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Inter-Como, il derby lombardo è soprattutto la sfida tra Chivu e Fabregas: i nerazzurri puntano alla testa alla classifica

Il derby lombardo mette a confronto l’allenatore dell’Inter Chivu con l’arrembante trainer del Como, Fabregas, che in estate ha rifiutato la panchina nerazzurra. Se l’Inter vince va in testa ma se vince il Como è in piena zona scudetto: inimmaginabile

Inter-Como, il derby lombardo è soprattutto la sfida tra Chivu e Fabregas: i nerazzurri puntano alla testa alla classifica

La realtà sfida l’immaginazione. Inter-Como, big match di questo sabato di A (le altre sfide sono Sassuolo-Fiorentina e Verona-Atalanta), mette di fronte due delle squadre più forti del campionato, ma anche e soprattutto Chivu e Fabregas, l’allenatore nerazzurro e colui che poteva essere al suo posto. Non è un mistero, infatti, che Marotta e Ausilio abbiano trattato lo spagnolo, trovando però la porta sbarrata dalla ricchissima proprietà indonesiana del Como. L’Inter ha poi virato sul tecnico romeno e i risultati, seppur con qualche scivolone qua e là, sono più che buoni, tanto che oggi, in caso di vittoria, sarà primo posto in solitaria (ovviamente in attesa delle altre partite). Ma occhio ai lariani, in serie positiva dal 30 agosto (sconfitta a Bologna, da allora 5 successi e 6 pareggi in 11 giornate) e balzati al quinto posto alle spalle delle big: 3 punti li proietterebbero in piena zona scudetto, facendo sognare ancora di più una piazza già impazzita di gioia.

Inter – Como (ore 18, Dazn)

Chissà se, quando sbucherà dal tunnel di San Siro, Fabregas avvertirà almeno per un istante il bivio che in estate lo aveva portato a un passo dall’Inter. Poi la scelta di restare in riva al lago, difendere il progetto costruito in due anni e provare a spingerlo sempre più su. E infatti oggi il Como è lì, terzo a quattro punti dalla vetta, con la chance di agganciare proprio l’Inter ed entrare definitivamente in corsa Champions. Tutto questo aggiunge pepe a una partita che per Chivu pesa eccome, anche perché a San Siro ha già lasciato punti con Milan e Udinese e non può permettersi un altro passo falso. Non a caso, dopo il turnover col Venezia, l’Inter torna al consueto 3-5-2: Sommer in porta, Akanji, Acerbi e Bastoni in difesa, Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski e Dimarco a centrocampo, Thuram e Lautaro in attacco, con Pio Esposito e Bonny pronti a subentrare dalla panchina. Ai box rimangono Dumfries, Darmian, Palacios e Di Gennaro, un pacchetto di assenze che continua a togliere alternative soprattutto sulle fasce. Il Como, però, non arriva a San Siro per fare presenza. La classifica parla chiaro: è uno scontro diretto per la Champions, un concetto che fino a poco tempo fa sarebbe suonato folle e che invece ora è pura realtà. Merito di Fabregas e del grande lavoro societario, sia dal punto di vista economico che tecnico. Inutile dire che Cesc si affida soprattutto a Nico Paz, già in doppia cifra tra gol (6) e assist (5). L’argentino proverà a incantare San Siro, magari immaginando di essere al Bernabeu, dove prima o poi si esibirà con la maglia del Real Madrid.

Fabregas: “Il mio no all’Inter? Non parlo di questo, vogliamo fare una partitona”

Nessuna dichiarazione da parte di Chivu, classica conferenza stampa invece per Fabregas, obiettivo numero uno dell’estate nerazzurra. “Il mio no all’Inter? Non parlerò di questo, non mi interessa ora – ha glissato lo spagnolo -. Mi fa male questa domanda, ma solo per l’emozione. Io sono al Como, mi mangio tutto e tutti per il Como. Andremo per vincere la partita, per fare una grande prestazione e continuare a crescere e niente di più. L’Inter ha una grandissima squadra e un grandissimo allenatore, vado tantissimo a San Siro a vederla in Champions perché è la squadra più forte. Io ammiravo l’Inter di Inzaghi, giocava a occhi chiusi. Non c’è vergogna nel dire che li analizziamo, ma vogliamo fare la migliore partita del mondo, una partitona. Dobbiamo sapere che ci saranno momenti per fare cose top, ma gli altri saranno bravi e dovremo gestire l’emozione. Non è un problema, bisogna abituarsi a giocare contro questo tipo di squadre. È un livello top, dobbiamo farlo se vogliamo esserlo anche noi“.

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