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Le Borse prendono fiato dopo il rally e il tracollo del Bitcoin pesa sull’Asia

Piazza Affari fallisce per un soffio il decimo rialzo consecutivo – Anche Wall Stret in calo – Il petrolio sotto i 70 dollari – Riparte il dollaro – Il Bitcoin perde il 25% in una mattina – S&P promuove con riserva le banche italiane

Le Borse prendono fiato dopo il rally e il tracollo del Bitcoin pesa sull’Asia

Il Toro si concede una pausa dopo un nuovo allungo. Capita a Milano, che nel pomeriggio ha fallito l’obiettivo del decimo rialzo consecutivo. Capita a Wall Street, dove l’indice Dow Jones, dopo aver superato la soglia dei 26 mila punti sotto la spinta dei risultati di Citi, ha ridotto i guadagni ad un misero 0,045% (indice a quota 25.813,8 in chiusura).

GENERAL ELECTRIC (-2,9%) SMANTELLA LA CONGLOMERATA

I mercati, dopo il lungo rally, attendono nuovi segnali per riprendere la corsa. I dati attesi dalla Cina e nuovi numeri positivi dalle timestrali delle corporation potrebbero ridare smalto al rialzo. Intanto, pesano le note negative: il nuovo piano di ristrutturazione di General Electric (-2,93%) annunciato dal ceo John Flannery, intenzionato a smantellare la più possente conglomerata del mondo, e le previsioni improntate alla cautela dei grandi dell’auto al salone di Detroit, che hanno coinciso con i realizzi su Fca. Pesano sui listini anche la discesa del greggio, dopo la lunga corsa e, soprattutto, il tonfo del bitcoin, un vero e proprio bagno di sangue per la speculazione. Tutto come da copione.

Deboli i listini asiatici. L’indice Nikkei del mercato azionario di Tokyo si avvia a chiudere in calo dello 0,5%. La Borsa di Hong Kong, giunta ieri sui massimi dal 2007, perde lo 0,5%. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen segna una flessione dello 0,5%. La Borsa della Corea del Sud perde lo 0,4%.

RIPARTE IL DOLLARO, BANNON TESTE PER IL RUSSIAGATE

Poco mosso stamattina il cambio euro dollaro a 1,225, da 1,226 della chiusura. Il dollaro si apprezza su yen a 110,8 da 110,4 di martedì, interrompendo una fase di svalutazione che durava da sei giorni. Il dollar index di Bloomberg, un indicatore della forza della valuta degli Stati Uniti nei confronti delle più importanti valute del mondo, guadagna lo 0,2%, a 90,59.

Ieri sera Wall Street ha chiuso in calo, in prossimità dei minimi della seduta, iniziata con nuovi record: Dow Jones -0,04%, S&P500 -0,35% e Nasdaq -0,51%.

La frenata nel pomeriggio ha coinciso con la notizia, anticipata dal New York Times, della convocazione di Steve Bannon, l’ex braccio destro di Donald Trump, alla commissione d’inchiesta sulle presunte interferenze della Russia nelle ultime elezioni presidenziali.

In più, si avvicina la data dello stop all’attività amministrativa, in assenza di un accordo al Congresso sulla spesa pubblica e sul debito: i partiti hanno tempo fino a venerdì per scongiurare la paralisi. In forte calo Viacom (-7%) dopo la smentita di colloqui per un merger con Cbs. Sale Citigroup (+0,43%) dopo i conti, largamente influenzati dall’iscrizione di 22 miliardi di perdite legate alla nuova contabilità indotta dalla riforma fiscale.

IL PETROIO SCENDE SOTTO QUOTA 70 DOLLARI

Il prezzo del greggio scivola stamane sotto la barriera dei 70 dollari a barile a 69,07, in ritirata dai massimi di lunedì (70,37). Il mercato, secondo gli operatori, è maturo per una momentanea frenata. Saipem -1,11% dopo aver segnato in avvio i nuovi massimi dallo scorso aprile a 4,186 euro. Il titolo guadagna ancora il 10% da inizio anno. Ieri Abn Amro ha ribadito il giudizio Buy e il target price a 5,0 euro. Segno meno anche per Tenaris (-2,03%). Piatta Eni (-0,07%).

STRETTA IN COREA SULLE CRIPTOVALUTE: -25% IN UNA MATTINA

Il bitcoin affonda. Stamane tratta a 10.567 dollari, dopo aver perso il 25% circa del valore nella seduta di ieri. A dicembre, al momento del suo ingresso alla Borsa dei futures di Chicago, era stato toccato un massimo sopra i 20 mila dollari. Ad accelerare lo scoppio della Borsa, l’atteggiamento della Cina e della Corea del Sud, assieme al Giappone i mercati principali. Il vicegovernatore della Banca centrale cinese, Pan Gongsheng, ha affermato che le autorità locali dovrebbero impedire ai cittadini cinesi di utilizzare gli exchange stranieri per poter scambiare criptovalute.

Pechino ha già proibito le vendite della moneta elettronica ma in questi mesi si sono moltiplicato gli acquisti in Giappone e Corea del Sud. Ma ieri il ministro delle Finanze di Seoul, che finora si era opposto alla chiusura del mercato, ha cambiato idea: “La chiusura degli exchange – ha detto in un’intervista alla radio – resta una delle opzioni sul tavolo”. Di qui il crollo degli acquisti e dei prezzi. Il crollo del Bitcoin ha dato il via ad un effetto domino su quasi tutte le criptovalute, con la rivale Ethereum in calo del 23%, e Ripple addirittura a -33%. Il 2017 si era chiuso con un boom del 1.300% circa, terzo anno consecutivo positivo.

PIAZZA AFFARI SI SGONFIA DOPO NOVE RIALZI (-0,3%)

La Borsa di Milano si è sgonfiata nel finale dopo aver segnato i nuovi massimi dal 2015 (a 23.697). Si è così fermata a nove la striscia di rialzi consecutivi. L’indice ha segnato in chiusura un ribasso dello 0,3% a 23.945. Il guadagno da inizio 2018 rimane intorno al +7%, miglior bilancio in Eurozona. La flessione odierna, secondo l’analisi tecnica, è del tutto fisiologica e non altera il quadro di breve finché si resta sopra 23.100/22.00 punti.

Anche Francoforte (+0,4%) ha rallentato nel finale. Parigi + 0,08%, Londra -0,17%. La Borsa migliore è stata Madrid (+0,51%) alla vigilia dell’insediamento del nuovo governo della Catalogna: Carles Puidgemont, in esilio a Bruxelles per sfuggire all’arresto, potrebbe essere rieletto alla presidenza ed intervenire nel dibattito per via telematica.

WEIDMANN ATTACCA: OPPORTUNO CHIUDERE IL QE

Ad una settimana dalla riunione del direttivo della Bce continua il pressing sul futuro del programma di acquisti della Banca centrale. Sarà “opportuno” che l’istituto ponga fine a settembre al suo programma di acquisto titoli. A dirlo è stato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, in un‘intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Ma, parlando con il Boersen Zeitung, il governatore della Banca di Francia, Villeroy de Galhau, ha invece sostenuto che Francoforte deve tenere un occhio sui tassi di cambio dell’euro, a causa della pressione verso il basso che esercitano sull’inflazione.

Secondo Reuters è improbabile che la Bce abbandoni già nella riunione di politica monetaria della prossima settimana l’impegno a proseguire gli acquisti di bond.

IL BTP 10 SOTTO LA SOGLIA DEL 2%

In questo contesto, attorno alle 17,30, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si è attestato a 147 punti base, dopo un tuffo a 143,6 minimo dal 13 dicembre. Alla stessa ora, il tasso del decennale di riferimento è sceso sotto la soglia psicologica del 2%, a 1,963%. In attesa delle corpose aste a medio lungo di Francia e Spagna in agenda per domani, oggi sarà la volta della Germania, che offrirà 1,5 miliardi del trentennale agosto 2048. Il Belgio ha lanciato via sindacato il nuovo decennale da 5 miliardi di euro che ha visto gli ordini superare quota 20 miliardi.

FRENA FCA, IN ARRIVO UNA FERRARI ELETTRICA

Battuta d’arresto per Fiat Chrysler (-4,15%) colpita dalle prese di beneficio, ma la performance da inizio anno resta brillante: +24%. Nella conferenza stampa di Detroit, l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha ridimensionato le aspettative speculative di imminenti operazioni straordinarie, come lo scorporo della componentistica e la separazione di Jeep. Tuttavia, il manager ha ribadito che il gruppo potrebbe raddoppiare gli utili entro cinque anni.

Meglio Ferrari (+0,26%). A Detroit Marchionne ha rivelato che nel business plan della Rossa ci sarà spazio per una Supercar elettrica. Il ceo confermato che Maranello produrrà un Suv entro il 2020. In calo Exor (-1,22%) e Cnh Industrial (-0,08%). Nell’automotive giù anche Brembo (-0,37%).

BRILLA ATLANTIA, RIPARTONO LE UTILITIES

Gli operatori ritengono che la prosecuzione del rally spinga il denaro verso i titoli trascurati nelle ultime settimane. Tra questi Atlantia (+2,82%), Terna (+0,49%) e Prysmian (+0,69%).

Bene anche le utilities, il comparto più sacrificato dal rialzo anche grazie alla sensazione che la Bce non intenda abbandonare l‘impegno a proseguire gli acquisti di bond. A2A è salita dell‘1,43%, Enel dell‘1,32% e Italgas dell‘1,19%.

S&P PROMUOVE (CON RISERVA) LE BANCHE ITALIANE

Indice dei bancari italiani in ribasso (-0,76%) dopo la lunga corsa. Perde colpi Unicredit (-2%), si difende Intesa (+0,2%), sui valori massimi. Positivo Banco Bpm (+0,21%): l’istituto ha lanciato un covered bond a sette anni da 750 milioni di euro, la seconda emissione dalla nascita del nuovo gruppo bancario un anno fa, dopo il Tier2 da 500 milioni collocato lo scorso settembre. Fuori dal paniere principale, Carige continua a risalire: +3,41%: Fitch ha confermato il rating emittente a ‘B-‘, rimuovendo il rating watch negativo sul titolo. L’outlook è negativo.

Le banche italiane registreranno nel 2018 un miglioramento della performance operativa ma la loro esposizione ai crediti deteriorati e la debolezza strutturale impediscono di generare ritorni soddisfacenti. Lo dice un report di Standard & Poor’s (titolo “Italian banks will continue to heal in 2018”) secondo cui gli istituti italiani “appaiono più in salute oggi di quanto lo siano stati negli ultimi cinque anni” ma “la prognosi non è del tutto chiara”. Per l’agenzia americana le banche piccole e medie restano le più esposte a improvvisi cambiamenti delle condizioni economiche o nella fiducia del mercato che potrebbero emergere se il nuovo governo che verrà fuori dalle elezioni politiche di marzo facesse un passo indietro sulle riforme e sul consolidamento dei conti pubblici, conclude S&P.

Riscoperte le assicurazioni: Generali +1,02%. Ubs ha alzato il target price da 16,5 a 17 euro (buy). Ugf +0,55% e UnipolSai +0,39%.

TECHNOGYM ALLE OLIMPIADI COREANE

Sulla parità YNap (-0,07%) all’indomani della pubblicazione dei ricavi preliminari 2017 che sono stati sostanzialmente in linea a quelle che erano le attese degli analisti.

Technogym +2,5%. La società sarà il fornitore ufficiale dei giochi olimpici di PyeongChang 2018, attrezzando tredici centri di allenamento. ur

Amber, che è recentemente salita al 10,47% di Caltagirone Editore (+3,05%) non esclude di poter aumentare la partecipazione nella società, ma sottolinea di non volerne acquisire il controllo.

Balzo in avanti di Gamenet (+8,48%). Banca Akros ha avviato la copertura con rating buy, così come Kepler Cheuvreux. Credit Suisse ha iniziato a seguire il titolo con raccomandazione outperform e prezzo obiettivo a 10,8 euro.

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