Il 2026 si apre con un nuovo segnale di debolezza per l’auto europea. Secondo i dati diffusi dall’Acea, a gennaio nell’Unione europea sono state immatricolate 799.625 vetture, in calo del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025. Nell’Europa occidentale (Ue+Efta+Regno Unito) le registrazioni salgono a 961.382 unità, ma con una flessione del 3,5%.
Dopo sei mesi consecutivi di crescita, il mercato torna dunque in territorio negativo. Tra i cinque maggiori Paesi, Germania e Francia arretrano entrambe del 6,6% su base annua. Italia (+6,2%), Spagna (+1,1%) e Regno Unito (+3,4%) riescono invece a chiudere in moderato progresso. Il confronto con il periodo pre-pandemia resta però pesante: rispetto a gennaio 2019 l’Europa occidentale segna ancora un -21,6%, con Germania (-27%) e Francia (-30,9%) che evidenziano i ritardi più marcati.
Sempre più auto elettrica
Il rallentamento dei volumi complessivi non ferma però la trasformazione della domanda. Le auto elettriche a batteria raggiungono 154.230 immatricolazioni nell’Ue, pari al 19,3% del mercato, in netto aumento rispetto al 14,9% di un anno prima e con una crescita del 24,2%. Ancora più rilevante il peso delle ibride, che conquistano il 38,6% del mercato con oltre 308mila unità, confermandosi la prima scelta dei consumatori europei, mentre le plug-in hybrid avanzano del 28,7%.
La mappa dell’elettrificazione resta a due velocità: Francia (+52,1%) e Germania (+23,8%) trainano le elettriche pure, Belgio (-11,5%) e Paesi Bassi (-35,4%) rallentano. Sul fronte ibrido spicca l’Italia (+24,9%), seguita dalla Spagna (+9%), mentre la Germania registra un lieve calo. In parallelo si accentua la crisi delle alimentazioni tradizionali: le immatricolazioni di auto a benzina crollano del 28,2% e quelle diesel del 22,3%. Complessivamente, benzina e gasolio scendono al 30,1% del mercato, contro il 39,5% di un anno fa.
Stellantis cresce e il titolo corre in Borsa
In questo scenario si distingue Stellantis, che avvia l’anno in controtendenza rispetto al mercato. Nell’area Ue+Efta+Uk il gruppo totalizza 164.436 immatricolazioni a gennaio, in aumento del 6,7%, con la quota che sale dal 15,5% al 17,1%. Nella sola Unione europea le registrazioni raggiungono 145.750 unità, in crescita del 9,1%, e lo share avanza al 18,2% dal 16,1%.
La dinamica è sostenuta dal recupero di diversi marchi: Fiat balza del 24,6% a 29.415 unità nell’area allargata, Citroën cresce del 14% a 31.039, Opel/Vauxhall del 12,7% a 32.054. Peugeot limita il calo (-2,9%), mentre Jeep, Alfa Romeo e Ds chiudono in flessione; Lancia/Chrysler avanza del 22% su volumi più contenuti.
E il titolo festeggia in Borsa. A Piazza Affari il titolo Stellantis sale di oltre il 2%, spingendosi fino a 6,67 euro in giornata e posizionandosi in vetta al listino principale, grazie alle immatricolazioni che hanno sorpreso positivamente gli analisti. Un rimbalzo che arriva in un contesto ancora complesso per il gruppo, con il titolo in calo di circa il 30% da inizio 2026 e di oltre il 46% nell’ultimo anno.
Nel panorama competitivo europeo, invece, prevalgono i segni meno: il gruppo Volkswagen arretra di circa il 3,7-3,8%, Renault perde tra il 15% e il 16,7%, Toyota cede il 13,4%. Tesla registra una contrazione, mentre il cinese Byd continua a espandersi con incrementi a tre cifre e una quota prossima al 2%.
