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Lavoro, crescita e diritti: ecco il programma del centrosinistra

PROGRAMMI ELETTORALI – Il nodo centrale per il centrosinistra è il lavoro: più contratti a tempo indeterminato, miglioramento della produttività, nuova rappresentanza in azienda – Rispetto degli impegni europei, ma accento sulla crescita – Leggi per i figli degli immigrati e per i diritti degli omosessuali.

Lavoro, crescita e diritti: ecco il programma del centrosinistra

Nuovi interventi sul lavoro per aumentare i contratti a tempo indeterminato e la produttività, modificando anche la rappresentanza aziendale. Taglio dell’Imu per i redditi più bassi e nuova disciplina sulla tracciabilità che consenta di recuperare evasione e abbassare le tasse su lavoratori e imprese. Rigore dei conti, ma anche dismissioni, ripresa degli investimenti e crescita sostenibile. Rilancio dell’istruzione, via libera alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, alle unioni civili per gli omosessuali e all’introduzione del reato di omofobia. Questi i capitoli più significativi che il centrosinistra assicura di affrontare in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. La coalizione è guidata dall’alleanza fra Pd e Sel, ma comprende anche il Centro Democratico di Bruno Tabacci, il Psi di Riccardo Nencini, la Svp di Richard Theiner  e il Megafono Lista Crocetta che fa capo al governatore siciliano. Vediamo nel dettaglio cosa comprende il loro programma. 

LAVORO 

E’ questo il punto centrale dell’intero programma del centrosinistra. Uno degli obiettivi fondamentali è modificare le norme della riforma Fornero sulla flessibilità in entrata, facendo in modo non solo che i contratti precari costino di più alle aziende, ma anche che quelli a tempo indeterminato siano più convenienti. Un altro capitolo decisivo è quello della produttività del lavoro, che dovrebbe migliorare grazie al potenziamento degli accordi aziendali e locali. Previsti anche nuovi sistemi di rappresentanza in azienda e un ridisegno del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, sostenendo l’occupazione femminile (in particolare al Sud). 

PAREGGIO DI BILANCIO E DEBITO PUBBLICO

Secondo il centrosinistra, la prima operazione necessaria una volta archiviate le elezioni è una verifica dettagliata dello stato dei conti pubblici dopo le manovre del governo Monti. Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha parlato più volte di “polvere” lasciata “sotto al tappeto” dal governo tecnico, ad esempio per quanto riguarda gli “ammortizzatori sociali” e il “rifinanziamento” delle missioni all’estero prorogato fino a settembre. 

In ogni caso, la coalizione guidata dal Pd non intende affatto mettere in discussione gli impegni presi con l’Europa: l’Italia rispetterà il Fiscal Compact e arriverà al pareggio di bilancio entro quest’anno, ma chiederà anche a Bruxelles un maggiore impegno per la crescita.

Sul versante del debito pubblico, le strategie portanti sono due: da una parte cercare di far ripartire il progetto degli eurobond in sede comunitaria, dall’altra organizzare sul fronte interno un ampio programma di dismissioni. I fondi ricavati dalla vendita di asset pubblici saranno utilizzati anche per un secondo scopo, ovvero la ripresa degli investimenti. E’ previsto inoltre un intervento sui costi della politica, attraverso una riforma dei partiti che dovrebbe essere contenuta nel primo atto di governo.

FISCO 

Il capitolo tasse si apre naturalmente con un attacco frontale alla tanto odiata imposta municipale unica. L’obiettivo annunciato dal centrosinistra è garantire l’esenzione Imu sulla prima casa fino a 500 euro. Per compensare questa misura, in un primo momento si era parlato di una patrimoniale progressiva sugli immobili dal valore catastale di almeno 1,5 milioni di euro (3 milioni circa ai prezzi di mercato). 

A metà gennaio, tuttavia, la linea è cambiata: “Niente patrimoniale, solo la tracciabilità fiscale – ha chiarito Bersani -. Io non credo nella patrimoniale: l’abbiamo già sugli immobili e si chiama Imu. Su questa penso ci debba essere una maggiore progressività. Per quel che riguarda il resto dei patrimoni non intendo affatto concepire una patrimoniale, perché penso che il nostro problema sia la tracciabilità”. Il gettito recuperato grazie al potenziamento della tracciabilità sarà investito per ridurre le tasse su lavoro e imprese. 

Il leader del Pd, tuttavia, non esclude che possa essere necessaria una nuova manovra: “La previsione del governo Monti è un po’ ottimistica, ma non credo sia saggio continuare a procedere sul Pil con nuove manovre. Non facciamo promesse a vanvera ma procederemo in forme tali da non deprimere l’economia. Dalle cose che ho detto nessuno può arguire che serva una manovra correttiva. Dico no a ragionamenti raffazzonati su un tema delicatissimo. Non ho detto che serve una manovra, ma attenti a raccontare che siamo a posto”. 

In generale, secondo Bersani, “il problema fiscale c’è: bisogna supportare le imprese, la quota lavoro sull’Irap va ridotta e stabilizzata. E’ necessario muovere un po’ l’economia per far riprendere i consumi, ma senza mai più parlare di condono. Mai più. Noi lavoriamo per la fedeltà fiscale, in modo che ogni euro che ricaviamo possa essere impiegato per ridurre le tasse a chi le paga”. 

CRESCITA 

Per quanto riguarda la crescita, l’obiettivo è puntato sullo sviluppo sostenibile. In particolare, in materia di politica industriale il centrosinistra intende far leva su energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, made in Italy e nuove tecnologie al servizio di beni culturali. Un’attenzione particolare è riservata alle piccole e medie imprese, che dovranno essere aiutate a collegarsi fra loro, a capitalizzarsi e ad accedere alla ricerca ed alla internazionalizzazione.

In agenda anche una serie di ulteriori liberalizzazioni per i trasporti, l’energia e le banche, oltre a nuove semplificazioni per le imprese. 
 
ISTRUZIONE E DIRITTI

Diverse le misure in agenda per rilanciare l’istruzione: le principali prevedono la riqualificazione della spesa, un piano straordinario contro la dispersione scolastica – soprattutto nelle zone a più forte infiltrazione criminale -, investimenti sulla ricerca avanzata nei settori trainanti e a più alto contenuto d’innovazione e promozione della ricerca scientifica e della ricerca di base in ambito umanistico.

Per quanto riguarda il capitolo dei diritti, il centrosinistra punta soprattutto su tre obiettivi: contrasto alla violenza contro le donne, riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia, approvazione delle unioni civili di una legge contro l’omofobia. In una lettera inviata di recente a “Cambia Italia”, incontro promosso dall’Arcigay e dalle principali associazioni nazionali per i diritti degli omosessuali e dei transessuali, Bersani – in caso di vittoria alle elezioni – si è impegnato a varare entro sei mesi il provvedimento contro l’omofobia e entro un anno quello sulle unioni. 

In particolare, il leader del Pd ha assicurato che intende tradurre nella legislazione italiana “la legge tedesca sulle unioni omosessuali”, compreso “il nodo del riconoscimento del diritto del bambino, che cresce all’interno di un nucleo familiare omogenitoriale, a vedere riconosciuto dalla legge il legame affettivo con il genitore non biologico, soprattutto nei casi di malattia o morte del genitore biologico”. 

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