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Lo “Scudo” di Garibaldi di Antonio Ximenes è di nuovo esposto al Vittoriano di Roma dopo il restauro

Lo Scudo di Garibaldi, straordinario capolavoro dell’arte celebrativa ottocentesca realizzato da Antonio Ximenes, è tornato oggi alla visione del pubblico dopo un lungo e accurato intervento di restauro

Lo “Scudo” di Garibaldi di Antonio Ximenes è di nuovo esposto al Vittoriano di Roma dopo il restauro

La presentazione si è svolta giovedì 17 dicembre presso la Sala Altoviti del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, alla presenza di Edith Gabrielli, direttrice dell’istituto, che ha accompagnato i visitatori in un approfondimento storico-artistico sull’opera. La scultura resterà esposta fino al 12 aprile 2026. L’inaugurazione è stata preceduta dalla conferenza “Lo Scudo di Garibaldi. Antonio Ximenes e la celebrazione del mito garibaldino”, a cura di Valerio Terraroli, ospitata nella Sala del Refettorio di Palazzo Venezia. All’incontro hanno partecipato, insieme alla direttrice Gabrielli, il Colonnello Paolo Befera, comandante del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e protagonista del recupero dell’opera, oltre a diversi esperti del settore.

Opera in bronzo cesellato, trafugata e recuperata

Lo Scudo, commissionato dal popolo siciliano per celebrare Giuseppe Garibaldi e l’impresa dei Mille, è realizzato in bronzo cesellato, parzialmente dorato e argentato. Ispirato al clipeo classico, presenta al centro la testa dorata dell’Eroe dei Due Mondi, affiancata dai nomi delle città siciliane conquistate e, lungo il bordo, dai nomi dei garibaldini protagonisti della spedizione. L’opera era stata trafugata nei primi anni Duemila e recuperata nel 2019 grazie all’intervento del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Il recente restauro, eseguito dal Consorzio Artificia, ha restituito piena leggibilità ai dettagli e alla preziosità del bronzo, permettendo oggi una nuova valorizzazione e fruizione da parte del pubblico.

L’iniziativa rientra nel progetto “Reintegrazioni

Dai depositi al percorso di visita”, volto a riportare in esposizione opere a lungo custodite nei depositi museali del VIVE. Il progetto, ideato e diretto da Edith Gabrielli con la collaborazione di Alessandro Tomei, Barbara Agosti e Valerio Terraroli, ha incluso uno studio approfondito delle collezioni e la creazione di un catalogo online consultabile sul sito dell’istituto.

«Lo Scudo di Garibaldi rappresenta un capolavoro dell’arte celebrativa di fine Ottocento – ha dichiarato Edith Gabrielli –. Con questo progetto vogliamo trasformare opere fino ad oggi invisibili in testimonianze vive della nostra storia artistica e culturale». Il ciclo “Reintegrazioni” conferma così la sua importanza come occasione di riscoperta e valorizzazione del patrimonio nazionale, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere e approfondire la storia e l’arte del Risorgimento italiano.

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