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La Borsa recupera in extremis e Fonsai strappa sfiorando un maxi-rialzo del 20%

I listini recuperano in extremis sulle ali della fiducia dei consumatori americani: Piazza Affari guadagna lo 0,29% – Vola Fonsai in attesa della fumata bianca sui concambi con Unipol – Ghizzoni: sulla ricapitalizzazione Fonsai Unicredit non ha ancora deciso – In ripresa i titoli industriali: Pirelli +4,3% e Fiat +4,1% – Bene anche A2A, +5,9% – Spread a 400.

La Borsa recupera in extremis e Fonsai strappa sfiorando un maxi-rialzo del 20%

La fiducia dei consumatori Usa migliore del previsto allenta la pressione sui listini. A Wall Street, dopo una partenza in rosso, i listini invertono la rotta e alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones sale dello 0,46% e il Nasdaq dello 0,99%. Crolla JP Morgan (-7,7%) che appesantisce tutto il settore bancario. In Europa i listini, che avevano ampliato le perdite in attesa dell’apertura di Wall Street e dopo i dati usa sui prezzi alla produzione, riprendono quota sulla scia di Wall Street e chiudono in positivo: Milano +0,29%, Francoforte +0,95%%, Londra +0,57%, mentre Parigi si ferma a ridosso della parità, a -0,01%. In rosso Madrid a -0,71%. L’euro è in leggero calo sul dollaro a quota 1,2935, mentre lo spread Btp-Bund riesce a tornare appena sotto quota 400 con rendimento al 5,50% dopo un picco in giornata a 406. Bene oggi l’asta dei Bot a 3 e 12 mesi.

Lo spread Bonos-Bund si mantiene invece a quota 446 punti e Madrid chiude a –0,7%. Oggi il governo spagnolo, come nelle attese, ha annunciato il nuovo aumento degli accantonamenti richiesti al settore bancario del paese al fine di proteggere la loro esposizione al settore immobiliare per circa 30 miliardi di euro e gli accantonamenti saranno concentrati soprattutto sugli asset attualmente considerati come “non a rischio” ma che minacciano di diventarlo.

JANSON (BANCA CENTRALE DI SVEZIA), BANCHIERI CENTRALI HANNO DISCUSSO DELL’IPOTESI CHE LA GRECIA ESCA DALL’EURO, NON SAREBBE INDOLORE

La giornata di Borsa è stata caratterizzata da grande volatilità: troppe sono le incertezze sul tavolo. In primo piano l’evoluzione della crisi politica greca: sotto la pressione Ue, che chiede il rispetto degli impegni per l’erogazione degli aiuti e assicura che l’Europa in caso contrario saprà gestire senza problemi un’uscita dall’euro della Grecia (eventualità che sempre più osservatori ritengono probabile, le forze politiche greche stanno cercando di trovare l’intesa per un governo di unità nazionale. L’incontro tra del Pasok, Evanghelos Venizelos, e il leader della coalizione delle Sinistre (Syriza), Alexis Tsipras, è slittato questa sera alle 19. Il timore di nuove elezioni potrebbe spingere partiti, riporta la stampa greca, a un risultato positivo durante la riunione dei leader dei partiti sotto la presidenza del capo dello Stato Karolos Papoulias che potrebbe svolgersi fra domenica 13 e lunedì 14. Intanto si moltiplicano le indiscrezioni sui piani B di un’uscita dall’Euro della Grecia, che la Germania assicura possa verificarsi senza problemi per l’Eurozona. Oggi Per Jansson, vice-governatore della Riksbank, la banca centrale svedese ha confermato che fra i banchieri centrali europei ”si è discussa” l’ipotesi che la Grecia esca dall’euro e le sue conseguenze aggiungendo che “sarei molto attento a ipotizzare che si tratti di un processo indolore senza conseguenze”.

LA CINA RALLENTA, GIALLO SULLA MANOVRA AGGIUNTIVA PER L’ITALIA

C’è di più: la Cina ha diffuso dati sulla produzione industriale peggiori delle attese e ai minimi dal 2009 e in India la produzione industriale ha rallentato del 3,4% a marzo rispetto allo stesso mese del 2011 confermando il rallentamento anche dell’economia indiana, l’Ue ha tagliato le stime sul Pil per l’Italia (oltre a confermare il taglio per l’Eurozona di febbraio), e si è consumato un piccolo giallo sulla necessità per l’Italia di ricorrere a una manovra aggiuntiva per il pareggio di bilancio, interpretazione smentita poi in sede europea.

BANCHE PESANTI, MA MEDIASET E’ LA PEGGIORE

INTESA, GUZZETTI ESCLUDE ACQUISIZIONE MPS

A Piazza Affari in fondo al Ftse Mib si conferma Mediaset (-2,83%) che risente ancora dei conti trimestrali pubblicati in settimana. Tra i peggiori anche Atlantia a -1,58%, mentre Telecom Italia cede l’1,01% dopo che Telefonica ha svalutato la propria quota per 337 milioni di euro nel primo trimestre. Dopo il rally prese di beneficio anche su Telecom Italia media, a -3,99%. Ma ad appesantire l’indice principale di Milano è anche il settore bancario, con i principali istituti che chiudono la seduta in rosso: Unicredit -1,06% Mps -1,19%, Bper -1,71% e Intesa -1,47%. Oggi Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, ha escluso nuovamente la possibilità di un’acquisizione di Mps. Ma è intervenuto anche il Ceo Enrico Cucchiani sul progetto di quotazione di Fideuram, che “è una struttura con una buona redditività e un basso assorbimento di capitale. È del tutto evidente che è nostro interesse di tenerla all’interno del perimetro”. Si riduce la pressione su Tenaris, -0,94%, zavorrata in giornata dal tonfo di Vallourec, concorrente francese che ha diffuso una trimestrale debole, dimezzando le proprie stime sulla crescita del fatturato nel 2012. In evidenza sempre sul Ftse Mib A2A (+5,90%), Fiat (+4,11%) e Fiat Industrial (+2,59%), Pirelli (+ 4,34%) e Diasorin (+3,25%).

GENERALI TRIMESTRE SOPRA LE ATTESE, ANNUNCIA EMISSIONE OBBLIGAZIONARIA

RALLY PER LA GALASSIA FONSAI IN ATTESA DEL VERDETTO CONSOB SULL’OPA

Generali chiude a -1,04% dopo i risultati del primo trimestre che si sono rivelati sopra le attese. Il direttore generale Agrusti ha poi confermato il target di utili per 1,8 miliardi per fine anno e ha annunciato che il gruppo sta operando in questi giorni ai fini di un’emissione obbligazionaria in vista del rifinanziamento di bond in scadenza a luglio per 750 milioni e “l’autorizzazione data dal consiglio è superiore a quello strettamente necessario per il rimborso”.

Fonsai sale del 19,89% (in rally anche le risparmio +12,70%) all’indomani dei conti trimestrali che hanno evidenziato il ritorno all’utile della compagnia. Premafin limita i guadagni al +2,85% e Milano al +7,48%, sulle attese del mercato per un’opa obbligatoria sulla controllata di Fonsai. La Consob dovrebbe ormai sciogliere a breve il quesito sull’Opa obbligatoria posto da Unipol. Sembra ormai una vicino a una soluzione anche il nodo sui concambi che dovrebbero prevedere un rapporto che porti Unipol al 62% della nuova realtà, ossia a metà strada tra il massimo della valutazione di Fondiaria (54-59%) e il minimo della compagnia bolognese (64-70%). Ma il cda di Fonsai ha preso tempo per valutare anche l’altra offerta sul piatto, la nuova proposta di Sator e Palladio Finanziaria, riservandosi di valutarla in una riunione successiva che dovrebbe tenersi nei primi giorni della prossima settimana. Intanto sono arrivate le dichiarazioni dell’ad di Unicredit Federico Ghizzoni: il cda di Unicredit “non ha ancora preso una decisione’ sull’eventuale sottoscrizione pro quota dell’aumento di capitale di Fonsai”, ha detto, aggiungendo che riguardo alla prospettata fusione di Fonsai e Premafin con Unipol la partecipazione di UniCredit si diluirebbe, ma la diluizione non è ad oggi stimabile perché i negoziati sui concambi sono ancora in corso.

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