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La Bce non tocca i tassi, ma alza le stime di crescita. Dalla BoE sforbiciata di 25 punti base

L’ultima riunione del 2025 si chiude con tassi invariati da parte della Bce che però prevede una crescita economica più sostenuta. Lagarde: “Economia resiliente, ma è urgente rafforzare l’area euro”

La Bce non tocca i tassi, ma alza le stime di crescita. Dalla BoE sforbiciata di 25 punti base

Tutto come da previsioni. Nell’ultima riunione del 2025, la Bce ha lasciato i tassi invariati. Il tasso sui depositi resta dunque al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. I tassi sono fermi dallo scorso giugno, dopo una riduzione di due punti percentuali effettuata tramite otto tagli in un anno.

“La decisione unanime sui tassi, oggi, è anche sul fatto di mantenere tutte le opzioni sul tavolo. Non c’è nessun percorso prestabilito dei tassi e nessuna data fissata per una mossa” di politica monetaria, ha confermato la presidente della Bce Christine Lagarde nella consueta conferenza stampa post riunione, aggiungendo che i consiglieri non hanno parlato né di possibili tagli, né di rialzi. Parole che fanno da contraltare a quelle pronunciate da Isabel Schnabel, membro del Comitato Esecutivo, che si era detta “a suo agio” con aspettative di mercato di un aumento dei tassi.

Bce: le nuove previsioni su inflazione e crescita

Le ultime proiezioni elaborate dagli esperti dell’Eurosistema indicano un‘inflazione complessiva pari in media al 2,1% nel 2025, all’1,9% nel 2026, all’1,8% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,4% nel 2025, al 2,2% nel 2026, all’1,9% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. L’inflazione è stata rivista al rialzo per il 2026, principalmente perché gli esperti si attendono ora che quella relativa ai servizi scenda più lentamente. 

Come anticipato qualche giorno fa dalla presidente Christine Lagarde, la Bce prevede una crescita economica più sostenuta rispetto alle proiezioni di settembre. Nel dettaglio, per il 2025 si prevede ora una crescita all’ 1,4%, dall’1,2% di tre mesi fa. La previsione di crescita per il 2026 è migliorata all’1,2% dal 1% e quella per il 2027 all’1,4% dall’1,3%. “La crescita economica dovrebbe essere più sostenuta rispetto alle proiezioni di settembre, trainata in particolare dalla domanda interna”, spiega il Consiglio direttivo nel suo comunicato.

“La domanda interna è attesa essere il principale motore della crescita economica negli anni a venire, i redditi reali dovrebbero salire e il tasso di risparmio si abbasserebbe a sostegno dei consumi”, ha spiegato Lagarde parlando di “un’economia resiliente”con una crescita dello 0,3% nel terzo trimestre, grazie ai servizi e un contributo significativo dell’industria chimica. Tuttavia “l’ambiente sfidante sul piano del commercio internazionale resterà un freno alla crescita quest’anno e il prossimo”, ha detto la numero della Bce, per cui “è urgente rafforzare l’area euro e la sua crescita economica”. Secondo Lagarde le politiche strutturali e di bilancio dovrebbero stimolare la produttività, la competitività e la capacità di tenuta dell’economia.

Parlando degli asset russi da utilizzare per l’Ucraina, Lagarde ha affermato “si sta lavorando e non è il nostro mandato. Spetta ai leader decidere, può essere che in modo tipicamente europeo ci si giri attorno, che richieda un sacco di tempo e ci siano un sacco di indiscrezioni, ma sono del tutto fiduciosa che troveranno una soluzione, perché è troppo importante”.

Lagarde: moltissimi candidati di ottimo livello per succedermi

Rispondendo a una domanda su chi dovrebbe succederle quando, nell’ottobre del 2027, lascerà il suo incarico, la presidente della Bce ha detto che “ci sono molti ottimi candidati, compresa Isabel” (Schnabel, ndr), che ha espresso interesse per l’incarico in una recente intervista. “Trovo estremamente soddisfacente che ci siano così tante persone che desiderano il mio lavoro – ha sottolineato – È un ottimo lavoro, senti che puoi fare la differenza e cambiare la vita delle persone, impegnarti per l’UE e l’euro. Ma spetterà al Consiglio europeo decidere”.

Dalla BoE sforbiciata di 25 punti base

Da Francoforte a Londra. Anche la Bank of England ha rispettato i pronostici, tagliando i tassi di interesse di 25 punti base per la quarta volta nel 2025. Il tasso di riferimento scende così dal 4% al 3,75%. Una decisione che però ha mostrato una netta divisione all’interno del comitato di politica monetaria della BoE: 5 voti favorevoli e 4 contrari. 

D’altronde la mossa arriva in un periodo in cui i dati hanno mostrato una situazione economica a luci e ombre: la disoccupazione nel Regno Unito è aumentata al 5,1%, ai massimi degli ultimi quattro anni e lontana dal 4% registrato ad agosto del 2024. A novembre però si è registrato un miglioramento sui prezzi al consumo. Su base annua, il mese scorso la crescita dell‘inflazione si è attestata al 3,2%, sotto il 3,6% del mese precedente ed il 3,5% stimato dagli analisti, ma ancora lontano dall’obiettivo del 2%.

La BoE ha dichiarato di aspettarsi una crescita economica pari a zero negli ultimi tre mesi del 2025, in calo rispetto a una previsione di crescita dello 0,3% formulata il mese scorso, sebbene ritenga che la crescita di fondo sia più solida, attestandosi a circa lo 0,2% a trimestre. Per quanto riguarda il futuro, attraverso una nota, la BoE ha spiegato che l’entità dell’ulteriore allentamento della politica monetaria dipenderà dall’evoluzione delle prospettive di inflazione. Sulla base dei dati attuali, è probabile che il tasso di sconto continui a seguire un percorso di graduale discesa (dopo essere stato ridotto di 150 punti base dall’agosto 2024). Tuttavia, le valutazioni in merito a un ulteriore allentamento della politica monetaria saranno più difficili da valutare.

(Ultimo aggiornamento: ore 15.53 del 18 dicembre).

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