Condividi

Banner FIRSTonline

Iran, riprendono le minacce di Trump: “In 24 ore si decide la ripresa della guerra”. A Hormuz restano ferme quasi 1.000 navi

Su Truth è apparsa la frase “la calma prima della tempesta” con l’immagine di Trump con espressione minacciosa e il dito puntato

Iran, riprendono le minacce di Trump: “In 24 ore si decide la ripresa della guerra”. A Hormuz restano ferme quasi 1.000 navi

Appena fatto ritorno dal suo viaggio in Cina, Donald Trump riprende in mano il dossier Medio Oriente, seminando ovunuqe messaggi aggressivi. “Trump deciderà in 24 ore se riprendere la guerra”, informano i media israeliani, mentre Washington e Tel Aviv sarebbero già impegnate in “intensi preparativi”.

Intanto il presidente Usa ha pubblicato su Truth social la frase “la calma prima della tempesta“, accompagnandola da una sua immagine con espressione minacciosa e il dito puntato. Sullo sfondo una nave e una imbarcazione da guerra con la bandiera di Teheran nel pieno di una tormenta. In un’intervista telefonica alla tv francese Bfmtv Trump ha poi detto: l’Iran “farebbe meglio a trovare un accordo, altrimenti passerà momenti molto brutti. Hanno interesse a concluderlo”.

Intanto in Pakistan la diplomazia continua a lavorare dicendo che ci sarebbero “progressi positivi”. Teheran ha predisposto un piano per gestire il traffico nello stretto di Hormuz e comunica che alcuni paesi europei stanno trattando per il passaggio”, ma non si sa quali siano.

Intanto il presidente iraniano Pezeshkian scrive una lettera a Papa Leone: “Le nazioni contrastino le richieste degli Usa”.

Stretto di Hormuz, ferme merci per 23,7 miliardi di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, il 2%del tonnellaggio globale, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l’agroalimentare. A fare il punto sulla logistica è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm, il Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo.

Le più penalizzate restano le tanker (product e crude) che trasportano prodotti liquidi, principalmente petrolio. Ferme nello Stretto sono 294 unità. Seguono le bulkcarrier, navi che trasportano rinfuse solide, 176 unità, seguite da 97 portacontainer. Ma è l’intera catena del trasporto marittimo a essere colpita in tutti i segmenti merceologici (dalle navi che trasportano auto a quelle specializzate nei prodotti chimici) per il blocco di questo snodo nevralgico per il sistema economico mondiale. Da qui, infatti, transitano (o meglio transitavano visto che al momento la media dei passaggi è crollata dell’89%) percentuali significative del trasporto marittimo mondiale: il 37% del greggio, il 28 di Gpl, il 19 di Gnl (gas naturale liquefatto) tra i vari comparti.

Gli Usa: tregua tra Israele e Libano prorogata di 45 giorni

Il cessate il fuoco sarebbe dovuto scadere oggi. La proroga, ha spiegato il Dipartimento di Stato americano, è stata concordata dopo due giorni di colloqui “altamente produttivi” tra i due Paesi, mediati dagli Stati Uniti. Previsto nuovo round di negoziati “sul piano politico” il 2 e 3 giugno, mentre il 29 maggio – hanno dichiarato gli Usa – verrà avviato al Pentagono un dialogo sulla sicurezza con delegazioni militari di Israele e Libano.

Il ministro dell’Economia libanese Amer Bisat ha dichiarato ad Al Jazeera che secondo le stima il Libano avrebbe perso fino a 2 miliardi di dollari a causa dell’escalation della guerra israeliana contro il Paese a partire dal 2 marzo. “L’impatto è stato piuttosto significativo. Lo consideriamo in termini di molteplici sfide. Una sfida è l’impatto economico stesso: persone che perdono il lavoro, aziende agricole che non producono, aziende manifatturiere che chiudono [e] turisti che non arrivano”, ha affermato. “Questo impatto è molto pesante. Stimiamo che durante la guerra abbiamo perso probabilmente 2 miliardi di dollari. Ciò corrisponde a circa il 7% del PIL”, ha detto.

Le Idf continuano gli attacchi a Gaza

Le forze israeliane hanno lanciato attacchi in tutta la Striscia di Gaza. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa,che cita fonti locali, il fuoco dell’artiglieria ha colpito le zone orientali e meridionali di Khan Younis. Gli attacchi sono avvenuti in un contesto di intensi spari provenienti da veicoli militari stazionati vicino alle aree a est e a sud della città.

Commenta