E’ stato finalmente svelato a Roma l’atteso Michelangelo Dome, il nuovo progetto firmato Leonardo per garantire all’Italia e all’Europa un sistema anti-missilistico di avanguardia. Già in occasione dei risultati trimestrali presentati a inizio novembre, l’amministratore delegato Roberto Cingolani aveva parlato dell’approccio “multidominio” per la Difesa e preannunciato la presentazione del nuovo gioiello al mercato a fine mese. Lo scudo somiglia all’Iron Dome israeliano, e utilizza l’Intelligenza artificiale per collegare diverse piattaforme (una filosofia simile a quella del progetto dei caccia di ultima generazione Gcap, che vede coinvolti Italia, Uk e Giappone) in maniera da creare una cupola di difesa che, secondo quanto era stato riportato in anteprima dal Financial Times, è basata su standard Nato e può essere adattata alle esigenze di Paesi diversi in base alle tecnologie in loro possesso.
Il sistema sarà in grado di neutralizzare qualsiasi tipo di minaccia, aerea ma anche terrestre e marina
Il sistema infatti, senza farne mistero, è pensato per uno scenario di guerra e più precisamente per “rispondere alle minacce emergenti in uno scenario globale sempre più complesso”, proteggendo “infrastrutture critiche, aree urbane sensibili, territori e asset di interesse nazionale ed europeo, attraverso una soluzione modulare, aperta, scalabile e multidominio, che si inquadra nella più ampia strategia di Leonardo di consolidare la propria posizione di player di riferimento nel campo della sicurezza globale”, spiega il comunicato stampa divulgato dal gruppo. Anzi Michelangelo Dome non è un singolo sistema, ma un’architettura completa che integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber defence, sistemi di comando e controllo, intelligenza artificiale ed effettori coordinati.
Grazie a Intelligenza artificiale e algoritmi i comportamenti ostili potranno essere individuati in anticipo
“La piattaforma – spiega ancora l’azienda – crea una cupola dinamica di sicurezza, capace di individuare, tracciare e neutralizzare minacce, anche in caso di attacchi massivi, su tutti i domini di operazione: aeree e missilistiche, inclusi missili ipersonici e sciami di droni, attacchi dalla superficie e sotto la superficie del mare, forze ostili terrestri”. Grazie alla fusione avanzata dei dati provenienti da sensori multipli e all’impiego di algoritmi predittivi, il nuovo gioiello sul quale ha alzato il sipario Leonardo è infatti in grado di anticipare comportamenti ostili, ottimizzare la risposta operativa e coordinare automaticamente gli effettori più idonei. Per Leonardo il Michelangelo Dome mette a frutto una strategia industriale che da anni ha virato fortemente su Intelligenza artificiale e dominio spaziale e che vuole contribuire agli obiettivi di autonomia strategica, resilienza tecnologica e integrazione delle capacità difensive europee e Nato.
L’amministratore delegato Cingolani: “Difendersi costa più che attaccare, serve innovazione”
“Con Michelangelo Dome – ha commentato Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore
generale di Leonardo – Leonardo conferma il proprio impegno a sviluppare soluzioni che proteggono cittadini, istituzioni e infrastrutture, unendo tecnologia avanzata, visione sistemica e capacità industriale. In un mondo in cui le minacce si evolvono rapidamente e diventano sempre più complesse, dove difendere costa più che attaccare, la difesa deve saper innovare, anticipare e aprirsi alla cooperazione internazionale”.
