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Lecornu, in Francia il governo è salvo: respinte le mozioni di sfiducia. Tra i socialisti sette franchi tiratori

Lecornu va avanti: in Francia sono state bocciate le due mozioni antigovernative presentate dalla sinistra radicale e dall’estrema destra dopo che i socialisti hanno deciso di dare una chance al primo ministro in cambio della promessa di sospendere la riforma delle pensioni. Ma non sono mancati i franchi tiratori. Ora la battaglia parlamentare sul Bilancio

Lecornu, in Francia il governo è salvo: respinte le mozioni di sfiducia. Tra i socialisti sette franchi tiratori

Le mozioni di sfiducia sul governo Lecornu sono state rispedite al mittente. Oggi in Francia l’Assemblea nazionale ha respinto per pochi voti la mozione presentata dalla sinistra radicale di Lfi contro il governo, poiché il Ps ha deciso di dare una possibilità al primo ministro, Sebastien Lecornu, in cambio della promessa di sospendere la riforma delle pensioni fino alle elezioni presidenziali. I deputati hanno poi respinto una seconda mozione presentata dall’estrema destra del Rn. Lecornu, dunque, va avanti e si prepara alla battaglia parlamentare sul Bilancio.

In totale, 271 deputati hanno votato a favore della mozione presentata da Lfi, quella che aveva più possibilità di essere approvata. Un numero insufficiente per raggiungere i 289 voti necessari per rovesciare il governo.

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Francia, governo Lecornu salvo: come hanno votato i deputati

La mozione di sfiducia presentata da La France Insoumise contro il governo Lecornu II è stata votata solo da 271 deputati su 577 (pari al 47%), fermandosi 18 voti sotto la maggioranza assoluta necessaria per far cadere il governo (289). È stata sostenuta dagli Insoumis, dagli ecologisti, dai comunisti, dal Rn e dall’Udr in grande maggioranza (ad eccezione di tre ecologisti e due comunisti).

I gruppi del blocco centrale (Renaissance, MoDem, Horizons), Les Républicains (Lr), il Partito socialista (Ps) e il gruppo Libertés, indépendants, outre-mer et territoires (Liot) hanno votato in larga maggioranza contro la mozione, anche se sette deputati socialisti e una deputata Lr hanno derogato alla linea del loro gruppo votando a favore.

La seconda mozione, presentata dal Rn e dall’Udr è stata votata da 144 deputati su 577 (il 25%) e sostenuta all’unanimità dai gruppo Rn e Udr e dai tre dei 50 deputati Les Républicains. Tutti gli altri hanno scelto di non votare a favore.

Lecornu: “Soddisfatto, ora al lavoro”

“Soddisfatto, al lavoro”. Così Lecornu ha commentato con i giornalisti il voto dell’Assemblea Nazionale. “I dibattiti dovevano iniziare e, come avete visto, inizieranno”, ha detto Lecornu ai giornalisti lasciando l’Assemblea verso Matignon.

Rn, l’ira sui social

“Tutti coloro che oggi hanno rifiutato la censura saranno responsabili delle future sofferenze del Paese“. Lo dice il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, dopo il voto dell’Assemblea Nazionale. “Una maggioranza negoziale è riuscita oggi a salvare i propri seggi, a scapito dell’interesse nazionale”, ha scritto Bardella su X dopo che i deputati hanno respinto la mozione di censura presentata dal suo partito. “Gli assenti più noti da queste manovre sono i francesi, che si preparano a subire il massacro sociale e fiscale di un bilancio punitivo. Tutti coloro che oggi hanno rifiutato la censura saranno responsabili delle future sofferenze del Paese”.

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