2026 avremo completato la fusione” con Mediobanca, “integrato i sistemi It” e “garantito la fidelizzazione dei talenti chiave”.

Mps – ha proseguito – è “un gruppo che ha ormai raggiunto dimensioni europee, con la solidità necessaria per cogliere nuove opportunità di crescita del valore sia in Italia che all’estero”. I “principali centri finanziari europei” in cui Mediobanca è già presente – cioè Parigi, Madrid, Francoforte, Londra, Lussemburgo, Zurigo, Monaco – rappresentano “piattaforme operative che già servono clienti istituzionali, imprenditori, aziende e individui con un elevato patrimonio netto”. Ora come gruppo unico “possiamo sfruttare queste piattaforme per espandere il nostro business”.

Mps – ha detto ancora – ha creato “circa 10 miliardi di euro di valore azionario” dall’aumento di capitale del 2022, “a dimostrazione del fatto che questo team esegue, supera le aspettative e produce risultati in anticipo rispetto al previsto. Nel 2025 – ha aggiunto – abbiamo conseguito risultati che hanno superato in anticipo gli obiettivi del piano precedente, confermando la forza e la disciplina di questo management team. Abbiamo lanciato e completato l’ops su Mediobanca con un tasso di accettazione dell’86,3%, guadagnando la fiducia degli investitori italiani e internazionali”.

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