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Il museo di Capodimonte primo sito tutto sostenibile. In due anni pannelli fotovoltaici e restyling del parco

Il museo oggetto di un intervento di efficienza energetica curato dalla società Engie Italia. La conclusione dei lavori è prevista per il 2025

Il museo di Capodimonte primo sito tutto sostenibile. In due anni pannelli fotovoltaici e restyling del parco

Il feeling tra i musei italiani e la sostenibilità energetica non è mai stato nelle corde del Ministero della Cultura. Eppure ci sono molti spazi da riempire lungo tutta la penisola. Siti interessanti che aspettano di essere ristrutturati con progetti innovativi e di efficienza energetica.

Le opere d’arte e le sale espositive diventerebbero anche meno vulnerabili alle microemissioni di gasolio o gas e i risparmi sulla gestione sarebbero enormi.

Cosa si aspetta?

Il Museo di Capodimonte realizzato sulla collina napoletana nel 1738 per volontà di Carlo di Borbone tra due anni sarà il primo museo italiano completamente green. E’ questa la volta buona per dare credito al Ministero su un tema a lungo trascurato ? Vedremo. Soprattutto se entro il 2025 le tecnologie da installare saranno realmente funzionanti.

Il Museo e il Real bosco produrranno in proprio il 90 per cento dell’energia necessaria al fabbisogno: questo l’annuncio del direttore Sylvain Bellenger insieme alla società Engie. Nei prossimi mesi saranno installati un impianto di trigenerazione da 800 MWh di energia elettrica e 1 GWh di energia termica. Un cambiamento radicale nella gestione di un sito che richiama oltre 200 mila visitatori all’anno ed espone opere di grande pregio: da Tiziano a De Ribera a Botticelli a Caravaggio. “Si, nel 2025 – dice Bellenger – Capodimonte sarà il primo sito culturale in Italia completamente sostenibile. La missione ambientale, insieme a quella sociale, della tutela e valorizzazione e della digitalizzazione è stata da subito l’obiettivo di quest’Amministrazione. Con questi progetti Capodimonte sarà uno dei musei più avanzati in Europa in termini di tecnologia e di gestione”.

Sui tetti del palazzo settecentesco saranno messi 4.500 moduli fotovoltaici integrati e invisibili

La vasta area boschiva che circonda il museo respirerà di più perché non ci saranno più emissioni in atmosfera. Per comprendere la portata del progetto è come se nel bosco venissero piantumati altri 20mila alberi.

Il Palazzo conserva la sua bellezza e le esposizioni – gallerie d’arte antica, galleria di arte contemporanea e l’appartamento storico- saranno maggiormente conservative. A dare credibilità al progetto c’è un partenariato pubblico-privato che, a quanto si apprende, è anche il primo di questo genere nei musei. Ma non saranno solo i pannelli fotovoltaici ad interessare Capodimonte poiché i lavori riguarderanno anche il restauro dei giardini storici, le architetture vegetali e la revisione del sistema di irrigazione.

La Engie sostiene di collaborare con il Ministero per accrescere l’efficienza energetica del patrimonio artistico, giudicato da Monica Iacono, CEO di Engie Italia un “tassello fondamentale per supportare il percorso di decarbonizzazione del Paese” . Il Ministro Sangiuliano dovrebbe avere approntato una strategia che partendo da Napoli potrebbe estendersi all’intera rete di musei. Abbandonando l’idea di sostituire i direttori che invece sono una garanzia sul posto quando ci sono lavori di ristruttutazione.

Infine, ma senza eccessivi entusiasmi, in questo caso prendiamo atto che la burocrazia- malasorte italiana- non ha messo sgambetti al progetto. Ne ha riconosciuto la rilevanza come “modello pilota e sperimentale, sottolineando l’alto profilo degli interventi e la profonda innovazione tecnologica, in particolar modo sul tema dell’efficientamento energetico”. Un sospiro. Da qui al 2025 mancano molti mesi e non voglia il cielo che il credito dato al Ministero della Cultura si dissolva da un momento all’altro.

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