Borse poco mosse e non poteva essere altrimenti nel cuore dell’estate e, per quanto riguarda Piazza Affari, nella settimana di Ferragosto. Anche i mercati ogni tanto vanno in vacanza e dunque i listini europei oggi non hanno molto da dire e chiudono contrastati: Milano -0,1%, Francoforte sulla parità, Parigi +0,13%, Londra -0,35%. Ancora più incerta Wall Street, dove il Dow Jones prova a reggere ma alle ore 17 italiane il Nasdaq è segnalato in territorio negativo, nonostante il tentativo di recupero di alcuni titoli legati ai chip e all’IA. Il cambio euro-dollaro rimane pressoché stabile sopra l’1,15. Bitcoin a 64.000 dollari.
Sul Nasdaq prova a reagire l’IA. Intel ko per l’aumento di capitale
Il quadro però non è omogeneo: Sandisk +2%, Nvidia -2%, Micron -1%, SpaceX +2,3% (tornando, per la prima volta dal 16 luglio, sopra il prezzo di IPO di 135 dollari per azione), Microsoft +1,6%, Apple -2%. Tra i titoli peggiori c’è Intel col -3,5% dopo l’annuncio di aumento di capitale da 15 miliardi di dollari: la società ha comunicato oggi un’offerta pubblica di nuove azioni, con un’ulteriore opzione per gli intermediari fino a 2,25 miliardi. L’azione peggiore del super paniere Nasdaq-100 è Lumentum -5,5%, una società particolarmente innovativa che produce componenti ottici e fotonici: in parole semplici, trasforma la luce in uno strumento per trasferire enormi quantità di dati molto velocemente. L’azione migliore invece è Datadog +7,3%, molto bene anche Palantir +3,6%.
L’incertezza in Medio Oriente fa salire il prezzo del gas a 60 euro
La seduta odierna è segnata anche da un deciso rialzo del petrolio, sostenuto dall’incertezza legata allo Stretto di Hormuz. L’Iran e l’Oman non hanno ancora finalizzato un accordo per la riapertura di questo passaggio strategico, mentre segnali contrastanti provenienti da Teheran e Washington hanno sollevato dubbi sui tempi necessari per raggiungere un’intesa. Nel frattempo, i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco alla raffineria saudita di Jazan, mentre nel fine settimana una petroliera gestita dalla Abu Dhabi National Oil Co. è stata attaccata nello Stretto di Hormuz. Il risultato è il Brent sopra gli 86 dollari al barile e il Wti Crude Oil a 81 dollari.
Oro stabile, argento vicino ai massimi da metà giugno
Il gas naturale europeo fa addirittura un balzo a doppia cifra, di circa il 10%, tornando sopra la soglia dei 60 euro per megawattora, il massimo da fine luglio. In assenza di un accordo Usa-Iran, è probabile che le interruzioni alle spedizioni di Gnl attraverso questo passaggio chiave persistano, ritardando i carichi provenienti dai principali esportatori, come il Qatar. Sostanzialmente stabile l’oro intorno ai 4.350 dollari all’oncia, mentre l’argento incassa un aumento più significativo, di quasi il 2%, avvicinando i 65 dollari all’oncia, vale a dire il massimo da quasi due mesi.
Piazza Affari debole: spiccano i titoli oil e Stellantis
Tornando all’Europa, seduta debole per Piazza Affari che comunque difende agevolmente i 53.000 punti e anzi rimane vicino ai 54.000. A mettersi in evidenza, beneficiando del rialzo delle quotazioni del petrolio, i titoli oil: Eni +1,3%, Saipem +1,6%. In rosso invece altri titoli del comparto energetico: Terna -1,7%, Italgas -1,3%, Snam -1,2%, Enel -1%. Ottima seduta per Stellantis +1,85%. Banche oggi non protagoniste ma tendenzialmente positive: Unicredit +0,2% (avviati i primi colloqui formali su come gestire il previsto cambio di controllo di Commerzbank), Intesa Sanpaolo +0,5%, Bper -0,8%, Banco Bpm +0,6%, Mps +0,2%. Torna a salire lo spread Btp Bund, attestandosi a 78 punti base, con un aumento di 2 punti base, con il rendimento del Btp decennale pari al 3,96%.
