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JP Morgan dice addio ai Proxy Advisors: arriva una nuova piattaforma interna basata su AI

JP Morgan diventa la prima grande banca Usa a rinunciare ai proxy advisors, gestendo il voto degli azionisti in migliaia di assemblee tramite una piattaforma interna AI, in risposta alla stretta voluta dall’amministrazione Trump

JP Morgan dice addio ai Proxy Advisors: arriva una nuova piattaforma interna basata su AI

JP Morgan ha deciso di interrompere ogni collaborazione con i proxy advisors negli Stati Uniti, affidando le votazioni azionarie a una piattaforma interna basata su intelligenza artificiale chiamata Proxy IQ. La divisione di gestione patrimoniale, tra le più grandi al mondo con oltre 7.000 miliardi di dollari in asset dei clienti, dovrà ogni anno votare azioni in migliaia di società. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Proxy IQ analizzerà i dati di oltre 3.000 assemblee annuali, sostituendo i tradizionali ruoli di società come Glass Lewis e Institutional Shareholder Services (Iss) e fornendo raccomandazioni direttamente ai gestori di portafoglio.

JP Morgan: l’intelligenza artificiale sostituisce i consulenti esterni

Proxy IQ, sviluppata sulla piattaforma di dati per investimenti Spectrum, aggregga e analizza dati proprietari provenienti dalle assemblee societarie. Prima della piattaforma, JP Morgan si affidava già al proprio team interno di stewardship, ma il passaggio a una soluzione AI rappresenta un cambio di paradigma totale, eliminando ogni dipendenza dai proxy advisors tradizionali.

Jamie Dimon, ceo di JPMorgan, ha più volte criticato i proxy advisors, arrivando a definirli “incompetenti” e dichiarando che “dovrebbero essere eliminati e morti, basta”, sottolineando il loro potenziale di influenzare indebitamente i voti degli azionisti e di promuovere agende politicamente motivate. 

Trump e la pressione sui proxy advisors

Il contesto politico ha giocato un ruolo determinante nella scelta di JP Morgan. I proxy advisors sono finiti sotto scrutinio dall’amministrazione Trump, che nel dicembre 2025 ha firmato un ordine esecutivo per rafforzare la supervisione del settore e chiedere alle autorità di regolamentazione dei titoli e antitrust di indagare sulle pratiche di società come Iss e Glass Lewis.

Trump ha denunciato come questi consulenti possano “promuovere e dare priorità ad agende radicali motivate politicamente”, in particolare su temi Esg e Dei (diversità, equità e inclusione), influenzando in maniera significativa le decisioni aziendali e talvolta andando contro gli interessi degli azionisti. L’ordine esecutivo ha inoltre coinvolto diverse agenzie federali, tra cui Sec, Ftc, Department of Justice e Department of Labor, con l’obiettivo di garantire che le raccomandazioni di voto siano trasparenti, imparziali e coerenti con gli obblighi fiduciari degli investitori istituzionali.

Anche Elon Musk, ceo di Tesla, è stato tra i critici più vocali dei proxy advisors, definendoli “terroristi aziendali” dopo che Iss aveva raccomandato di respingere il suo pacchetto retributivo da quasi 1.000 miliardi di dollari.

L’iniziativa di JP Morgan è stata accolta con grande interesse dagli analisti di governance aziendale. Glass Lewis non ha commentato subito, mentre Iss ha dichiarato di essere orgogliosa del proprio record di oltre quattro decenni nel fornire ricerche e soluzioni di voto di alta qualità.

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