Un’opera unica per la sua importanza storica, per il numero e i nomi degli artisti coinvolti, nonché per la rappresentatività di tutte le scuole artistiche del periodo: si tratta dei disegni raccolti da Leopoldo Cicognara, in mostra a Ca’ Rezzonico, che comprendono opere di Appiani, Hayez, Canova e molti altri protagonisti del Neoclassicismo italiano e europeo.
Oggi, a quasi cinquant’anni da quell’evento, l’intero album viene presentato al pubblico nella sua completezza, dopo un accurato restauro promosso da Venice International Foundation, offrendo una straordinaria testimonianza della cultura e dell’arte neoclassica italiana ed europea.
L’album Cicognara
Il Gabinetto dei disegni e delle stampe della nostra Fondazione conserva una straordinaria testimonianza dell’arte e della cultura neoclassica in Italia: l’Album Cicognara, così denominato in onore del suo proprietario, il conte Leopoldo Cicognara (Ferrara 1767 – Venezia 1834), una delle figure più rilevanti e affascinanti del suo tempo. Dopo una giovinezza dedicata agli studi umanistici e a viaggi di formazione in tutta la Penisola, Cicognara aderì alla Repubblica Cisalpina, di cui fu membro del corpo legislativo. Nel 1808 divenne presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, carica che mantenne fino al 1826, anche dopo la caduta di Napoleone.
Uomo colto e brillante, particolarmente attivo nella politica culturale veneziana
Cicognara pubblicò, durante il suo incarico, opere fondamentali come la monumentale Storia della scultura e le Fabbriche più cospicue di Venezia. A lui si devono importanti iniziative culturali, tra cui la sistemazione delle Gallerie dell’Accademia, che in quel periodo accoglievano i dipinti provenienti dagli edifici di culto soppressi per decreto napoleonico. Fu inoltre ideatore del progetto noto come Omaggio delle province venete all’Austria, grazie al quale i 10.000 zecchini dovuti dal Veneto per il matrimonio dell’imperatore furono convertiti in opere d’arte commissionate ad artisti locali. Alla sua attività si lega anche la promozione, dopo la morte di Antonio Canova, della sottoscrizione per la realizzazione del monumento ai Frari dedicato al grande scultore, di cui Cicognara scrisse una fondamentale biografia.
Un album di 81 fogli
L’Album Cicognara nasce proprio dalla stretta amicizia del conte con gli artisti del suo tempo, configurandosi come una sorta di liber amicorum. Composto da 81 fogli, raccoglie i nomi più significativi del Neoclassicismo italiano, tra cui Vincenzo Camuccini, Andrea Appiani, Giuseppe Bossi e il giovane Francesco Hayez, ma anche artisti francesi come François-Marius Granet, Lancelot Thèodore Turpin de Crissé e Louis Léopold Robert. Sei dei fogli sono di Antonio Canova, amico e grande ammirato di Cicognara.
I disegni, originariamente raccolti in un elegante album dalla sontuosa custodia decorata con fregi in bronzo e cammei antichi, con una miniatura centrale raffigurante una Veduta di Venezia, documentano tutte le tecniche grafiche del tempo: matita, penna, gessi colorati e acquerelli, raffigurando vedute, ritratti, paesaggi, scene di genere e composizioni sacre e profane. Si alternano studi preparatori per opere maggiori e disegni “finiti”, realizzati appositamente per Cicognara.
L’album rappresenta quindi un’opera unica, sia per il ruolo culturale e politico del collezionista sia per il numero e la qualità degli artisti coinvolti, offrendo una sintesi delle principali scuole artistiche del periodo. Segnalato agli studi da Alvar Gonzáles-Palacios nel 1970, fu presentato al pubblico nel 1978 in occasione della mostra Venezia nell’età di Canova. Per ragioni conservative, le pagine furono allora sciolte e inserite in passepartout, mentre alcuni fogli più celebri sono comparsi in mostre dedicate al Neoclassicismo in Italia e all’estero.
