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La Brexit pesa anche sull’euro, Piazza Affari appesa a Rousseau

Il pericolo di un’uscita caotica del Regno Unito dall’Europa sconvolge anche le valute – La Borsa italiana attende il responso della consultazione grillina sul Governo – Oggi i vertici di Cnh annunciano lo spin off

La Brexit pesa anche sull’euro, Piazza Affari appesa a Rousseau

Al voto, al voto. In Italia i destini del futuro governo sono appesi all’esito del voto sulla piattaforma Rousseau. Ma le attenzioni dei mercati, in attesa della riapertura di Wall Street, sono concentrate su Londra, dove oggi riapre il Parlamento per una sessione tanto breve quanto drammatica che potrebbe sfociare nella richiesta di elezioni da parte del premier Boris Johnson per contrastare un voto dei Comuni anti-Bexit. La sterlina ha così toccato stamane il minimo da due anni e mezzo a quota 1,2030 sul dollaro. E si cominciano a sentire gli effetti sull’economia europea, già in affanno come hanno confermato i dati sull’attività delle imprese. Basti dire che l’interscambio con Londra della Germania è sceso nel secondo trimestre del 2019 del 21% contribuendo in maniera determinante alla discesa del Pil tedesco. Un assaggio di quel che potrà accadere dopo il 31 ottobre, data del divorzio se prevarranno i Brexiters.

LA CINA DENUCIA GLI USA AL WTO

Resta intanto in alto mare il negoziato sui dazi. Non è ancora stata fissata la data dell’incontro di Washington di questo mese perché gli incaricati di portare avanti il negoziato, non riescono a trovare l’intesa sull’agenda dei lavori. La Cina ha denunciato gli Usa al tribunale del Wto dopo l’entrata in vigore degli ultimi dazi imposti da Washington. I dati sull’attività manifatturiera Usa, in uscita nel pomeriggio, permetteranno di valutare l’impatto dello scontro tariffario sull’economia Usa. L’impatto sui budget familiari, secondo i primi calcoli, sarà attorno ai mille dollari di maggiori spese. In attesa di una giornata campale per la politica italiana ed europea e della riapertura dei mercati Usa, i listini asiatici galleggiano così attorno alla parità.

IN CADUTA LO YUAN, RISALE IL PESO

Il Nikkei di Tokyo è in rialzo dello 0,3%, dopo un avvio in calo. Sulla parità l’Hang Seng di Hong Hong, il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen, il Kospi di Seul.

Lo yuan della Cina si indebolisce per il tredicesimo giorno su quattordici, toccando nuovi minimi di lungo periodo (nove anni). Si svaluta anche lo won della Corea del Sud, il dollaro di Taiwan, il ringgit della Malesia.

Il peso dell’Argentina ha guadagnato più del 5% su dollaro, dopo che il governo, nel tentativo di arginare la nuova crisi finanziaria, ha imposto una serie di limitazioni alla circolazione dei capitali. Nel corso della conferenza stampa di stanotte, il governatore della banca centrale, Guido Sandleris, ha detto che si è aperto un negoziato con il Fondo Monetario Internazionale riguardante gli obiettivi di politica monetaria concordati.

Il petrolio brent tratta a 56,7 dollari il barile, in lieve rialzo, dopo il -3% di ieri. In agosto, le esportazioni di greggio dell’Opec sono aumentate dello 0,7%, primo rialzo da inizio anno. A Piazza Affari Eni +0,6%, Tenaris -0,6%.

LA MONETA UNICA AI MINIMI DA DUE ANNI SUL DOLLARO

L’euro è sceso stamane a 1,0939 sul dollaro, ai minimi da due anni ma si apprezza sulla sterlina a 0,909.

PIAZZA AFFARI +0,61%, IL DEBITO/PIL SCENDE ALL’1,9%

In una giornata ad alto tasso di incertezza ma povera di scambi per l’assenza di Wall Street, Milano ha puntato le sue fiches sul successo della trattativa per il governo Conte bis:

Piazza Affari ha segnato un rialzo dello 0,61%, portandosi a 21.451 punti.

L’Italia dovrebbe chiudere il 2019 con un indebitamento netto all’1,9% del Pil anziché al 2,04% indicato lo scorso luglio, mentre il deficit 2020 è visto all’1,6% a legislazione vigente, secondo quanto riferiscono due fonti a Reuters. Secondo le fonti, “è probabile” che i conti di quest’anno risultino alla fine migliori di quanto atteso a luglio con un deficit intorno all’1,9%.

Chiusura positiva ma ben più modesta per gli altri listini: Francoforte +0,15%; Parigi +0,23%; Madrid +0,07%.

La piazza più brillante è Londra, +1,08%, grazie anche alla sterlina debole (-0,7%) che sostiene gli esportatori e deprime l’import. L’interscambio con Londra della Germania è sceso nel secondo trimestre del 2019 del 21% contribuendo alla discesa del Pil tedesco.

I bookmaker indicano come più probabile l’ipotesi di elezioni in ottobre, secondo Ladbrokes, con una probabilità del 75% di voto entro la fine del 2019.

LO SPREAD SCENDE A 167 PUNTI. PIÙ RIPIDA LA CURVA TEDESCA

In territorio positivo il secondario italiano, seppur al di sotto dei massimi, in attesa del voto online degli iscritti 5 Stelle, chiamati ad esprimersi tramite la controversa piattaforma Rousseau sull’alleanza con il Pd che prelude alla nascita del Conte-bis.

Rispetto ai 174 punti base di venerdì in chiusura, la forbice di rendimento tra tassi decennali italiani e tedeschi è scesa a 167 centesimi.

Il rendimento del decennale agosto 2029 si mantiene un paio di centesimi sotto l’1%.

Il bund decennale tratta a -0,69%. Il due anni tratta a 0,919% vicino ai minimi di sempre. Il mercato tedesco evidenzia un irripidimento della curva in vista del consiglio Bce del 12 settembre che dovrebbe varare un pacchetto di misure – oltre al taglio del riferimento di -0,4% sui depositi – per il rilancio di crescita e inflazione.

S’APPANNA LA STELLA DI MAIO, BRILLA ATLANTIA

Brilla Atlantia (+2,4%) che recupera buona parte del calo di venerdì innescato dalle dichiarazioni di Luigi Di Maio a favore della revoca della concessione autostradale. “Riteniamo che la revoca della concessione sia un evento improbabile, almeno nel breve termine, e che l’esito più probabile sia una revisione del sistema delle tariffe”, scrive Banca IMI nel daily di oggi.

OCCHI ASIATICI SU IVECO, CROLLA ALFA

Riflettori accesi oggi su CNH Industrial (+0,66%) in attesa del Capital Markets Day che si terrà oggi a New York che dovrebbe fornire qualche indicazione sul futuro di Iveco. L’ipotesi più gettonata è lo spin-0ff di Iveco, corteggiata da vari investitori asiatici.

Fiat Chrysler -0,1%. Dopo un luglio sostanzialmente stabile (-0,1%) il mercato dell’auto torna a perdere colpi in Italia. La flessione ad agosto è stata del 3,1%. Nel gruppo Fca brilla Lancia (+95% grazie alla Ypsilon), tracolla Alfa Romeo (- 68%).

Ferrari avanza dello 0,5% dopo la vittoria di Charles Leclerc al gran premio del Belgio davanti a Lewis Hamilton.

MPS NON SI FERMA, VERSO LA BATTAGLIA MEDIASET

Misti i bancari, sottotono in Europa. Al +6,6% di Banca Mps – particolarmente sensibile alle evoluzioni politiche visto che entro fine anno il Tesoro deve comunicare alla Ue come uscire dal capitale della banca – fa da contraltare il -1,7% di Ubi.

Mediaset +0,61%. Simon Fiduciaria, che custodisce il 19,9% posseduta da Vivendi, ha annunciato “qualsiasi ulteriore iniziativa” per essere ammessa all’assemblea che dovrà approvare la costituzione della holding olandese in cui confluiranno le attività in Italia e Spagna.

HGO BOSS METTE IL TURBO A SAFILO

Vola Safilo che chiude in rialzo del 9% a 1,08 euro dopo il rinnovo dell’accordo di licenza con Hugo Boss per le collezioni di occhiali da sole.

Rialzi record anche per Beghelli (+12,5%) e Pininfarina (+14%).

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