Tra i tanti, due slogan danno il senso delle manifestazioni di venerdì e sabato, organizzate rispettivamente dalla Cgil e dai pro-Palestina. A Firenze, venerdì, una scolaresca delle medie guidata dalle professoresse gridava la seguente canzoncina: “Palestina dal fiume al mare, Firenze sa bene con chi stare”. Mentre sabato un grande striscione in testa al corteo recitava: “Il 7 ottobre, giornata della resistenza palestinese”.
Dalle piazze un messaggio ambiguo: pace o sostegno alla “resistenza”?
Quindi è chiaro a tutti che le piazze non erano affatto per la pace, ma erano in appoggio alla “resistenza” di Hamas. Insomma, per rifiutare il piano Trump – come molti intellettuali e qualche nostro giornalista TV dicono a mezza bocca – e quindi per continuare la guerra. A parte l’abuso della parola “genocidio”, la verità è che queste mobilitazioni aiutano Hamas, che è tentata di giocare sulla pelle dei gazawi la propria esistenza politica e, probabilmente, di continuare il sogno di mettersi alla testa del contrattacco arabo contro l’“Occidente colonialista e composto da infedeli”.
Il confine della nostra coscienza
Che nel popolo occidentale ci sia orrore per la guerra è naturale. Che i tanti morti, abilmente propagandati dal fantomatico “ministero della Salute” di Hamas, abbiano, come scrive Goffredo Buccini sul Corriere della Sera, “di gran lunga travalicato il confine di tollerabilità delle nostre coscienze” è probabile. Certo questo confine appare piuttosto elastico, tanto che non si è mosso per altri massacri come quello russo in Ucraina o quello del Sudan e tanti altri. Ma, a parte questo, la domanda è: cosa siamo disposti a fare concretamente per fermare la guerra? Mandiamo i nostri soldati a disarmare Hamas e a fermare i carri armati di Israele? No: organizziamo solo delle barche che vorrebbero portare aiuti ma che, in realtà, non condannando Hamas, di fatto aiutano solo i terroristi a continuare la guerra fino a quando le piazze occidentali imporranno ai loro pavidi governanti di isolare Israele e fargli mancare qualsiasi possibilità di continuare la guerra. Landini fa finta di non capire ragionamenti così evidenti. Ma anche il resto del campo largo non è da meno.