Il gruppo Caltagirone potrà superare il 10% di Mps. La Banca Centrale Europea ha autorizzato l’imprenditore romano ad aumentare la sua partecipazione in Monte dei Paschi fino al 20% del capitale. Manca ancora l’ufficialità, ma il via libera sarebbe arrivato nella serata di lunedì dopo che ad agosto la società aveva presentato una richiesta di incremento della partecipazione. All’epoca era ancora in corso l’opas della banca senese su Mediobanca, conclusasi poi con Mps all’86,3% di Piazzetta Cuccia. Una quota che, a cascata, ha portato Caltagirone al 10,2% e Delfin al 17,5%.
Caltagirone potrà salire al 20% di Mps
Tre mesi fa, quando era stata presentata la richiesta, i diritti di voto eccedenti il 9,9% erano stati sterilizzati e Caltagirone aveva assunto l’impegno a non presentare liste di maggioranza per il cda di Mps con la quota sopra il 10%. Con il via libera della Bce non solo il gruppo romano potrà salire fino al 20%, ma questi vincoli vengono meno e dunque i diritti tornano pienamente esercitabili.
Una decisione, quella di Francoforte, che mette Caltagirone di fronte a diverse possibilità. Se vorrà, potrà salire ulteriormente nel capitale dell’istituto guidato da Luigi Lovaglio. In questo caso non potrà presentare una lista di maggioranza, ma potrà sostenere candidature altrui o presentarne eventualmente una di minoranza. In alternativa, potrà scendere al 9,9% e puntare su una lista di maggioranza. Con un occhio sempre sulle Generali, da anni vero oggetto del desiderio dell’imprenditore romano, che della compagnia del Leone vorrebbe la presidenza.
Sullo sfondo resta Delfin, che attualmente ha in mano il 17,5% di Mps. Una partecipazione “finanziaria” su cui Delfin ha già messo le cose in chiaro: “non intende esercitare, né è in condizione di esercitare, il controllo, anche nella forma dell’influenza dominante” su Mps e non intende comprare altre azioni “nei sei mesi successivi” al 15 settembre, ovvero nei prossimi quattro mesi.
