L’esposizione inaugura la IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna, un evento unico che, per tre mesi, animerà la città con mostre, installazioni e iniziative dedicate a un linguaggio artistico millenario, capace di rinnovarsi e dialogare con la contemporaneità.
Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera esplora un aspetto poco noto della produzione dell’artista
Il suo legame con il mosaico, sviluppato a partire dagli anni ’50 in stretta collaborazione con la città di Ravenna e i suoi eccellenti mosaicisti. La prima tappa della mostra si è tenuta a Nizza, da maggio a settembre 2025, come continuazione dei cicli di approfondimento sulle diverse tecniche di Chagall promossi dal museo francese.
La mostra è frutto di una coproduzione tra il Musée national Marc Chagall di Nizza e il MAR, a cura di Anne Dopffér, direttore generale dei Musées nationaux du XXe siècle des Alpes-Maritimes, Gregory Couderc, responsabile scientifico del Musée national Marc Chagall, Giorgia Salerno, conservatrice del MAR, e Daniele Torcellini, direttore artistico della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo. Il progetto si avvale della collaborazione di Archives & Catalogue raisonné Marc Chagall.
Il legame tra Marc Chagall e Ravenna nasce nel 1954
L’anno in cui l’artista visita la città e resta profondamente colpito dalla bellezza e dalla spiritualità dei mosaici bizantini. Nel 1955, su iniziativa di Giuseppe Bovini, allora direttore del Museo Nazionale di Ravenna, e dello storico dell’arte Lionello Venturi, Chagall viene invitato a partecipare alla Mostra di Mosaici Moderni. Il comitato scientifico della mostra includeva figure illustri come Giulio Carlo Argan e Palma Bucarelli. Artisti italiani di fama internazionale, tra cui Afro, Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso ed Emilio Vedova, inviarono bozzetti su carta rigida, trasformati dai mosaicisti ravennati in interpretazioni musive, molte delle quali costituiscono oggi il nucleo storico della collezione del MAR.
Proprio a Ravenna Chagall realizza il suo primo mosaico, Le Coq bleu, esposto eccezionalmente nelle due versioni musive realizzate da Antonio Rocchi e Romolo Papa, insieme al bozzetto originale. La mostra si sviluppa poi attraverso quattordici progetti monumentali di Chagall realizzati tra il 1958 e il 1986 in Francia, Stati Uniti, Israele e Svizzera, con opere provenienti da istituzioni e collezioni internazionali. Bozzetti, gouaches, disegni e mosaici documentano il processo creativo dell’artista, affiancati da dipinti, incisioni e litografie. Per la prima volta in Italia e dopo decenni di assenza dal pubblico, viene esposto il grande mosaico Le Grand Soleil (1965-1967), realizzato da Chagall insieme al mosaicista ravennate Lino Melano. Originariamente donato dall’artista alla moglie Valentina per la loro dimora a Saint-Paul-de-Vence, il mosaico torna a splendere grazie al restauro di Benoit e Sandrine Coignard, promosso dal MAR.
Il percorso espositivo include opere iconiche come Les Amoureux (1964), Le Char d’Elie (1973), Le Cour (1964), Le Message d’Ulysse (1968), Orphée (1969-1971), Le Mur des Lamentations (1965-1966) e The Four Seasons (1974), oltre a un approfondimento sul lavoro dei mosaicisti ravennati Romolo Papa, Antonio Rocchi e Lino Melano, che hanno collaborato direttamente con Chagall. La mostra racconta anche le connessioni tra la Scuola di Mosaico dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il Gruppo Mosaicisti e l’École d’Art Italien a Parigi, diretta da Gino Severini, sottolineando l’importanza della collaborazione tra Chagall e i mosaicisti ravennati.
La Biennale è promossa e organizzata dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e al Mosaico, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, di Marcegaglia e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Imagine di copertina: Marc Chagall, Le coq bleu, 1955-59, mosaico realizzato da Antonio Rocchi, Ravenna, MAR Museo d’Arte della città © Chagall ®, SIAE 2025
