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Intesa Sanpaolo tiene a galla Piazza Affari ma lo spread risale

I migliori 9 mesi degli ultimi 10 anni di Intesa Sanpaolo danno sprint al titolo che sorregge il Ftse Mib, insieme a Mediaset, Campari e Stm – Ma tutte le Borse sono in stand-by per il voto nelle elezioni americane di midterm, vero test della presidenza Trump – Male invece la Borsa di Londra – Lo spread Btp-Bund risale e sfiora i 300 punti base

Intesa Sanpaolo tiene a galla Piazza Affari ma lo spread risale

Si attenua nel pomeriggio la tensione su Milano che, dopo una mattinata in rosso, riesce a ridurre le perdite e a chiudere la seduta poco sotto la parità (-0,07% a 19.268 punti) rinvigorita dallo scatto di Intesa Sanpaolo che festeggia anche in Borsa i migliori nove mesi di bilancio degli ultimi dieci anni.

Nel giorno dell’Ecofin sulla manovra italiana viaggiano deboli anche le altre Borse europee, che con un occhio guardano oltre oceano: l’attenzione dei mercati è infatti concentrata sugli Stati Uniti dove sono in corso di svolgimento le elezioni di mid-term, considerate un vero e proprio referendum sull’amministrazione Trump a due anni esatti dal suo arrivo alla Casa Bianca.

A fine giornata Francoforte cede lo 0,09%, Parigi (-0,5%), Madrid (-0,24%). Cade Londra (-0,89%). A condizionare l’andamento dei listini continentali è anche il rallentamento dell’economia dell’eurozona certificato dalla rilevazione Ihs Markit. L’indice pmi della zona euro è sceso ad ottobre a 53,7 dai 54,7 di settembre. È la prestazione più debole dall’inizio del 2017.

Wall Street si attendono gli esiti di una tornata elettorale che potrebbe cambiare il volto del Congresso, complicando in maniera sostanziale la vita del Presidente Trump. Secondo gli investitori l’inquilino della Casa Bianca potrebbe perdere il controllo della Camera, mantenendo invece la maggioranza in Senato. Ma a New York gli investitori non dimenticano nemmeno la Federal Reserve che ha posticipato di un giorno l’inizio della sua due giorni di riunione, alla fine della quale giovedì i tassi dovrebbero essere confermati al 2-2,25%. In questo contesto il Dow Jones e lo S&P 500, viaggiano entrambi in rialzo dello 0,3%. Simile la performance del Nasdaq (+0,28%) nonostante il forte calo della catena alberghiera Marriott (-4,8%) che non ha saputo soddisfare le stime degli analisti con il suo fatturato trimestrale.

L’attesa per l’esito del voto Usa condiziona anche l’andamento del dollaro: il cambio con l’euro è a 1,1416. Va giù il petrolio: Brent a 72,12 dollari al barile (-1,44%), Wti a 62,19 dollari (-1,44%).

Tornando in Italia, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è tornato a Roma, lasciando in anticipo l’Ecofin, al termine del quale il ministro austriaco delle Finanze, presidente di turno, Hartwig Loger  ha riassunto la posizione dei presenti: “All’Italia è stato chiesto di essere costruttiva e ci aspettiamo che ci saranno dei movimenti”. In mattinata, il numero uno di via XX Settembre ha comunque cercato di lanciare un messaggio rassicurante ai mercati in vista del 13 novembre, giorno in cui l’Italia dovrebbe portare a Bruxelles una “nuova” Manovra: “Ci sono naturalmente dei disaccordi ma ciò non significa che non possiamo avere un dialogo costruttivo”, ha dichiarato in mattinata in ministro. Le sue parole non hanno però attenuato il nervosismo sui titoli di Stato italiani con lo spread risalito a fine seduta a quota 299 punti base dai 290 di ieri e il rendimento sul Btp decennale in rialzo al 3,422% (+3,2%).

A Piazza Affari l’attenzione è tutta per Intesa Sanpaolo (+1,28%) che ingrana la quinta nel pomeriggio in scia alla pubblicazione dei conti: nel trimestre l’utile netto della banca guidata da Carlo Messina è cresciuto del 28,2%, portando il risultato dei primi nove mesi a superare quota 3 miliardi di euro. In virtù dei risultati conseguiti il ceo ha confermato i target per il 2018, promettendo agli azionisti “dividendi molto generosi”.

Contrastati gli istituti bancari che nei prossimi giorni saranno impegnati nella pubblicazione dei conti dei primi nove mesi: Bper (-0,74%), Ubi (-0,61%), Banco Bpm (-0,9%). Si salva Unicredit, che chiude  in rialzo dello 0,6%.

Il miglior titolo di oggi è però Campari che guadagna il 3,65% nonostante la flessione delle vendite nei primi 9 mesi del 2018. Gli investitori hanno apprezzato il dato sull’utile lordo, attestatosi a 249 milioni, in crescita del 4,7%. Sugli scudi Mediaset (+2,38%) che ha esercitato l’opzione put di cessione a Sky della società R2, la piattaforma operation di Premium. Bene anche Stm (+1,28%) e Italgas (+1,77%).

Dall’altra parte della barricata è di nuovo in rosso Ferrari (-2,13%) all’indomani della trimestrale. Nella galassia va giù anche Cnh (-1,17%), cauta Fca (-0,22%). Tra i peggiori Saipem (-2,08%), Buzzi Unicem (-1,83%) e Pirelli (-1,26%).

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