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Manovra, la Ue ha già bocciato il Def e il deficit al 2,4%

In una lettera inviata a Tria, gli eurocommissari Moscovici e Dombrovskis esprimono la “grave preoccupazione” della Ue per la “deviazione significativa” dai parametri europei – Se non ci saranno altre correzioni entro il 15 lo scontro è inevitabile con riflessi inevitabili sui rating attesi a fine mese – Su 40 miliardi di manovra manca ancora la copertura per 17 miliardi – VIDEO.

Manovra, la Ue ha già bocciato il Def e il deficit al 2,4%

L’Unione europea boccia seccamente il deficit al 2,4% per il 2019 previsto dal Def (Documento di Economia e finanza) dal Governo italiano. Lo scrivono gli eurocommissari Moscovici e Dombrovskis in una lettera inviata ieri al ministro dell’Economia, Giovanni Tria che nei giorni scorsi aveva illustrato alla Commissione europea i cardini della manovra di bilancio.

I due eurocommissari esprimono “grave preoccupazione” per quella che ritengono una “significativa deviazione” del Def dai parametri europei e avvisano che, se in Parlamento l’obiettivo del 2,4% di deficit per il 2019, non verrà corretto, la manovra sarà bocciata e l’Italia andrà incontro alla procedura d’infrazione con effetti inevitabili sul rating del nostro debito che le agenzie diffonderanno a fine ottobre e che potrebbe infiammare i mercati.

Dopo l’allerta dell’Europa, la tensione ai vertici del Governo è palpabile, anche perchè le coperture per le spese previste nella manovra sia per il reddito di cittadinanza che per l’avvio della flat tax e soprattutto per lo smontaggio delle legge Fornero sulle pensioni sono tutt’altro che certe e, allo stato, mancherebbero 17 miliardi su 40.

 

Ma il leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, che teme il ridimensionamento degli stanziamenti per il reddito di cittadinanza, non ci sta e insiste nel dire che il 2,4% di deficit non si tocca, malgrado il Quirinale – dopo le visite del presidente della Bce Mario Draghi e del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco – abbia raccomandato molta prudenza al Governo per prevenire sia lo scontro frontale con l’Europa che una possibile crisi finanziaria. E il presidente dell’Europarlamento e n.2 di Forza Italia, Antonio Tajani, non ha mancato di bollare come “dissennata” la manovra del Governo.

 

In realtà, Cinque Stelle e Lega fanno spallucce perchè lo scontro con l’Europa sarebbe il leitmotiv della prossima campagna elettorale europea, anche se a farne le spese saranno gli italiani e soprattutto i contribuenti onesti che, dopo aver regolarmente pagato le tasse, si vedono oro beffati da una pace fiscale, come quella prevista dal Def, che prevede di fatto un condono senza sanzioni e spese di mora pagabile in cinque anni.

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