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INTERVISTA A MARIO BALDASSARRI: “C’è una contraddizione Eba-Bce”

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE FINANZE AL SENATO – Da domani a Palazzo Madama saranno ascoltati i rappresentanti di Bankitalia, Consob e Eba – Le banche rischiano di trovarsi di fronte a un bivio: o ricapitalizzano, oppure chiedono la restituzione del 30-40% dei prestiti già fatti, strozzando definitivamente imprese e famiglie”.

INTERVISTA A MARIO BALDASSARRI: “C’è una contraddizione Eba-Bce”

Banche in evidenza al Senato: la commissione Finanze a partire da domani  ascolterà una dopo l’altra la Banca d’Italia, l’Eba e la Consob. Al centro dell’attenzione, il rafforzamento patrimoniale delle banche. C’è una contraddizione tra la Bce e l’Eba – sintetizza per Firstonline il presidente della commissione, il professor Mario Baldassarri – serve un chiarimento da parte dell’Europa.

FIRSTONLINE – Qual e’ la contraddizione cui fa riferimento?



BALDASSARRI – “Da un lato c’è la Banca centrale, la Bce, che immette liquidità e sostiene le banche e dall’altra c’è l’Eba che con la sua direttiva mette le banche di fronte al rischio di taglio di capitale, vincolandole a mettere in bilancio i titoli non al valore di scadenza ma al al valore corrente, e quindi con rischio di contabilizzare perdite cartacee, per ora”.

FIRSTONLINE – E quali le conseguenze di questa situazione?

BALDASSARRI – “Le banche si troverebbero di fronte a un bivio: o ricapitalizzano oppure chiedono la restituzione del 30-40% dei prestiti già fatti, strozzando definitivamente imprese e famiglie. L’Europa deve chiarire, è un fatto politico In sostanza la Banca centrale europea inietta liquidità, e un’altra autorità la blocca. Tra l’altro finché e’ bloccato l’interbancario, le banche depositano questa liquidità alla stessa Bce e la parte che potrebbe essere usata per comprare i Btp sostenendo i debiti degli Stati e’ bloccata dalla direttiva dell’Eba. La direttiva Eba deve essere gestita dalla Banca d’Italia e quindi la commissione Finanze vuole capire come intende muoversi via Nazionale e capire anche i criteri adottati dall’Eba. Quanto alla Consob, l’audizione e legata ai risvolti che riguardano le quotazioni in Borsa. A conclusione dei lavori la commissione valuterà se giungere a una mozione, a una risoluzione, a un auspicio”. Nella medesima commissione Finanze si e’ riaffacciato il tema della riforma delle banche popolari. C’è una sollecitazione, attraverso la conferenza dei capigruppo, per far giungere in aula un testo frutto dell’unificazione delle varie ipotesi che sono in campo: ben cinque disegni di legge. Giovedi’ c’è stato un ufficio di presidenza, che ha definito i temi e costruito un percorso metodologico, dando mandato ai tecnici di svolgere gli opportuni approfondimenti sui testi testi depositati.

FIRSTONLINE – Quale potrebbe essere il punto di equilibrio?

BALDASSARRI – “Io ovviamente ho le mie idee, ma ci sono più proposte, dipenderà dall’atteggiamento delle forze politiche. Sono favorevole a tutti quei sistemi che vengono dal basso (credito cooperativo, le casse rurali, le banche popolari) e che meritano attenzione da parte del legislatore e del fisco con agevolazioni, ma con un punto di chiarezza: quando cambiano alcuni parametri, ad esempio le dimensioni organizzative, economiche, finanziere, il riferimento al mercato, allora dovrebbe scattare l’obbligo di trasformazione in una normale Spa con le regole di tutti gli altri”.

FIRSTONLINE – La soluzione della governance duale adottata dalla Banca popolare di Milano la convince?

BALDASSARRI – “Non fino in fondo. Nel momento in cui una banca e’ quotata, si pone un problema: c’è il socio azionista, c’è quello che ha acquistato le azioni in Borsa, c’è il socio dipendente. Ognuno ha interessi ovviamente diversi. Questi argomenti hanno bisogno di una cornice di riferimento, non si risolvono con un mix di governance, altrimenti di rischia di fare una riunione condominiale”.

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