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Made in Italy, macchinari per l’alimentare: industria di eccellenza con un export da primato

L’Italia è il primo esportatore mondiale, con una quota del 14,9% e un ammontare da 4,1 miliardi. Uno studio di Sace spiega le sfide per il settore

Made in Italy, macchinari per l’alimentare: industria di eccellenza con un export da primato

I macchinari per l’alimentare rappresentano un comparto della meccanica strumentale Made in Italy di rilievo internazionale. Il comparto, oggetto dell’ultimo studio Sace, è composto da diversi segmenti che spaziano dai forni per la panetteria e pasticceria agli apparecchi per la distillazione, passando per gli essiccatori per prodotti agricoli. 

Lo scorso anno le esportazioni italiane di questi beni hanno superato il valore di 4,1 miliardi di euro, proseguendo nella loro dinamica di crescita (+8,1% rispetto al 2021 e +16,4% il 2021 sul 2020). L’Italia è il primo esportatore mondiale, con una quota del 14,9%, davanti a Germania (quota del 14,6% e 4,1 miliardi di euro) e Cina (11,1% per 3,1 miliardi di euro). Questo primato è reso possibile da diversi fattori, in primis gli elevati standard di qualità del mercato domestico che richiedono una forte specializzazione – e personalizzazione – dei macchinari.

Non solo food, anche le macchine sono protagoniste

Il comparto di maggior peso (oltre 2 miliardi, in costante crescita) è quello degli altri macchinari alimentari, dove l’Italia vanta una posizione di eccellenza, seconda solo alla Germania (14,5% contro il 16,2% tedesco). Il secondo comparto per rilevanza è quello degli apparecchi per la preparazione di bevande e cibi caldi dove l’Italia risulta essere il primo esportatore, davanti alla solita Germania (1,3 miliardi di euro e 20% contro 1 miliardo e 16,6%, rispettivamente export e quota di mercato).

Il primo mercato di destinazione sono gli Usa, che accolgono circa il 10% delle vendite e dove la domanda è particolarmente sostenuta negli ultimi anni, confermatasi nei primi sei mesi di quest’anno (+7,4%). A seguire la buona performance in Francia, Germania (nonostante una tendenza in calo) e Spagna.

In termini strutturali le sfide per il settore arrivano dalle tendenze trasformatrici in atto: il cambiamento delle abitudini alimentari dei consumatori, con l’attenzione particolare al plant-based come alternativa sostenibile, così come la sempre crescente richiesta di tracciabilità dei prodotti lungo la filiera.

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